Dischi Che Escono – 26/02/2019

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Dieci tra singoli e album da ascoltare mentre pensate al razzismo al contrario degli Oscar (18/02/2019 – 25/02/2019)


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Mahmood
Gioventù Bruciata

Pop, Universal

L’highlight
Delle nuove, Asia Occidente

Per chi apprezza
Pensare solo ai soldi

Gioventù bruciata non singolo, non ep, stavolta full album. Mossa alla gabbani 2016, alla Andrea Mariano quando ci sono 8 DCE pronti e bisogna aggiungere qualche cazzata instant: Mahmood prende l’extended play già presente e ci mette una manciata di pezzi che spostano gli equilibri meno di Bonucci. Ecco l’album d’esordio. Rimane la valutazione che avemmo l’altra volta: Mahmood è onestissimo autore pop, melenso e dalla voce acutissima. Il groove di soldi sull’lp non esiste da nessuna parte, qualora cercaste soltanto quello. – Riccardo Coppola


Ultimo
Fateme cantà (Singolo)

Pop, Believe

L’highlight
La finta umiltà

Per chi apprezza
Gli indifendibili

Con tempismo encomiabile e con sincerità commovente, il Secondo di Sanremo 2019 tira fuori un singolo in cui chiede che non gli si chiedano discorsi, interviste, presenze sceniche da intellettuali e menate da artista impegnato, e che ci si aspetti da lui che faccia soltanto ciò che gli riesce benissimo: schifo. – Riccardo Coppola


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Thirty Seconds to Mars feat. Emma
Love is Madness (Singolo)

Alternative Rock, Interscope Records

L’highlight
Non pervenuto

Per chi apprezza
Le grandi ciofeche

Bisogna essere sinceri: nessuno si sarebbe mai immaginato una collaborazione tra i Thirty Seconds to Mars e la brava Emma. Tanto meno ci si sarebbe aspettati il livello di schifo raggiunto con Love is Madness, il brano uscito dall’improbabile ed inaspettato duo. Ormai i Thirty Seconds to Mars di This is War sono un lontano ricordo, uno di quelli che torna alla mente di tanto in tanto, quello che ti fa dire “ah già, hanno fatto anche robe ascoltabili”. Questo esperimento mal riuscito sembra fare più del male che del bene alla band di Jared Leto; il contrario accade invece per la nostra Emma, la quale riesce a mettersi alla prova anche con artisti musicalmente molto distanti da lei. Una base, due voci, un testo a dir poco noioso e ripetitivo con combinazioni di inglese ed italiano, quest’ultimo idioma decisamente più alla portata di Emma (ne ricordiamo le gesta durante le interviste pre Eurovision).
Poco da dire e soprattutto poco da ascoltare. Un singolo evitabile e fine a se stesso. – Francesco Benvenuto


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Francesco Di Giacomo
La parte mancante

Cantautorato, AereoStella / Pirames International

L’highlight
La parte mancante

Per chi apprezza
emozionarsi per la parte sempre presente, anche se mancante

Francesco, davvero, non dovevi. Non dico per quell’accadimento di 5 anni fa, lì non potevi farci nulla. Quando capita, capita. Purtroppo. Non dovevi farci questo regalo, dall’alto, o da dove tu sia ora. Perché l’assenza si tramuta in presenza, e non ero pronto. Emotivamente, dico. Un’anima grande, più grande di quanto tu non fossi, e si sente, si percepisce. Ancora. Nonostante la tua assenza terrena. Ma la musica rimane. Le parole rimangono. L’arte rimane, quando a tesserla è gentilezza d’animo e bontà divina intrinsecate nell’Uomo-Artista. Francesco, davvero, grazie. Grazie davvero. Non dovevi. Perché non so come ricambiare, se non ascoltare ancora, ancora, ancora, ancora e ancora. Se non mantenere ancora più preziosamente custodito il ricordo del concerto di 6 anni fa, in provincia di Teramo, col Banco. Quando a chi insistentemente chiedeva “Il Giardino Del Mago” tu rispondesti con ironia e generosità, oltre che con onestà intellettuale. “La Parte Mancante” è un grande regalo, cui non seguirà purtroppo una tournée dal vivo. Ma lo sarai sempre, per noi. Grazie Francesco. Grazie. – Andrea Mariano


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James Bay feat. Julia Michaels
Peer Pressure (Singolo)

Pop, Republic

L’highlight
La veloce chiusura

Per chi apprezza
I ridimensionamenti immediati

La direzione di Giacomo Spiaggia è definita senza bisogno di ulteriori spiegoni dal suo tour in apertura ai Rolling Stone, nel 2018, e quello prossimo a fare da spalla a Ed Sheeran. Bay, in realtà, è diventato già da tempo una versione riveduta e corretta, e drammaticamente ridotta, del falso Ron Wesley: questo featuring essenzialmente d’immagine, che pare pure abbandonato a metà con una chiusa innaturale a 2.56, non fa che confermarne uno svuotamento contenutistico drammatico e ormai praticamente assoluto. – Riccardo Coppola


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Pink
Walk Me Home (Singolo)

Pop, RCA

L’highlight
sembra la versione meno depressa di “Head above Water” di Avril Lavigne

