Dischi Che Escono – 17/09/2018

dischicheescono_1000x350-dce-11062018

Dieci fra singoli e dischi da usare come sottofondo per il primo eurogol di Cristiano Ronaldo (11/09/2018 – 16/09/2018)


dark-polo-gang-british-dce1106

Smashing Pumpkins
Silvery Sometimes (Ghosts) (Singolo)

Alternative Rock, Napalm Records

L’highlight
Tutto il brano

Per chi apprezza
Rompere le zucche

Gli Smashing Pumpkins si sono sciolti, poi si sono riuniti. Corgan è sempre presente, gli altri no. Ecco come riassumerei la lunga storia del gruppo in qualche parola.
Quando sono venuto a sapere che, finalmente, la band era tornata per ¾ quella originale sentivo di dover riporre nuovamente fiducia in una delle band che, più di tutte, esprime al meglio la mia prima adolescenza. Dopo un’ottima “Solara”, le mie aspettative sono state ripagate totalmente, con un brano più nostalgico del previsto. Oltre all’accoppiata di chitarre melodiose che emana in pieno gli anni ’90 della band, il tocco più orecchiabile al brano lo dà lo stesso Billy, in ottima forma. Nonostante il chorus sia fin troppo stringato (così come la durata di tutto il pezzo, in fin dei conti), la canzone suona come uno splendido connubio fra i brani dei vecchi Siamese Dream e Mellon Collie. C’è chi con gli SP avrà chiuso da anni, eppure io sento che una possibilità in più se la meritino, soprattutto dopo un brano del genere. – Jacopo Morosini


The Distillers
Man vs Magnet / Blood in Gutters (Singolo + B-Side)

Punk Rock, The Distillers

L’highlight
Blood in Gutters

Per chi apprezza
La patacca

Prima la reunion, ora la roba nuova. Con il gradito ritorno dei The Distillers, sembra di essere nuovamente negli anni a cavallo tra i due secoli. Ormai i tempi di Coral Fang e City of Angels sono un lontano ricordo, tant’è che il nuovo singolo Man Vs Magnet segna una svolta musicale non di poco conto per la band di Brody Dalle: chi auspicava un proseguo punk della carriera deve accontentarsi di un pezzo alla Spinnerette. Roba di poco conto rispetto ai fasti del passato, ma alla fin fine chi se ne importa, voglio dire. Altra storia è la b-side Blood in Gutters, molto più spinta, aggressiva e vicina alle sonorità del progetto solista di quella gran freg-a della moglie di Josh Homme. Cazzo, i The Distillers sono tornati sulle scene, ancora non me ne capacito. Il loro ritorno è l’ulteriore conferma di come più si vada avanti con il tempo, più si torni indietro: e il nuovo Nokia 3310 e gli Articolo 31 e i Backstreet Boys. Basta, per favore. Novità, novità e novità deve essere il leitmotiv per il 2019. I Distillers tirano fuori un pezzo per la voglia di farlo e dare un po’ di pepe alle tappe del reunion tour. Ce lo si fa andare bene, nonostante sia quello che è. Cazzo i The Distillers, che storia! – Francesco Benvenuto


the-charlatans-totally-eclipsing-dce-1106

Aphex Twin
Collapse (EP)

Elettronica, Warp Records

L’highlight
Phtex (ma solo perché era il titolo più facile da scrivere)

Per chi apprezza
L’app store

Facciamo così: questa recensione la farò come se Aphex Twin non fosse mai esistito prima e che Collapse EP sia il suo primo lavoro. Cosa ne tiriamo fuori? Ne esce che acquistare app di mixaggio sull’App Store non è motivo valido per tirare fuori un album; ne esce che Garage Band andava forte negli anni ’10; ne esce fuori che i titoli delle tracce sono il risultato di una seratona a base di peperonata, tiramisù e macedonia, la cui assunzione ha generato un stato di catatonia mentale peggio della più artificiale delle droghe. L’album techno-sperimentale sarebbe la colonna sonora perfetta per Pluto Nash, il film in cui Eddie Murphy gestisce una discoteca sulla Luna: una roba talmente trash che finisce per diventare un fottuto caposaldo del genere. E se abundace10edit[2 R8’s, FZ20m & 909] risulta essere un prodotto ottenibile anche con la versione pro dell’app Real Drum Kit – Drum Simulator, allora ecco che mi levo il cappello davanti ad Aphex Twin, capace di tirar fuori un EP perfino dal suo cellulare (visto che ormai i tablet sono passati di moda). – Francesco Benvenuto


megadeth-killing-is-my-business-dce-1106

Good Charlotte
Generation RX

Rock, BMG

L’highlight
Self Help

Per chi apprezza
Tornare indietro di mezza generazione

I Good Charlotte li apprezzo perché sono una delle band più inutili della mia vita, ma in un modo o nell’altro sono riusciti a non farsi mai odiare troppo. Ora sono cresciuti, e anche no. A livello di sonorità e arrangiamenti, Generation Rx non ha un guizzo di lucente euforia nemmeno a pagarlo oro. O meglio: suona esattamente come un disco simil emo del 2006. Sì, il 2006, quando MySpace era il social per antonomasia, quando Marissa era ancora viva, quando io ero nel limbo tra la fine del liceo e l’inizio dell’avventura universitaria ed ero perso per la mia fidanzata dell’epoca. E alla fine sti cazzo di Good Charlotte spuntavano sempre, complice O.C. e tutta l’ondata simil emo che cercavo di schivare. ORA I good Charlotte esaminano se stessi ai Raggi X e capiscono che il tempo è passato, e anche tanto. E lo mettono in musica, più depressi di prima, ma con (quasi) le stesse sonorità di 12 anni fa. Mi hanno spaesato. In che anno siamo? – Andrea Mariano


Lykke-Li-so-sad-so-sexy-dce-1106

David Guetta
7

Dance, What A Music NLD

L’highlight
La sensazione di pasticca

Per chi apprezza
Trasferire il danceloor nel proprio salotto di 2 metri quadri

David Guetta, ovvero il Re Mida della Dance. Può farti cagare il genere, senza mezzi termini. Puoi odiare le discoteche, altroché. Ma David “Ho preso lezioni di stile da Bombolo” Guetta ha la capacità di farti muovere quel culo flaccido e pelandrone, in un modo o nell’altro. Certo, un doppio album è troppo per il sottoscritto, ma l’eccesso è nel DNA di Guetta: dai dancefloor al suo nasone, dalle orge nei dancefloor alla droga. – Andrea Mariano


Lykke-Li-so-sad-so-sexy-dce-1106

Paul Weller
True Meanings

Pop / Acustic, Parlophone Records

L’highlight
May Love Travel With You

Per chi apprezza
Le pennichelle con stile

Il principe del Mod ora può permettersi di fare un po’ tutto. In realtà, ha sempre potuto permettersi di fare il cavolo che gli pare. Così, con True Meanings si destreggia in sonorità soft, intime, giusto una batteria minimale e una chitarra, un basso accennato e una tastiera, o degli archi, per arricchire l’atmosfera. E viene da chiederti quale meraviglia sarebbe stata quest’opera se ci fosse stato Tommy Emmanuel alla sei corde e a dare una mano agli arrangiamenti. Perché c’è classe, c’è stile, ma c’è anche qualche sbadiglio. Per cui ti scusi, ma con garbo si deve far notare che sotto quel vestito di classe ed eleganza si cela un pigiama e un cuscino. Sempre eleganti, sempre di classe. Ma uno sbadiglio scappa. Perfetto per un calice di vino all’ombra del tramonto tardo settembrino. – Andrea Mariano


megadeth-killing-is-my-business-dce-1106

Immanuel Casto
L’età del consenso

Porno, Freak & Chic

L’highlight
Escort 25

Per chi apprezza
Cappelle e tuberi

Immanuel, carissimo. Il tempo passa, ed era ora di una raccolta. E non si può dir nulla contro il Casto Divo. Evviva il Casto Divo. Evviva, oltre che la pheega, pure il cazzo. Perché ok la taurina, ma sdoganiamo un po’ di pregiudizi, dai. Vai Casto Divo, e sappi che 50bocca / 100 Amore, Escort 25 e Crash sono sempre il top del top. – Andrea Mariano


Lykke-Li-so-sad-so-sexy-dce-1106

Arcane Roots
Landslide (EP)

Prog Rock, Easy Life

L’highlight
Off the floor (Fade)

Per chi apprezza
Rammollirsi con gusto

Almeno all’inizio sembrano aver dimenticato cosa sono le chitarre, gli Arcane Roots. Ed è strano se pensiamo che qui parlavamo, giusto qualche mese fa, di come ai loro concerti si pogasse ancora. L’apertura di questo loro nuovo EP è invece un affondo deciso verso mollezze shoegaze, con controcanti femminili e la voce di Andrew Groves che raggiunge latitudini da Sigur Ros, su quelle tonalità affilatissime che a seconda del mood possono accarezzare l’anima o piuttosto affettare i coglioni. Molto meglio tutto il resto, quando i toni si fanno più plumbei e gli ingredienti (a parte un inutile scream) tornano familiari e rassicuranti. – Riccardo Coppola


dark-polo-gang-british-dce1106

Emma Ruth Rundle
On Dark Horses

Alternative Rock, Sargent House

L’highlight
Darkhorse

Per chi apprezza
I cavalli

A causa di conoscenze non raccomandabili, associo ormai il termine “cavallo” a quella poesia umana che è Davide Lacerenza. Per questo motivo metto il disco di Emma Ruth Rundle e il mio cervello sovrappone a questa delizia alternative rock le immagini di gente in camicia bianca di lino che sciabola spumanti usando carte di credito. Quanto fanno schifo al cazzo i collegamenti dell’umano intelletto, specialmente se inconsci. Attendo fiducioso un periodo della mia vita in cui il cavallo per me sarà solamente un animale e potrò tornare a dedicare un ascolto puro a questo capolavoro di finezza indie della Rundle, che al quarto album riesce a cristallizzare tutte le sue suggestioni in un mix perfettamente equilibrato tra darkwave e cantautorato, tra post rock (a volte anche metal) e garage. Come una versione più femminile e onirica (ma al tempo stesso tagliente e grezza) di PJ Harvey. Il paragone è pesante, ma garantisco che l’album può assolutamente reggerlo. Sciabolare. Spingere. – Riccardo Coppola


Deicide
Overtures of Blasphemy

Death Metal, Century Family

L’highlight
All that is evil

Per chi apprezza
Il solito, apprezzabile e rassicurante orticello

Un buon ritorno quello dei Decide. Nulla di eclatante, sia chiaro, ma nonostante il passare degli anni i ragazzi continuano a farsi apprezzare. Anche in questo caso, le scapocciate e il pogo contro parenti e nonni vari sono a portata di mano, anzi di decibel. Nulla di geniale, di incredibilmente rivoluzionario, ma i Decide sono la faccia buona della medaglia di chi mantiene ben saldi i piedi e l’aratro sul percorso già ampiamente solcato: nulla di così nuovo, molto già visto, molto già ascoltato, tutto molto ben fatto. – Andrea Mariano

Il Branco

Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
Il Branco

Latest posts by Il Branco (see all)

About Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *