Dischi Che Escono – 23/10/2018

dischicheescono_1000x350-dce-11062018

Dieci album e due singoli per rendersi conto che la settimana è già cominciata (Green Day dormienti, spostatevi proprio)


dark-polo-gang-british-dce1106

Franco Battiato
Universi Paralleli di Franco Battiato

Poesia metafisica, Sony

L’highlight
Se Mai

Per chi apprezza
Estrinsecarsi da questo mondo di merda

Con un colpo di coda mi chiudo nel mio studio, incurante di Riccardo e Giulio che continuano a citarmi improbabili ed improponibili nuove uscite tra trap, merd, pop e robe strane. Apro Spotify. Sì, lo APRO, entro nel codice. Entro in un universo parallelo di Battiatana fattezza e fattanza. Il cielo in una stanza. Impressioni di Settembre che sembra sia stata realizzata da HAL 9000. QUATTRO DISCHI di goduria ed estrazione, estrapolazione ed estraniamento da questo mondo e da quei due che me la pagheranno. Ma a loro voglio bene lo stesso: alla fine, è grazie a loro che ho scoperto questa enorme raccolta di Franco Battiato, questi Universi Paralleli di Franco Battiato. Tanta roba, troppa roba. Ma non è mai troppa (cit. il Vate, Richard Philip Henry John Benson) – Andrea Mariano


Disturbed
Evolution

Metal radiofonico, Reprise Records

L’highlight
Hol On The Memories

Per chi apprezza
Prendere a schiaffi chi ha talento nel nascondere il proprio talento

Giuro e sarò onesto: ho iniziato ad ascoltare Evolution, il nuovo album dei Disturbed, e non mi sono accorto che “Are You Ready” e “No More” fossero due brani diversi. Perché sono identici. Solo “A Reason To Fight” mi ha svegliato dal torpore. E mi dispiace un sacco, perché con quella cover di The Sound Of Silence i Disturbed hanno dimostrato che possono avere personalità. Ce l’hanno, ma faticano a tirarla fuori, porca di una pecora incarognita ladra. È l’annoso problema della band del metal-radiofonico: puoi essere bravo quanto ti pare, ma è troppo facile, dannatamente troppo facile cadere nel disco “figo, ma quando inizia l’altra canz… AH, siamo già alla quarta”. Costoro sono mostruosi quando tolgono l’anfibio dall’acceleratore e partono con l’intimistica ballata. Prendiamo per esempio “Uninvited Guest” e soprattutto “Hold On The Memories”: un pezzo incredibile, magistrale, tra i migliori che possiate ascoltare. È solo merito di questi colpi d’arresto che non lanci il CD dalla finestra della redazione. Ma il fastidio, la “rajia” (abruzzesi di tutto il mondo “arrajatevi”) è possente. Quanto talento mal gestito, porco Giuda ballerino di tip tap. – Andrea Mariano


the-charlatans-totally-eclipsing-dce-1106

Richard Ashcroft
Natural Rebel

Pop Rock, BMG

L’highlight
That’s How Strong

Per chi apprezza
Gli Stillicidi

Richard Ashcroft dichiara di essere un ribelle nel titolo di questo suo ennesimo album solista, che a due anni dalle più profonde sperimentazioni elettroniche riaccoglie le chitarre vere e un crooning essenziale e dai decisi connotati folk. Fatto sta che di ribelle Ashcroft non ha niente: è il più stereotipico dei relitti del britpop, quelli che negli anni Novanta venivano idolatrati perché abbandonavano concerti dopo tre canzoni e oggi sono soltanto degli stupidi cinquantenni che cantano con gli occhiali da sole indoor. Fatto sta, ed è più importante, che Natural Rebel è un dischetto proprio innocuo e inutile, con ritornelli telefonatissimi e cantato con una convinzione del tutto assente. Immagino Ashcroft nelle sessioni di registrazione, a cantarlo impassibile, dall’inizio alla fine, leggendo i testi da un Mac e con la testa saldamente poggiata sul mento. E con gli occhiali da sole. A qualcuno piacerà, tanto, si dice. Già, ma a chi? – Riccardo Coppola


megadeth-killing-is-my-business-dce-1106

PFM
TVB (The Very Best)

Progressive Rock, Sony

L’highlight
Impossibile sceglierlo

Per chi NON apprezza
I libri di storia

Li vedo, Di Cioccio e Djivas, i Gilmour e Waters reduci delle impressioni di settembre e ancora sul carrozzone PFM, a scriversi su Messenger per scegliere il titolo della loro raccolta definitiva (fino alla prossima): _The Very Best… sai cosa, chiamiamolo TVB!_. E giù grasse risate, sentendosi di colpo trent’anni più giovani, mandandosi le emoji animate del cagnolino magro a braccetto col cagnolino grasso. Scherzi a parte, TVB è una gran bella raccolta, quattro dischi con stralci di una carriera da far impallidire anche i giganti britannici del progressive, e un bel librone fotografico con interviste ai membri della band, di quelli che non si leggono ovviamente mai ma che fanno parecchia scena sullo scaffale dedicato. Da regalare a Natale al proprio nipote che ascolta trap, per farsi sbeffeggiare e odiare più di quanto già faccia ma quantomeno poter dire di averci provato. – Riccardo Coppola


