Dischi Che Escono – 18/02/2019

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Dieci tra singoli e album da ascoltare mentre cercate di loggare su Rousseau (05/02/2019 – 17/02/2019)


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Enrico Nigiotti
Cenerentola e Altre Storie

Pop, Sony Music

L’highlight
Nonno Hollywood

Per chi apprezza
Alessandra Amoroso…

… Che in confronto sembra rock. D’accordo la vena romanticona, d’accordo la dolcezza, d’accordo pure il ricorrere alla banalità. Il problema di Nigiotti è che ricorre a tutto ciò in quantità esagerate. Dopo dieci minuti vorresti bestemmiare nemmeno tanto per l’irritazione che questo “Cenerentola e altre Storie” suscita, ma proprio per controbilanciare la stucchevolezza di questa playlist per storie maledette da sedicenti quattordicenni. Per carità, con sforzo sovrumano possiamo apprezzare “Nonno Holywood”, perché in fondo Federico è un ragazzone dal cuore tenero, e la dedica al nonno è ammirevole, ma un disco intero che pare una lagna… “Lei bella, con un seno di cristallo”… Praticamente un amore spasmodico e morboso per Swarowski. – Andrea Mariano


Murubutu
Tenebra è la notte e altri racconti di buio e creupscoli

Hip Hop, Irma

L’highlight
Wordsworth

Per chi apprezza
I professori memorabili

Il mio professore di storia e filosofia al liceo era un settantenne di inarrivabile imbecillità dal quale credo di avere a stento imparato il fatto che svariati importanti autori fossero tedeschi. Da qualche parte della penisola italiana invece esistono professori di filosofia che come mestiere alternativo tirano giù dei capolavori hip hop (anche di quello bello cattivo e abbaiato alla Salmo) infilando con incredibile naturalezza nel flow dei testi di estrazione squisitamente letteraria. Al suo quinto album il prof. Mariani affronta il concept della notte (in maniera forse leggermente meno efficace del viaggio in mare di due uscite fa), ammorbidendo anche il suono grazie a strumentazioni strane, come le pizziche e le fisarmoniche di Wordsworth, e ospitate da tripla AAA, da Caparezza a Dutch Nazari a Willie Peyote. Impressionante. – Riccardo Coppola


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ОлегЛахман Oli
Soldi (Cover ucraina)

Musica d’autore, Autoproduzione

L’highlight
il video (e il fatto che la canzone stia spopolando ovunque)

Per chi apprezza
Una canzone italiana ogni 3

La pronuncia e il testo ucraini danno quel fascino esotico tipico delle lande dell’ex blocco sovietico. Mirabile e già leggendario il video: 2 euro, neve ovunque, freddo della Madonna, camminata indecisa e giubbotto Decathlon. Quasi meglio di Al Bano che interpreta “Va Pensiero”. – Andrea Mariano


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Motorpsycho
The Crucible

Psychedelic Rock, Stickman Records

L’highlight
Da qualche parte su Lux Aeterna

Per chi apprezza
Le botte delle droghe pesanti

I Motorpsyhco hanno una produttività e una confusione nel cervello che mi ha sempre ricordato un equivalente musicale di Philip K. Dick. Come l’autore di Blade Runner andava avanti scrivendo un libro ogni sei mesi e barcollando per trame largamente improvvisate e senza veri e propri inizi e conclusioni, allo stesso modo gli scandinavi sono arrivati a 19 (DICIANNOVE) studio albums, tutti più o meno dello stesso genere a metà strada tra prog puro e alternative rock psichedelico, molti (almeno gli ultimi 5 o 6) dalla qualità non eccelsa, quasi tutti similmente confusionari e confusi. The Crucible spinge parecchio sul versante prog della loro produzione, la sensazione però rimane sempre quella di un risultato di un rimpasto di idee ormai clamorosamente stantie, reso ancora più indigeribile dalla durata folle dei pezzi (10 e 20 minuti la seconda e la terza traccia). Solo ed esclusivamente per fan irriducibili e per gente sotto Rolls Royce. – Andrea Mariano


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Millencolin
SOS

Punk Rock, Softcore

L’highlight
Nothing

Per chi apprezza
Un po’ di coerenza musicale

Ad ogni nuova uscita dei Millencolin mi tornano a mente le ore trascorse davanti ai vari Tony Hawk. Quel punk rock puro ed essenziale tipico degli anni ’90, primi ’00 che oggi sembra essere andato perso da tante band continua per loro ad essere riconoscibilissimo anche in questo nuovo album, SOS: un’uscita che torna a far scuotere le teste a ritmo dopo quasi cinque anni di latitanza. Molti hanno preso strade più commerciali come i Green Day, divenuti una tra le tante band pop-punk che popolano il mercato; altri, come i Millencolin, hanno scelto invece di restare coerenti al proprio credo musicale. SOS è la conferma della qualità della band, che a ben ventisei (26) anni dalla prima pubblicazione, continua a tirar fuori lavori importanti pieni di killer tracks: tra le tante di questo lavoro c’è sicuramente Nothing. Andando a guardare quelli elementi a prima vista trascurabili, ma che finiscono col essere degli ottimi riempitivi, ecco Trumpets & Poutine, brano pieno di coretti tanto inutili, quanto orecchiabili. Insomma i Millencolin sembrano essere in ottima forma nonostante l’età avanzi inesorabile. Per gli amanti del genere può essere una boccata d’aria fresca. – Francesco Benvenuto


