Dischi Che Escono – 06/05/2018

Sette dischi, tre singoli e troppa trap per festeggiare insieme lo scudetto della Juventus (29/04/2018 – 05/05/2018)


Charlie Charles, Sfera Ebbasta, Ghali
Peace [Singolo]

Trap, Universal

L’highlight
Charlie is my darling

Per chi apprezza
Fare p(e)ace

Ho paura. Sul serio, avverto un modesto terrore per quello che sto per dire. Perché vorrei stroncarli, questi 3 minuti di “futuro” composti a sei mani dalle ormai superstar della trap nostrana. Vorrei umiliarli, schernirli, additarli al solito come una simpatica pinzata al glande. Ma questa volta non sarebbe del tutto consono. Mi vanto di essere un uomo (ancora) non corrotto, non potrei farlo. Perciò, affronto con coraggio il buio e lo dico: sarà per il confronto con l’uscita contestuale dei due esponenti “rapper” dei talent show, sarà che Mowgli ha aperto una ferita in me non ancora sanata, ma questa sognante e rilassata “Peace & Love” mi è sinceramente parsa una composizione del tutto onesta, in cui ho apprezzato persino qualche rima e riferimento (“superman” e “su per me”, non per pochi). Ovvio che la vera forza di questa operazione sia quasi esclusivamente la produzione: date una medaglia al Charlie Runkle trappettuso, è lui che manda avanti la baracca. Ma vi è qualcosa di ulteriore che brilla, non facilmente definibile, ma di molto positivo, sicuramente. Qualcosa che mi fa sperare che nel futuro prossimo la lotta nell’attuale e giovincella musica italiana tra qualità e trash possa venire finalmente meno. Peace, fratelli. – Giulio Beneventi


J-Ax & Fedez
Italiana [Singolo]

Pop, Sony

L’highlight
L’autunno

Per chi apprezza
Rimpiangere Despacito

“E anche se piove la musica suona”. E che musica suona, cazzo. Non so immaginare un purgatorio peggiore di quello appena passato e scontato: pioggia ininterrotta a maggio, accompagnata dall’uscita del nuovo (l’ultimo, daje!) singolo dei Gianni e Pinotto del pop rappato, che in confronto Luis Fonsi sembra The Dark Side Of The Moon. Che dire, mi rifiuto di fare un’analisi critica del solito pezzo reggaeton usa-e-getta in cui come al solito Fedez mette soltanto la faccia da marketing e Ax qualche rima strappa-sorriso da far tatuare sulle chiappe delle minorenni. Sfrutto questo spazio giusto per dare dei consigli contro il caldo alla Studio Aperto: che vi piaccia o no, questo è il nuovo fottutissimo tormentone dell’estate. Evitate di farvi venire il sangue amaro come tutte le estati. Sono solo canzonette, del resto, diceva un poeta che qui non mi sento di nominare, per rispetto. Andate in vacanza in Tibet, così non rischiate nulla. – Giulio Beneventi


Alice in Chains
The One You Know [Singolo]

Grunge, AIC Entertainment/BMG

L’highlight
Constatare che Cantrell si sta riprendendo un po’

Per chi apprezza
Cadere morbidamente nel tormento

Ho pianto quando ho visto comparire sul profilo di DuVall il link per il nuovo singolo degli Alice In Chains. Finalmente, dopo oltre 5 anni dal precedente claustrofobico e paranoico The Devil Put Dinosaurs Here, Jerry Cantrell e soci tornano con un’anticipazione del prossimo album. Niente di più classico, anche se questa volta la band ha preferito un approccio un po’ più morbido: dissonanze sempre presenti, doppie voci onnipresenti, l’atmosfera disincantata e lugubre c’è, anche se questa volta è più malinconica che malata. Un buon antipasto, dispiace solo che nel video si noti come Cantrell negli ultimissimi anni abbia affrontato un periodo particolarmente complesso. Ma, parlando di musica, possiamo solo dire: era ora. Bentornati. – Andrea Mariano


GionnyScandal
Emo

Universal, Pop Trap

L’highlight
Citofonare e non trovare né Gigi, né la Cremeria

Per chi apprezza
Ciao

Signore e Signori (Beppe), abbiamo il disco dell’estate. Abbiamo uno dei dischi che sentiremo maggiormente nei lidi di mezza Italia. Ma che dico, di tutta Italia. Sì, il disco dell’estate, quello stracciacoglioni che fa ondeggiare orde di ragazzine e presunte tali, quello con cui orde di ragazzini o presunti tali cercano di abbordare le ragazzine e presunte tali brandendo virilmente una Corona Radler con scorza di lime (il limone è per poveracci). Praticamente gli Zero Assoluto se fossero nati in questi anni e se non ci fosse uno dei due, ergo: fa cagare, ma ti rimane in testa. Turuturututtu. In più “W La Fifa” è una delle cose più grette mascherate da latino-americano che possiate mai ascoltare nei prossimi mesi. Vai di cornetto, birra ghiacciata e dritti in spiaggia con panama, costume bianco e occhiali da sole fighi comprati da Primark a 3 euro. – Andrea Mariano


Jon Hopkins
Singularity

Elettronica, Domino Recordings

L’highlight
Feel First Life

Per chi apprezza
Avere le orecchie

Se fossi un astronautico pioniere e stessi compiendo grandi passi per l’umanità, vorrei fossero le albe tratteggiate da “Feel First Life” ad accompagnare la mia lacrimevole scoperta di nuovi mondi. Se più semplicemente mi occupassi delle colonne sonore di film di fantascienza, di quelli belli e non di puttanate pretenziose come Interstellar, mi ritirerei dopo aver ascoltato la title track di questo disco, dicendo prima ai miei collaboratori e colleghi “guardate, stronzi, guardate come comunicare la sensazione della vastità spaziale, l’inquietudine del buio siderale, con i beat dei synth invece che con quei cazzo di corni”. Poi mi metterei a piangere. Se fossi un clubber inveterato ma raffinato, uscirei di casa per andarmi a fare circondare da luci verdi da rave per farmi rimbombare nelle orecchie i glitch di “Everything Connected”. Probabilmente, durante cotali rimbombi, mi metterei a piangere. La realtà dei fatti vuole che sono solo un povero stronzo in una spoglia camera e davanti a un pc cui manca qualche tasto, ma ascoltando le magnificenze elettroniche di “Singularity” sto viaggiando, sto da qualche altra parte. E probabilmente, ovunque io mi trovi, sto piangendo. – Riccardo Coppola


Peace
Kindness is The New Rock’n’Roll

Indie Rock, Ignition Records

L’highlight
Silverlined

Per chi apprezza
Le coccoline

C’è da esaltarsi quietamente sul ritornello dell’opener di quest’album dei Peace, la cui descrizione può essere esaurita nell’educatissimo annuncio “I got the power” e nell’emblematico titolo. I Peace maneggiano l’indie rock più innocuo e lo rimodellano, leggermente, su chorus che potrebbero essere cantati da uno stadio, qualora volesse: “Kindness is the new rock and roll” è un dischetto drammaticamente stucchevole, ma è in tale stucchevolezza che trova il suo principale (unico?) pregio. Sti quattro ragazzotti di Birmingham infatti spargono le loro arpeggiate carezze verso il mondo intero, non le incanalano in lagne d’amore spaccapalle alla Hey There Delilah. Ed è una mossa vincente, perché si può essere in giornata no o fare schifo a prescindere, ma questo disco è capace di fare venire a tutti la voglia di abbracciarsi pian piano, e volersi un pochino bene. Giusto un pochino. – Riccardo Coppola


The Dead Daisies
Burn it Down

Hard Rock, Spitfire Music

L’highlight
Judgement Day – Dead And Gone

Per chi apprezza
Essere tamarro con cognizione di causa

Ok, d’accordo, quest’album è uscito un mese fa, ma me ne sbatto altamente. L’avevamo bypassato ed è stato grave, indi per cui eccoci qui a parlare di Burn It Down dei Dead Daisies. Hard Rock genuino, coriaceo, di quelli ben strutturati, da hadbanging non violento ma costante, da rispolverare gli stivali tamarri un po’ impolverati, prendere l’Harley (o lo Scarabeo della Piaggio, l’importante è il portamento in sella) e spadroneggiare in città, con faccia tamarra e aria ancora più tamarra. Non stanca, il che è un surplus per un hard rock che di per sé non ha più nulla da dire da 25 anni a questa parte. Rispolverate la giacca di pelle, pettinatevi i capelli che non avete più e buon rock n’ roll. – Andrea Mariano


Dimmu Borgir
Eonian

Symphonic Death Metal, Nuclear Blast

L’highlight
Interdimensional Summit

Per chi apprezza
Essere cattivo, pomposo e sedicenne

Cattivi, sinfonici che in confronto i Nightwish sembrano suonare solo voce e triangolo. Bordate di cattiveria… No, ok, i Dimmu Borgir non sono mai stati cattivi, semmai casinari e casinisti. La versione sedicenne dei Cradle Of Filth (questi ultimi ottimi per farsi i fighi se si sono appena raggiunti i 18 anni). Eonian è dunque perfetto per sfogare l’ormone del giovane metallaro, perfetto per intenerire il trentenne che rievoca i momenti in cui credeva che ascoltare questa band potesse renderlo figo dinanzi le piccole metallare e spaventoso contro i professori del liceo. Due facce della stessa medaglia. Io vivo nel passato, ergo questo Enian non è da buttar via in toto. Casinisti e casinari, sedicenti sedicenni, buon appetito. – Andrea Mariano


Aquilo
ii

Pop Etereo, Universal

L’highlight
Silent Movies

Per chi apprezza
Evaporare in una nuvola

Credevo che la moda del pop etereo fosse finita da un pezzo, invece questi ragazzotti prendono una chitarrina, un microfono e qualche effetto e buttano giù un album tutt’altro che malvagio. Non è l’ideale da mettere a una festa a base di alcool, donne e uomini facili e metanfetamina, ma per rilassarsi e rimuginare sulla propria vita di merda sì. Ma anche per rilassarsi e pensare a quel che vi pare. Bravi, Aquilo, bravi: La semplicità è spesso la soluzione migliore, voi l’avete capito e cavalcate tutto questo in maniera più egregia. Se lo ammette un tizio che ora come ora vuole null’altro che Power Metal, ma si esalta e si compiace del vostro operato, è gran cosa. – Andrea Mariano


Bruno Bellissimo
Ghetto Falsetto

Dance, La Tempesta Dischi

L’highlight
Horror Tropical/p>

Per chi apprezza
Pensare di essere Tony Manero pur avendo le movenze di Super Vicki

Dance con enormi richiami agli Anni ’80. Poesia, e quel sax che ogni tanto spunta tra i beat è goduria pura. Bruno Bellissimo è bellissimo. Non esteticamente, ma come sensazioni sonore siamo su livelli alti, molto alti. Si vola, ragazzi. Il mio lato danzereccio retrò gode come un cammello in un’oasi del sud Sahara in un giorno a caso di agosto. Non servono arzigogoli assurdi, triggerare casse all’eccesso o spippolare chissà quali tastoni: si va di acidone, cassa dritta e ci si gioca sopra. In un attimo spuntano baffoni da Magnum P.I. e camicia nera di Michael Knight, sguardo intenso di Sonny Crockett e movenze degne di Super Vicki. Dai così. Avanti col prossimo Cuba Libre. – Andrea Mariano

Il Branco

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Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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