Dischi Che Escono – 29/04/2018

Una nuova manciata di album e singoli per rivedere falli a caso mediante l’uso del VAR (22/04/2018 – 28/04/2018)


Lorenzo Fragola
Bengala

Pop, Sony

L’highlight
Vediamo Che Succede

Per chi apprezza
La gente che ti sta sulle palle, ma verso cui hai comunque una sorta di stima

Lorenzo, mi eri anche simpatico. Facevi un genere per me di merda (ribadisco il “per me”), con l’autotune di “Battaglia Navale” stile trap ti sei tirato addosso la zappa sui piedi e un mio bestemmione. Poi per fortuna hai ripreso un po’ il tuo stile classico, quindi melenso da cariare i denti al solo guardare il tasto “play” da lontano, con in più un beat attuale, più al passo coi tempi rispetto all’ormai ancestrale “Domani” che mi ha scassato le balle fino allo sfinimento anche in tempi recenti. Ma almeno ti sei ripreso un minimo di stima, perché se continua a non piacermi quel che fai, devo ammettere che almeno lo fai bene. Ti perdono anche quella deriva stile Thegiornalisti che ogni tanto ti pervade. Alla fine derivi con garbo. Continui a non piacermi, ma se siamo contenti entrambi, vinciamo entrambi. Un abbraccio. – Andrea Mariano


Francesco Gabbani
Selfie Del Selfie

Pop, Sony

L’highlight
Lanciare le uova contro lo stereo, come Ferrara con la tivù di Benigni

Per chi apprezza
I centri di riabilitazione

Argh. Tu quoque, Francesco mio! Anche tu giungi oggi a pugnalarmi brutalmente. Dopo che ti ho difeso da tutto e tutti, dalle accuse di commercialità estrema, dalle derisioni quando ti sei impappinato da Fazio (già presentarti bastava..). Sono persino arrivato a definire la tua Amen un’amena (bello il gioco di parole, lo so) isola di qualità italica. E tu che fai? “Selfie del selfie, ci sono gli elfi che fanno la ola dentro la scuola” in questa sciocchezzuola mezza moderna che ti potresti aspettare solo dal peggiore Jovanotti, nell’imbarazzo più soverchiante. Ma vai al diavolo. No davvero, non lo posso accettare. “Altro che selfie del selfie, io voglio fare il contadino”. Eh France’, forse è meglio se vai, che di braccia rubate all’agricoltura oggi ce ne sono fin troppe. – Giulio Beneventi


Major Lazer, Sean Paul
Tip Pon It

Trap, RPJ

L’highlight
Lo skip su qualsiasi cosa, persino Cheap Thrills

Per chi apprezza
Le pause siga fuori dalla disco

Sono passati anni dal celebre “pizza, hamburger e tè al limon”. Che dico, decenni. Ma Sean Paul ha tutta l’aria di un Matusalemme nero sempre uguale, che spara versi a ripetizione con la medesima ritmica e metrica. Tu-tacatun-ta, tu-tacatun-ta. È ciò che è attorno al rapper giamaicano che cambia. E che peggiora. Non ci sono baby girls o delle quantomeno piacevoli Beyoncé. Ci sono i Major Lazer. C’è l’ombra delle collaborazioni con Sia. C’è lo spettro del reggaeton. E ci sono quintali di Tip Tip che ti fanno salire il terrorismo. Occhio che questa è musica davvero pericolosa, da schizzare via di testa facile facile. Non ne abusate, mi raccomando, che di magliette in giro con hashtag #JeSuisSeanPaul ne faccio volentieri a meno. – Giulio Beneventi


Gem Boy
Quelli che… Orgia Cartoon

Idiozia, Carmax

L’highlight
La Poesia / Fidanzato Perfetto

Per chi apprezza
Quelli della mia generazione che sono cresciuti con i cartoni giapponesi

A cinquant’anni o giù di lì e scrivere ancora robe da pirla ventenne? Sì, e che Gundam possa inchiappettarvi. Chi se ne frega, bisogna avere classe e personalità anche nell’essere dei pirla. I Gem Boy sono dei pirla, Carletto è il re dei pirla. Un pirlone si erge sulla torre degli Asinelli di Bologna, un pirlone ci salverà. D’accordo, non ci salverà, magari al terzo ascolto romperà le balle, ma è sempre un piacere spirituale, umorale e carnale ascoltare qualcosa dei Gem Boy. Poesia, oserei dire. Noi siamo quelli della generazione dei robottoni e della domanda ancestrale che per anni ci ha attanagliato l’unico nostro neurone: “Perché nei cartoni giapponesi non si vede mai trombare?”. Eravamo innocenti, ancora non scoprivamo il mondo hentai. Grazie Gem, Grazie Gem Boy. Grazie cassettine registrate da schifo. Grazie WinMX. – Andrea Mariano


Dodi Battaglia
Buonanotte U.S.A.

Acoustic, Playaudio

L’highlight
Dodi

Per chi apprezza
La chitarra con l’anima

Dodi Battaglia ha composto questo brano strumentale per le sue nipoti che vivono negli Stati Uniti. L’ha immaginate a fine giornata, un po’ stanche ma felici di ciò che è stato. E lui, felice e tenero, prende la chitarra acustica e suona per loro. Un’immagine bellissima, un brano breve ma intenso. Quando le cose si fanno con sentimento, si sente. Non voglio essere scontato, banale, melenso, ma è così: Dodi ha cuore, è un gran musicista e voi se pensate il contrario siete delle brutte persone. – Andrea Mariano


Godsmack
When Legends Rise

Heavy Metal, BMG

L’highlight
Eye Of The Storm

Per chi apprezza
Need For Speed Underground

Non puoi farci niente, i Godsmack rimarranno ancorati a quell’albore di III millennio con tutta la loro forza. Probabilmente ciò è anche la loro stessa forza. Magari sperano persino di essere inseriti nella colonna sonora del prossimo Need For Speed, credendo che sia ancora uno dei titoli di punta dei giovani odierni. Ci sta, io sono con loro. Peccato che il vecchio portatile Toshiba non riesca più ad aprire neppure una pagina vuota di Word. When Legends Rise è un disco onesto (cit.), con anima ma senza lode, né tuttavia senza infamia. Stilemi triti e ritriti, cori da far riecheggiare i palazzetti di mezzo Est Europa, tutto ciò che possa confortare e non far pensare che nel frattempo il mondo sia andato avanti. Rispolverate le vostre GeForce2, scegliete una Peugeot 206 da truccare come un tamarro della periferia di Raiano e vai di Godsmack. Le leggende non risorgono, ma non ditelo a nessuno. – Andrea Mariano


Post Malone
Beerbongs & Bentleys

Rap, Republic Records

L’highlight
Il silenzio prima di premere “play”

Per chi apprezza
Gli antibiotici amari

Datemi il numero di telefono dell’ideatore della macchinetta, altrimenti detto autotune. Lo voglio abbracciare e poi affondare la lama di un coltello da burro nel suo fianco, così decede senza troppi mugugni. Capisco non sia colpa sua, ma è uno strumento usato troppo. D’accordo, è ormai caratteristico di alcune correnti musicali come trap o un certo filone dell’hip hop, però basta. Persino Beerbongs & Benlteys risulta incommestibile a causa della repulsione che oramai ho acquisito per codesto marchingegno. Volete un parere per questo album? Io sarò onesto, completamente: ho dovuto buttare via le cuffie, uscire da casa e correre per almeno un’ora per sfogare la frustrazione. Ed ero con jeans e camicia. Non esattamente l’ideale. Ma meglio di ‘sto cazzo di autotune. – Andrea Mariano


Nerone
Hyper 2

Rap, Massimiliano Figlia

L’highlight
Il Nome

Per chi apprezza
Svegliarsi già incazzati

Stiamo calmi, eh. Qui nessuno vuole problemi. Nerone è incazzato anche prima che la sveglia inizi a rompere le balle. In qualche maniera dovrà pur sfogarsi, e lo fa dunque rappando. Diavolo, se lo fa bene. Se la metà delle persone che si fingono rapper avesse un po’ della sua capacità di scrittura, il qui presente scribacchino rivaluterebbe quasi in toto la scena italiana. Esponenti di rilievo ci sono, Nerone è tra questi, peccato che nel frattempo la marea di nefandezza si sia alzata a livelli pericolosi. Bravo Nerone, non ti abbraccio solo perché non vorrei ricevere una coltellata preventiva. Però ti stimo, davvero fratè. – Andrea Mariano


Leo Metal
Vol. 18

Metal, FrogLeapStudios

L’highlight
Parti Rock Anthem

Per chi apprezza
Distorcere l’indistorc… l’indist… tutto

“Ma che cazz…?”. In un anno ci sono 6 vol.XX, tutti Leo Metal, tutti con brani del grande panorama rock trasformati in versione metal. Persino Sultans Of Swing diventa cattiva come le coliche prima di un appuntamento galante con la ragazza che idolatravi da una vita. Facile trasformare Lady Gaga (Born This Way), un po’ meno Coldplay (In My Place) e The Doors (People Are Strange, chapeau), da tamarri inverecondi prendere di peso l’anthem della cafonaggine Party Rock Anthem. Esperimento sui generis, di cui si vedono e ascoltano a decine su YouTube, tuttavia è divertente, ben suonato, senza troppi fronzoli che possano annoiare. Se volete organizzare una serata ignorante, questa è la colonna sonora ideale. – Andrea Mariano


Ross The Boss
By Blood Sworn

Hard&Heavy, AFM Records

L’highlight
The Oath

Per chi apprezza
Canticchiare la sigla di “Friends”

Prendete tutti gli stilemi dell’Heavy Metal grezzo e tamarro e buttateli in un disco. Ecco, By Blood Sworn di Ross The Boss è tutto questo. E grazie a sta ceppa, è lui il fondatore dei Manowar. Proprio per questo non riesco ancora a capire se sia un male o un bene. Suonato discretamente, prodotto discretamente, alla fine non c’è nulla che non vada bene, ma non c’è nulla che sia memorabile. Grezzo quanto serve, insomma, e bona lì. La cosa grave è tuttavia un’altra, ed è solo colpa mia, giuro: Ross the Boss è anche il soprannome che Ross della serie televisiva “Friends” si era auto-imposto in una puntata. Capite bene, dunque, che ogni volta ci sia un vocalizzo o una linea vocale io immagini Ross Gellar al microfono, con la sua faccia da triglia che tenta di essere cattivo e tamarro. Ross The Boss, sono io il problema, non tu, davvero. Continua a essere tamarro, io intanto vado in analisi. – Andrea Mariano


Gilberto Paloma
50 All’Ora

Pop Rock, Autoproduzione

L’highlight
Dirigibile

Per chi apprezza
Essere frastornati

Sono frastornato, tra richiami pop e chitarrine, tra Brunori Sas e thegiornalisti (ma quelli buoni, semmai siano esistiti). Sono frastornato tra un sound ancestrale e liriche simpatiche, non scontate, a tratti divertenti. Bravo Gilberto, solo per questo ti sei meritato la mia stima. Io sono un signor nessuno, sia chiaro, ma ho l’incazzatura facile in questo periodo, e tu mi hai donato distensione, che è quasi meglio di un sorriso ora come ora. Vai piano e vai lontano, ottimo. Velocità di crociera onesta. – Andrea Mariano

Il Branco

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Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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