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Hexvessel
All Tree

Folk, Secret Trees

L’highlight
Birthmark

Per chi apprezza
La natura viva

Con gli Hexvessel, nel lontano 2016, presi una delle più sconcertanti cantonate della mia carriera da ascoltatore: bollai il precedente album When We Are Death come una porcheria senza dargli il giusto tempo di crescere (tantissimo). Finii per comprarne l’edizione speciale. All Tree, al di là del suo titolo senza senso e testi pagani abbastanza risibili, potrebbe a un ascoltatore colpevolmente disattento tendere lo stesso tranello, suonando scialbo e poco ispirato ai primissimi ascolti. È un disco che ha bisogno del suo tempo e del giusto mood da picnic notturno, forse anche del paio di cannette strong che vi faranno venir voglia di abbracciare gli alberi e di strofinare le guance su morbidissima corteccia, e di apprezzare per come si deve le divagazioni floydiani di Birthmark e le celebrazioni paniche di tutto il resto della tracklist. – Riccardo Coppola


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Panda Bear
Buoys

Neo-psichedelia, Domino

L’highlight
I filtri passa-basso

Per chi apprezza
Cercare giustificazioni a tutto

Mi ero segnato questa settimana l’uscita dei Grizzly Bear, un gruppetto di indie rock apprezzabile che seguo da sempre con moderato interesse. Mi ero sbagliato, e di grosso, perché in realtà non è uscito il disco nuovo di Grizzly Bear bensì quello di Panda Bear. È stata un po’ la storica fregatura di Tekken, dove il costume originale lo scegli anti-intuitivamente con il triangolo al posto della x, e quando ti vuoi prendere l’orso per dare un segno di barbara crudeltà ti esce quel coglione di panda con i braccialetti luminosi ai polsi. L’esito di questa epifania musicale è stato praticamente identico: Panda Bear è un progetto di uno di quelli che collettivamente si fanno chiamare Animal Collective e che ammorbano lo scenario indie di stronzate da una ventina d’anni. Buoy è la quintessenza del moderno lo-fi melenso e ricoperto di suoni elettronici schifosi quanto irritanti, e con una dose di autotune quasi ai livelli di Fedez. Spero che il 2019 scorra pacifico senza avere in serbo per le mie orecchie altri aborti di questo calibro. – Riccardo Coppola


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Avantasia
Moonglow

Symphonic Metal, Nuclear Blast

L’highlight
Boh

Per chi apprezza
Le puntualizzazioni

Il carrozzone di Tobias Sammet alla fermata mille, con i soliti diecimila cantanti e strumentisti. Roba imperdibile per chi ancora nel 2019 vuole sentire duellare Bob Catley con Michael Kiske. Io qua mi soffermo sul fatto che abbiano intitolato un pezzo “The Piper at the Gates of Dawn”, e che nella sede della Nuclear Blast glielo abbiano permesso. Arrestate tutti. – Riccardo Coppola


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Negramaro
Cosa c’è dall’altra parte (Singolo)

Pop, Sugar

L’highlight
La cattiveria

Per chi apprezza
La profondità non melensa

I Negramaro ricordano a loro modo una near-death experience, quella del chitarrista Lele Spedicato, in una ballata al piano sufficientemente nichilista in cui si prende a schiaffi, in un tripudio di parolacce, la morte. Risultato toccante e apprezzabile: tanti nostri auguri a loro per il prossimo tour. – Riccardo Coppola


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Periphery
Blood Eagle (Singolo)

Djent, 3 Dots Recordings

L’highlight
Assolo e breakdown post-assolo

Per chi apprezza
chitarre pesantissime a ritmo di taccarate sulle gengive

Taccarate [tak-ka-râ-te] – | n. f. sing. e pl. | • botte, sberle. – || Te mmen ‘i taccarate! – Mo’ so’ ttaccarate – Mo’ correne ‘i ttaccarate

I Periphery mollano la Sumerian Records per rilasciare musica presso la 3 Dots Recordings (ci sono tre artisti e sono tutti e 3 progetti di Misha&co). Il primo frutto del loro lavoro è questo singolo che sprizza djent cattivissimo da tutti i pori. Batteria che picchia durissimo, tre chitarre che cacciano fuori una ritmica degna dei Meshuggah e cantante che urla di vichinghi che ammazzano cristiani. Il gruppo sorprende un po’ tutti tra fan e ascoltatori casual, abituati a canzoni sempre più melodiche (soprattutto per il cantato di Spencer Sotelo più volte accusato di rovinare le canzoni con la sua voce “homosex”). L’album “Periphery IV Hail Stan” uscirà il 5 Aprile e non vedo l’ora di poterlo ascoltare. – Michele Luca Ritrovato

Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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