Lykke-Li-so-sad-so-sexy-dce-1106

Nothing But Thieves
What Did You Think When You Made Me This Way? [EP]

Alternative Rock, Sony Music

L’highlight
Forever & Ever More

Per chi apprezza
Gli EP

Non è passato molto tempo dall’ultima pubblicazione degli inglesi Nothing But Thieves, eppure ecco già bello e pronto il nuovo EP What Did You Think When You Made Me This Way?. Conor Mason, frontman dalla voce ampia e possente, riesce a far fare il salto di qualità alle tracce ed esempio lampante ne è il singolo Forever & Ever More, dove non pochi sono i rimandi alle sonorità di Queens of the Stone Age o Royal Blood. Gods prosegue raccontando il conflitto tra un uomo e la potenza di quelli lì in alto, che così come ti hanno fatto arrivare sulla Terra, così ti vogliono far tornare indietro: ma se alla domanda “perché io?” non si riesce a trovare una risposta, tanto vale non porsela proprio. I Nothing But Thieves stanno riuscendo a mantenere costante la qualità dei propri lavori e ad acquisire sempre più consensi, cosa non semplice al giorno d’oggi a causa delle sempre più alte esigenze di chi può facilmente passare ad altro da ascoltare. – Francesco Benvenuto


Lykke-Li-so-sad-so-sexy-dce-1106

Papercuts
Parallel Universe Blues

Blues, Slumberband Music

L’highlight
Kathleen Says

Per chi apprezza
La musica di qualche anno fa

Metto in play il nuovo album dei Papercuts e mi ritrovo immerso in un’atmosfera anni ’60 e ’70, fatta di monotoni giri di chitarra, giri di basso e di una batteria nelle retrovie usata tanto per battere il tempo. I Papercuts sono principalmente Jason Quever, che torna sulle scene a distanza di ben sette anni dall’ultimo lavoro sotto Sub Pop, Fading Parade con Parallel Universe Blues, un lavoro che mette in mostra lo sviluppo musicale di un progetto partito dal niente – come tutti – e arrivato ad un buon livello qualitativo. Un blues leggero pervade l’intera produzione, trovando il suo apice in Kathleen Says, sesta traccia delle dieci presenti, in grado di regalare un viaggio, seppur breve, nel passato, quello dei Beatles o dei Fleetwood Mac. Jason Quever finisce per essere semplice ed efficace, senza cadere in banale monotonia, ma anzi riuscendo a regalare ampia varietà ad un genere che facilmente può annoiare. – Francesco Benvenuto


megadeth-killing-is-my-business-dce-1106

Marco Mengoni
Voglio (Singolo)

Pop, Sony

L’highlight
Nope

Per chi apprezza
La saggezza dei detti popolari

Eh, Marcobbello. Eh, Marcondirondello. Tu vuoi le caramelle da chi non ti conosce, ballare nudo, dire a tutti quanti che parti e poi rimanere al check-in (ma magari te ne annassi). Eh, Marcolino, bella la vita. Ma l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re. Eh, Marcantonio mio, è così. E non cambia nulla fumarsela e scrivere poi pezzi del men…goni. Ncs, non ci siamo. Tassativo, scendi giù dalla pianta. You can’t always get what you want. Sic est. Io per esempio, voglio che tu torni a usare la tua onesta voce in canzoni di un calibro vagamente decente, perlomeno, e non cazzatelle moderne con suoni da dj estivo come questa. Ma non si può, vero? O, in alternativa, voglio che tu scompaia, lontano lontano, a suonarti le tue nenie nel giardino del cazzo di re più lontano. Tipo i Savoia, ovunque essi siano, Dio li abbia in gloria. Salutami Pupo e il principino. Dai, che te frega, accontentami. Fidati che faresti un piacere a tutti. Anche a te stesso. Ciao, grandissimo. – Andrea Mariano


Lykke-Li-so-sad-so-sexy-dce-1106

Marco Mengoni
Buona Vita (Singolo)

Pop, Sony

L’highlight
I saluti

Per chi apprezza
Perdere tempo, anche vent’anni dopo

Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? No no, scherzo, non citiamo il buon Lucio in questi tristi contesti. A’ Marcoli’, allora, pensavo che fossimo d’accordo, che te ne annassi a fare il pascià da qualche parte e che non dovessimo più sentire musica del men…goni. Niente, eh? Mortacci. Dai fa’ sentire quest’altro pezzo. Mmm, eh beh, oh già, ah beh. Carino, dai. Già meglio. Ma non è abbastanza. Come diceva il vate Ace Ventura “Provino di merda, arrivederci”. Ringrazia il chitarrista e fagli i complimenti. Digli che se vuole sprecare il suo talento c’è la Pausini, piuttosto, che sicuramente paga meglio. Ciao, buona vita. – Giulio Beneventi


dark-polo-gang-british-dce1106

Dua Lipa
Dua Lipa (Complete Edition)

Sperimentale, Shelter Press

L’highlight
Il bacino di Blow Your Mind

Per chi apprezza
Il sesso femminile non appartenendovi

Ieri sera alcuni dilettanti miei sodali mi hanno regalato a poker delle banconote che stamani volevo investire in musica. Barcamenandomi nell’indecisione tra Sleep Well Beast e qualche roba prog imbarazzante mi sono imbattuto nell’uscita perfetta per spendere soldi degli altri: la Complete Edition di Dua Lipa (l’album, non lei). Il femminilissimo esordio in tutto il suo splendore, più un supporto aggiuntivo con le tamarrate estive feat. Calvin Harris e Martin Garrix, un paio di pezzi inutili, quella Want To dell’ad Jaguar che sta ammorbando da settimane tutte le piattaforme video con il suo HELLA HELLA IT’S MY BODY. Copertina con glitter rosa, gatefold che immagino già incastonato come una gemma rarissima tra Ritual De Lo Habitual e Selling England By The Pound (tra l’altro la prima traccia si chiama Genesis). E invece stocazzo, niente vinile, release soltanto su due (Dua) dischetti di plastica. E CD is dead, purtroppo. Mi spiace Dua, sarà per la prossima volta. – Riccardo Coppola


Lykke-Li-so-sad-so-sexy-dce-1106

Rock And Morty
The Rick And Morty Soundtrack

Idiozia, Turner Broadcasting System

L’highlight
Human Music

Per chi apprezza
Essere beceri inside

Cosa diavolo v’aspettate da Rick & Morty? Eh? Cosa avete detto? Tanto non vi sento, io sono in quel di Bologna a scrivere queste righe e voi chissà dove a farvele. È stata pubblicata la colonna sonora dello show più irriverente degli ultimi anni, lo show più amato da noi poveri animali estinti eppure vivi (vabbè, sopravviviamo… vabbè, viviamo perché crediamo di essere vivi, in realtà non lo siamo da parecchie ere). D’altronde siamo marcescenti inside, come potremmo mai odiare Rick & Morty. Il disco pervenuto in redazione è on air 27 ore su 24, già i primi effetti lobotomizzanti iniziano a essere visibili. Tipo Benvenuto che inizia a credere di essere un tappetino d’ingresso con la scritta “Welcome”. Ecco perché è da giorni sul pianerottolo, sdraiato e in silenzio… – Andrea Mariano


Lykke-Li-so-sad-so-sexy-dce-1106

Tamino
Amir

BOH, Communion Group Ltd

L’highlight
Tummy

Per chi apprezza
Sgarrarsi le vene in maniera hipster

My name is Tanino. Bel film, simpatico. Qui però siamo dinanzi a Tamino, siamo dinanzi al suo disco “Amir”. Siamo dinanzi a sonorità che richiamano qualcosa di arabeggiante, qualcosa di evocativo, qualcosa che attanaglia prepotentemente i coglioni. Che palle. Non sei Tom Yorke, e anche lui spesse volte viaggia pericolosamente sulla sottile linea del vaffanculo. Dodici brani di una lentezza disarmante. Il problema è che vorrebbero essere evocativi, vorrebbero giocare la carta del canto e dell’atmosfera suadente, e quai ci riescono in alcuni punti. Il problema è proprio quello. Il problema è che “Quasi” non significa “riuscirci”. Bah. Ah, Indingo Night è una versione medio orientale e meno paranoica di una outtake di Amnesia dei Radiohead che hanno incontrato Morrissey stranamente meno spocchioso del solito mentre ascolta una musicassetta mal registrata di “Grace” di Jeff Buckley. Forse il pezzo più riuscito del lotto. Vedete voi. – Andrea Mariano


Lykke-Li-so-sad-so-sexy-dce-1106

Irama
Giovani

Rap-pop, Warner Bros

L’highlight
Il 74esimo minuto di Milan – Bugignasco

Per chi apprezza
Il kebab a 2 euro e 50 centesimi

Lo so, lo so che è colpa mia se questa volta i DCE andranno online di martedì. Ma perché infliggermi cotanta depravata punizione? Irama, che nella copertina ritira la pancia e cerca di fare il manzo di quartiere, in realtà con quei “tarattararà” e “E poi resta ancora quei cinque minuti che poi diventeranno ore” è la versione dei Modà più vicina ai gggiovani di oggi (su cui ci scatarriamo su). Anche quando cerca di fare il rapper duro in “Non Mollo Mai” non è credibile. È come se il sottoscritto volesse sostituire Dodi Battaglia, Red Kanzian e Roby Facchinetti nei Pooh. Non ce la posso fare. Lui non ce la fa. Irama, mi spiace. Ti do una pacca sulla spalla per aver chiamato una tua canzone “Icaro”, anche se non c’entra un benemerito cazzo con la mitologia greca. Ringrazia Iddio se non ti sbraito contro per citare Kurt Cobain invano (“Io per te ci morirei come ha fatto Kurt Cobain”. Ma io ti picchio col Trudi a forma di panda, quant’è vero il Dalai Lama). Dai, prendi l’Invicta e torniamo a scuola. – Andrea Mariano

Il Branco

Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
Il Branco

Latest posts by Il Branco (see all)

About Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *