Dischi Che Escono – 14/01/2019

dischicheescono_1000x350-dce-11062018

Dieci uscite per cominciare il 2019 peggio di come si è cominciato il 2018 (17/12/2018 – 13/01/2019)


dark-polo-gang-british-dce1106

Radiohead
Ill Wind (Singolo)

Art Rock, LLLP

L’highlight
Il giretto bossa nova all’inizio

Per chi apprezza
I lamenti di Yorke

Due anni e mezzo senza una pubblicazione ufficiale, e l’arrivo sulle piattaforme di streaming all’alba del 2019: Ill Wind perde adesso lo status di b-side vinil-only per pochi eletti e approda sulle piattaforme di streaming, pronta per le release radar di una mezza dozzina di miliardi di ascoltatori. A sentirla c’è tutto ciò che serve per descrivere una canzone dei Radiohead, e anche troppo per non essere esageratamente simile nei toni e nei suoni a “Burn The Witch” e “Dreamers”, che su “A Moon Shaped Pool” riuscirono ad arrivarci. C’è Yorke che usa vocali lunghissime come strumento per lagnarsi, su soundscapes (per dirla alla Fripp) fatti di elettroniche fiabesche e circolari, e un’introduzione di bassi sintetici che ricordano balere jazzistiche d’altri tempi. Mettetela pure nelle vostre playlist da alternativi. – Riccardo Coppola


Ligabue
Luci d’America (Singolo)

Pop, Warner

L’highlight
Non voglio essere cattivo

Per chi apprezza
I tentativi

Già, i tentativi. Perché un poco poco poco si sente, si percepisce la “voglia” di cambiare poco poco poco. Un minimo. Quantomeno voler tornare a scrivere due robe non orribili orribili orribili. Magari solo brutte e basta. Però la sensazione è sempre quella: il buon Liga ha dato quel che doveva e poteva dare. A essere entormemente buoni sono 10 anni che non tira fuori qualcosa di vagamente decente. Qui un minimo minimo minimo di ripresa c’è, ma ê un po’ come ritenersi fortunati per aver perso 100 euro per strada anziché 150 euro. – Andrea Mariano


the-charlatans-totally-eclipsing-dce-1106

Lo Stato Sociale
Sentimento Estero (Singolo)

Pop, Garrincha

L’highlight
Il volo dello smartphone

Per chi apprezza
Spaccare cellulari da 200 euro

Esto es un sentimento nuevo, cantava qualcuno. Lo Stato Sociale cantano il Sentimento Estero. E non c’è nulla da fare. Ascoltato almeno 5 volte di fila. Cerco di capire. Al settimo tentativo il mio Xiaomi ha fatto un volo dell’angelo che in confronto Lucifero cacciato dal Paradiso, spostati. Ma come per il futuro re dei Dannati, è stata la Divina Provvidenza a far precipitare lo smartphone per terra. Io non c’entro. Ma è stato centrato il punto. Di rottura di maroni. Il cellulare, per fortuna, è integro. Miracolo. Miracolo che al tempo stesso Spotify abbia deciso di switchare verso i Kyuss. Così, a caso. Miacolo nel miracolo. – Andrea Mariano


megadeth-killing-is-my-business-dce-1106

Vacca
Don Vacca Corleone

Hip Hop, Solo Bombe

L’highlight
Da solo

Per chi apprezza
Il vino nella Coca Cola

La scena hip-hop italiana non è tra le mie più frequentate, ma non ci vuole grande conoscenza musicale per capire che l’ultimo lavoro di Vacca, Don Vacca Corleone, sia una cazzo di mina. Il ritorno del rapper italo-giamaicano sembra essere di quelli potenti, di quelli in pompa magna insomma: seguendo la notorietà della recente scia trap italiana, riesce comunque a tenersi distante dallo scadere in banali imitazioni. Vacca riesce a proporre un rap aggressivo e diretto, affiancato durante gli undici brani anche da diversi ospiti come Jamil, Skioffi e Cromo. Ma è Da Solo che riesce a esprimere tutto il meglio di Vacca: una killer track della quale mi sono innamorato al “taglia il pecorino, taglia del salame, passami cinquecento fette di pane”. Poesia. Ed ora vi chiedo: si capisce che non ci capisco di ‘sta roba? – Francesco Benvenuto


Lykke-Li-so-sad-so-sexy-dce-1106

Dream Theater
Fall Into Light (Singolo)

Progressive Metal, Nuclear Blast

L’highlight
Il riff principale

Per chi apprezza
Crederci nonostante tutto. Però…

… però non è che possiamo continuare a sorbirci sempre la stessa roba forever and ever. Di buono c’è che Rudes questa volta non ci concede uno dei suoi soliti stacchetti cartooneschi che spezzano l’atmosfera come dei mariachi a un funerale di Stato. LaBrie o si ama o si odia, e vabbé. Morale della favola: se amate i Dream Theater, potreste ritrovarvi nella comfort zone ideale (qualche riferimento ai fasti di Scenes From A Memory); se amate i Dream Theater post-Portnoy avrete un ottimo antipasto di quello che riserverà il futuro. Per il resto degli ascoltatori, Fall Into The Light è discretamente superfluo. E come dico sempre: “superfluo” non è necessariamente meglio di “irritante”. – Andrea Mariano


Lykke-Li-so-sad-so-sexy-dce-1106

Mark Morton ft. Chester Bennington
Cross Off (Singolo)

Alternative Metal, WPP Records

L’highlight
La rabbia che ricordavamo

Per chi apprezza
La sincerità

Ad essere un po’ cattivi e un po’ irrispettosi, sembra quasi volerlo dire Chester Bennington, a un anno e mezzo abbondante dal suo prematuro addio al nostro pianeta: “Shinoda di merda, io volevo continuare a urlare e fare il rocker”. L’occasione che permetterà a tanti fan dei Linkin Park rimasti orfani è “Cross Off”, estratto dall’album di collaborazioni di Mark Morton: e mi devo trovare a dargli ragione, perché il buon Chester suona molto più spontaneo sui riffoni del chitarrista dei Lamb of God che sulle porcherie synthpop che ne fanno da ingiusto canto del cigno con la band principale. Tant’è. Qualcosa in più da quella che fu una gran voce: grasso che cola, a prescindere da complottismi e recriminazioni. – Riccardo Coppola


megadeth-killing-is-my-business-dce-1106

At The Gates
With the pantheons blind

Melodic Death, Century media records

L’highlight
The Mirror Black

Per chi apprezza
Qualsiasi (ma proprio qualsiasi) lavoro dei maestri del melodic death metal

Un disco di curiosità: una demo, una manciata di brani con diversi ospiti alla voce.
Se come il sottoscritto non amate particolarmente il cantato acido di Tomas Lindberg, potreste trovare più accattivante ed epico il growl basso e potente di Rob Miller, nella sua versione di “The mirror black”. Un Ep assolutamente inutile, uscita esclusivamente per i collezionisti più sfegatati, questo vinile 7″ a tiratura iper limitata vanta solamente una meraviglisa cover artwork, che riprende lo stile dell’ultimo To drink from the night itself. Nulla da dire sulla qualità dei pezzi, lavori di pregievole fattura della band melodic death svedese, che non ha vista abbamdonata la vena creativa dal celebre ritorno sulle scene del 2015, a quasi due decenni dallo scioglimento. E tra tre giorni suonano a Milano insieme ai Behemoth, all’Alcatraz. Ci sarà da divertirsi. – Matteo Galdi


Lykke-Li-so-sad-so-sexy-dce-1106

N.A.I.P.
È tutta colpa della Juve

Synth pop, Mamma dischi

L’highlight
il finale a sorpresa

Per chi apprezza
trovare da fare nelle pause del campionato

Vedendo il titolo della canzone avevo automaticamente letto N.A.P.O.L.I.; invece questo strambo artista si chiama N.A.I.P., che sta per “Nessun Artista In Particolare”, e sostiene nella sua risicata bio di costruire brani generalmente formati da una melodia, un’armonia, un tempo e un testo. Io preferisco dilungarmi e andare oltre: il suo è un synth pop dalle basi molto spesse, teso nelle voci anche se rilassato nei tempi, sarcastico nelle tematiche. Cavalcare il sentimento popolare anti-zebre può essere esecrabile o pienamente condivisibile a seconda del punto di vista dell’ascoltatore; il brano è però un ottimo biglietto da visita per chiunque. Da monitorare. – Riccardo Coppola


Lykke-Li-so-sad-so-sexy-dce-1106

Danso Key
Lava

Noise/Grunge, unrecords

L’highlight
Crazy in Love

Per chi apprezza
Le lingue

Fare riferimenti ai vulcani dei quali tanto si parla in questo periodo sarebbe decisamente troppo scontato, ma alle volte la soluzione più semplice è quella più giusta. Lava delle Danso Key è un lavoro decisamente esplosivo, non per l’energia sprigionata, bensì per la combinazione di elementi che ne sono alla base: noise, grunge e wave sono il combustibile di questo secondo lavoro del trio tutto al femminile nato tra l’Italia e la Germania. Ciò che balza subito all’attenzione è il poliglottismo, il variare ad esempio tra il francese di Je Me Repose e l’inglese di Crazy in Love. Sembra che le tre riescano a muoversi decisamente bene tra toni alti e bassi: Concave Convexe sembra il più classico dei pezzacci punk vecchia scuola, con un sound sporco, una voce graffiata e poca attenzione ai dettagli. Sono partito dai vulcani e lì forse dovrei tornare per chiudere il cerchio a dovere, ma mi viene solo da dire che Lava è un ottimo disco. Fatevelo andare bene. – Francesco Benvenuto


dark-polo-gang-british-dce1106

Rhapsody of Fire
Rain of fury (Singolo)

Power Metal, Nuclear Blast

L’highlight
Giacomo Voli e la doppia cassa sparati a velocità insensate

Per chi apprezza
volare a 130km/h con una Panda 750

Satrapoli non si arrende. Già con The Legend Goes On le intenzioni erano chiare: affermare che i Rhapsody veri sono lui, al di là di defezioni di massa. Rain of Fury è testimonianza che qualcosa di buono in pentola c’è davvero. Il fatto di avere musicisti di alto livello e Giacomo Voli alla voce con cui poter fare il cavolo che vuoi, riesci ad avere l’effetto Stratovarius: se ne va la pedina fondamentale, torni a respirare. Aria fresca, pur con aroma di tradizione. Il Power non si schioderà da certi stilemi, ma una mano di stucco e vernice fa miracoli. Come in questo caso. – Jacopo Morosini

Il Branco

Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
Il Branco

About Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *