Dischi Che Escono – 26/11/2018

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Dieci dischi da fare ascoltare a popoli incontaminati che volete convertire (19/11/2018 – 25/11/2018)


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Take That
Odissey

Pop, Polydor

L’highlight
The Flood

Per chi apprezza
Prenderlo

In generale, vale la stessa regola di Y.M.C.A, all’incirca, anche per i Prendi Questo!: siamo tutti eterosessuali finché non parte quel dannato ritornello che ti fa perdere la testa (e la dignità). Prendete “The Flood”, Dio cashmere. No? A voi no? Ah sì? Benissimo, allora facevo bene a pensare che ho un’anima checca, sotto sotto (lol). Vi risparmio dunque la prosecuzione della “recensione” di questo novus greatest hist remixato che farà bagnare i vecchi fan ed emozionare ripensando ai bei giorni in cui ci si ascoltava Robbie masturbandosi su For Men (doppio lol). Uuuh scusatemi, sono arrivati gli spogliarellisti, scappo. Devo prendere anche quelli. – Giulio Beneventi


Cristina D’Avena
Duets Forever – Tutti Cantano Cristina

Pornhub, Warner

L’highlight
Georgie feat. Dolcenera

Per chi apprezza
La puffa

Sì, ragazzi scherzavo prima. No, seriamente, come diamine si fa ad essere dell’altra sponda quando vedi anche soltanto una copertina con le zinnone (termine tecnico-scientifico) della santissima D’Avena? Come, dai. Siamo stati rovinati sin da bambini, condannati ad una vita all’ombra della fregna, come Lady Oscar, anche per Cristina. Questa è la verità. Questa compilation di duetti non fa che ricordarci la nostra gravosa sentenza. La nostra spada di D’amocle. E di D’Artagnan. Aggiungeteci una Georgie assieme alla secsissima (altro termine altolocato) Dolcenera che fa sfiorare l’eiaculazione precoce e una Papà Gambalunga con Federica Carta mai così fraintendibile e il durello è assicurato. Peccato per quell’Alvin Superstar coi Kolors che ricorda in fatal modo quei (letteralmente) penosi momenti in cui cercando una foto su Google di Gary Oldman non si schiaccia bene la R sulla tastiera, rovinando la Poesia. – Giulio Beneventi


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Rita Ora
Phoenix

Pop, Atlantic / Universal

L’highlight
Your Song

Per chi apprezza
Gli outsider che conquistano il mondo

Mi sentivo tematicamente obbligato, dopo aver ragionato su Dua Lipa prima, a parlare di Rita Ora. Poi, a prescindere, è più che giusto spendere righe sulla star britannica d’origine kosovara, ora che il Kosovo oltre a essere fornitore di bombe sexy che cantano sta prendendo un’altra strada, per l’esattezza il girone D della Nations League, per conquistare il mondo. Un passo alla volta, Kosovo. Rita, punta di diamante del paese con la bandiera blu ora che Mirko Vucinic si è ritirato, torna dopo sei anni in cui ha fatto di tutto (dalla testimonial di Tezenis all’attrice in Fifty Shades) con un disco che secondo NME valeva la pena d’essere atteso così tanto. E come non fidarsi di NME, anche se la proposta musicale esce dallo stampo pop-2018 in maniera talmente ligia ai canoni che potrebbe essere stato incisa praticamente da chiunque, dalla stessa Dua ad Ariana Grande. Parata di celebrità inclusa nella versione deluxe, inclusa la buonanima di Avicii. – Riccardo Coppola


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Paolo Conte
Live in Caracalla

Pop, BMG

L’highlight
Gioco D’Azzardo

Per chi apprezza
non essere mai fuori tempo massimo, pur essendo senza tempo

E volete anche che vi dica quanto sia bello questo live? Della classe di Paolo Conte? Di come possa ancora essere così dannatamente fascinoso il suo estro e il suo rauco poetare? Prendete, ascoltare e godete, per Diana Cacciatrice. E tacete. E godete di nuovo. – Andrea Mariano


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Eros Ramazzotti
Vita Ce N’è

Pop, Universal

L’highlight
Il raffreddore cronico di Eros

Per chi apprezza
Boicottare l’aerosol

Nuovo album di Eros, nuovo smaronamento poderoso. Un calcio lì dove non batte il sole fa meno piangere. Un documentario sulle piastrelle bianche dei bagni degli anni ’80 provoca meno sbadigli. PERÒ. C’è un PERÒ. Eros farà bagnare ancora una volta orde di sudamericane baffute e spagnole calienti causa vampate di menopausa. L’obiettivo è quello. L’obiettivo è centrato. Bravo, Rocco è fiero di te. – Andrea Mariano


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Weezer
Zombie Bastards (Singolo)

Pop, WMG Atlantic Records

L’highlight
Niente

Per chi apprezza
le delusioni altamente prevedibili

Niente, non ce la fanno proprio. Non ci riescono, è più forte di loro. Erano quasi riusciti a fare un lavoro decente con Can’t Knock the Hustle, e poi se ne escono con questa cagata abominevole. Non che quel primo singolo facesse gridare al miracolo, ma almeno mi aveva lasciato il beneficio del dubbio. Come a dire: “dai, magari fanno un buon disco dopo quella schifezza di Pacific Daydream”. Probabilmente ho preteso un po’ troppo. Soprattutto se il gruppo in questione sono i Weezer. Non la ascoltate, non vi perdete niente, 4 minuti di banalità trita e ritrita concentrati in una canzoncina scialba da radio. Non che sia un male eh, manco a passare da elitario, ma direi che ne abbiamo pieni i cosiddetti. E non dite che non vi ho avvertito, eh. – Jacopo Morosini


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Frakkur
2000-2004

Elettronica, KRUNK

L’highlight
I fazzoletti di carta

Per chi apprezza
Frignare

Frakkur può sembrare uno strano nome di una band black metal ma altro non è che un progettino da solista di Jonsi dei Sigur Ros, un ripescaggio di materiale estremamente datato ed estremamente distante da quello che la band dream/post pop ha proposto nella sua lunghissima e incensata carriera. Materiale ritenuto perduto, stando alle leggende che gli circolano attorno, ritrovato casualmente sotto forma di vecchi dischetti in vecchie macchine. Sono tre dischi (!) estremamente intimi, con composizioni minimali e che non vanno essenzialmente da nessuna parte, ma che comunicano con estrema forza l’impellenza comunicativa di chi, ai tempi, le ha scritte. Un’elettronica infida, infame, nerissima: Jonsi dice di aver scritto il tutto durante una fase di non ricambiato innamoramento nei confronti di un uomo eterosessuale. Io non posso capire le sue ambasce, ma domani faccio il compleanno mentre sono in viaggio per lavoro e ho trovato nei suoi brani buoni compagni per la mia mestizia. – Riccardo Coppola


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Hookworms
Microshift Remixes (EP)

Alternative Rock, Domino

L’highlight
Ullswater

Per chi apprezza
Le cose nel bicchiere

Gli Hookworms ricordo di averli odiati profondamente ai tempi di Pearl Mystic, quando quel loro esordio che trovai pesantemente insipido fu elogiato dalla stampa hipster specializzata in un modo folle. Qualcuno si sperticò tanto da dire che quell’album poteva essere un nuovo Revolver. Davvero. Col tempo gli Hookworms sono maturati e se non i nuovi Beatles sono diventati quasi delle credibili alternative ai Tame Impala, e il loro ultimo uscito Microshift si era rivelato veramente tanta roba. Poi, il mese scorso, vengono fuori gli alleged sexual assaults del frontman e ciao Hookworms. È stato bello. Rimane questo piccolo EP di remix di pezzi già parecchio validi, proposti in una veste possibilmente ancora più ossessiva e psichedelica, quasi alla Jean Michel Jarre a tratti. Un buono quanto breve ascolto. – Riccardo Coppola


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C.Kostra
Parallel Partyverse

Elettronica, Pytch Records

L’highlight
Ready or Not

Per chi apprezza
L’atmosfera dei fine settimana

C’è tanto ed inaspettato funky in questo nuovo EP di C.Kostra dal titolo Parallel Partyverse, tanto meraviglioso funky da rendere un album techno, meno techno di quanto sarebbe altrimenti. C. Kostra sembra essere dotato di un’improbabile capacità adattativa: nella sua musica potrebbe mettere qualunque cosa senza mai rovinarla. Gli elementi psichedelici sembrano avvicinarlo ai Tame Impala, mantenendo sempre le dovute distanze dalla voce a tratti stridula di Kevin Parker. Parallel Partyverse raggiunge l’apice in Ready or Not, classico pezzo che fa tanto club dotato di mirrorball e di pista da ballo alla Saturday Night Fever: niente musica dance, ma molta atmosfera. Nel caso sorga un desiderio di novità vintage a base anni ’90, C.Kostra potrebbe essere una buona soluzione per soddisfarlo. E con l’immane banalità che oggi contraddistingue la musica, C.Kostra riesce a distinguersi senza inventarsi nulla di nuovo. – Francesco Benvenuto


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Maru
Zero Glitter

Indie-pop, Bravo Dischi

L’highlight
i divani e le altre cose malvagissime

Per chi apprezza
l’aria di novità

Finalmente -oso dire- finalmente, una nuova voce femminile si fa strada nel panorama indie. Perché, ammettiamolo, delle canzoni spaventosamente pop di Levante e delle melodie soft di Maria Antonietta ci eravamo un po’rotti le scatole. Zero Glitter è il primo disco di Maru, otto tracce in cui la cantante siciliana crea con l’ukulele atmosfere leggere e sognanti, condite da un sound pop-rock che non guasta per niente. Pollice in su anche per i testi, tutti scritti di suo pugno: la mancanza di soli, cuori, amori e smielamenti vari rende il disco ancora più interessante. Good job. – Giada Corneli

Il Branco

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Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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