Per chi apprezza
le fotocopie a colori

Ascolti l’ultimo di Avril. Latte alle ginocchia, anche se è obiettivamente il suo lavoro più maturo degli ultimi 15 anni (figuratevi gli altri, quindi). Ascolti Pink, “Walk Me Home”. Il refrain ha qualcosa di familiare, familiare e recente. E capisci cos’è: “Head above Water” della bionda canadese, sparato però a volume un po’ più sostenuto. Che è un po’ il 64,5% dei brani pop-commerciali in giro attualmente. Non sai, dunque, se mandare a cagare tutti o continuare a scervellarti per capire se ti fa effettivamente cagare o se invece ha qualcosa di carino. Io, nel dubbio, non ho detto nulla a nessuno. Ho solo indicato loro il titolo di un brano dei The Zen Circus. – Andrea Mariano


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Dream Theater
Distance Over Time

Progressive Metal, InsideOut

L’highlight
Barstool Warrior, At Wit’s End

Per chi apprezza
Le non-proprio-rinascite

Il tanto atteso -immagino che qualche simpaticone si chiederà “ma da chi?”- Distance Over Time è finalmente arrivato, dopo tre singoli d’aperitivo carini. Potrei essere breve, conciso, fare più in fretta possibile. O dilungarmi a non finire. Vada per la via di mezzo. E niente, allora cosa posso dire? Bell’album. No, non sto scherzando, davvero un bell’album, specie se ripensiamo al LEGGERMENTE prolisso “The Astonishing”, decisamente poco ispirato. Qui i 5, seppure con qualche tentennamento, danno alla luce un buon disco che si lascia ascoltare bene, più conciso del solito e con qualche idea più fresca del solito… Soprattutto a livello chitarristico. Ma non aspettatevi novità, ad essere onesti. Distance Over Time suona come un album dei DT ha quasi sempre suonato: c’è spazio per roba più heavy (la carina Room 137 e i riff di Paralyzed) e per le melodie zuccherose, come in Out Of Reach; ma in mezzo a tracce da 10/10 (le due nell’highlight) c’è tanta cafonaggine progressive in pieno stile DT, piena di sbavature ed assoli di tastiera sbrodoloni e fuori luogo come… una suora in un bordello? Si può dire? Forse potevo risparmiarmela. In ogni caso, per farla breve, i fan del gruppo ne resteranno più che soddisfatti. Stessa cosa i neofiti del gruppo. E i non-fan? Loro continueranno ad odiarli, probabilmente. Prevenuti! – Jacopo Morosini


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Desperate Journalist
In search of the Miracolous

Rock, Autoproduzione

L’highlight
Cedarse

Per chi apprezza
L’indie autentico

Più che mai, più praticamente di chiunque altro, i Desperate Journalist sono diventati uno stranissimo e attraente caleidoscopio di differenti declinazioni dell’alternative rock, di quel calderone di generi che si chiamava indie prima che tale termine venisse associato prevalentemente a cafonate danzereccie. Jo Bevan (che non è il poeta preferito della Isoardi) si barcamena in questo terzo full length in varianti sempre attraenti (e soprattutto sempre puntualmente coese l’una con l’altra) adesso in post-punk pressoché puro, adesso in lo-fi da Slowdive ma non annacquato nell’inutilità dei Minor Victories, adesso in delicatissimi pezzi pop da autostrada. In due anni, dal già ottimo Grow Up, una crescita esponenziale. – Riccardo Coppola


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Dido
Chances (EP)

Pop, BMG

L’highlight
Chances

Per chi apprezza
Vaporwave Dido Edition

Forse ho esagerato tirando in ballo la vaporwave, però questa svolta ultra minimal di Dido non è male. Certo, 4 brani sono pochi per avere un quadro completo della situazione, soprattutto perché non c’è un vero e proprio picco qualitativo o d’emozione. Anzi, “Hurricanes”, a dispetto del titolo, rischia di addormentare. Ma è un buon sottofondo per una serata post-lavoro tranquilla, al chiaroscuro della lampada Ikea con lampadina a risparmio energetico da 12 Watt e un calice di buon vino FiorFiore Coop. – Andrea Mariano


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Rhapsody Of Fire
The Eighth Mountain

Power Metal, AFM

L’highlight
Giacomo Voli

Per chi apprezza
continuare a scannare draghi a destra e a manca

Come highlight ho scritto il nome di Giacomo Voli. Vocalmente differente da Lione, spazza l’ombra ingombrante del suo predecessore per un semplice motivo: non lo imita né cerca di imitarlo. Tutto ciò ha permesso ai Rhapsody di battere “nuove” strade, per quanto “nuove” in questo caso significa più “tornare indietro, verso le origini, dare una spolverata e restaurare per far diventare attuale l’attitudine antica”. La cupezza del recente passato si trasforma in gloria tuttalpiù tumultuosa. Suoni possenti, cariche di battaglie e una montagna da scalare, non senza rischi, non senza qualche ripercussione. Ma “The Eighth Mountain” è un ottimo album, onesto al punto giusto, ambizioso al punto giusto. A giudicare dalla risposta che i ragazzi hanno in tour, stanno raccogliendo i giusti frutti. Chapeau. E perdonate se io fui stronzo all’epoca di “Legendary Years (Re-Recorded)”: negli ultimi mesi, oltre che rivalutare il valore di quell’operazione, l’ho proprio divorato. Così come sto divorando l’ottava montagna. – Andrea Mariano


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Bello Figo
Trombo a facoltà

Swag, Autoproduzione

L’highlight
lo swag scorre potente in questo “disco”

Per chi apprezza
Alessandra Mussolini

Ha vinto. Con una registrazione realizzata con microfono Hama da 5,99€ e blasting mentale. Sarà contenta Alessandra Mussolini di sapere che il suo artista preferito è tornato alla carica. W la pheega. – Andrea Mariano

Il Branco

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Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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