Dischi Che Escono – 19/11/2017

Dieci dischi da ascoltare al posto dei Mondiali di Russia. (12/11/2017 – 18/11/2017)


Green Day
God’s Favourite Band

Punk Rock, Reprise

L’highlight
Basket Case

Per chi apprezza
Gli scaffali mono-artista

C’è un grosso velo di perplessità su questa release dei Green Day, più che altro c’è sicuramente alle spalle qualcuno che li ha consigliati veramente male. Riguardo il titolo della raccolta, per cominciare; riguardo la copertina della raccolta, per continuare; riguardo la necessità di tale raccoltà, per concludere. Davvero: che senso ha un best of (un secondo best of, peraltro) dei Green Day nel 2017? Ricordo che comprai International superhits quando lo streaming musicale ancora non esisteva e i best avevano ancora qualche briciolo di senso: correva il 2003, e quel dischetto funzionava oggettivamente come ottimo compendio di ciò che la band di Berkeley aveva combinato prima di rilanciarsi con la bomba American Idiot. Adesso, prendendo in mano God’s Favourite Band, si nota come, nonostante gli anni tra Kerplunk e American Idiot e tra American Idiot e oggi siano più o meno gli stessi, sia enorme il divario tra ciò che della prima fase val la pena ricordare, e ciò (poco più che nulla) che va ripescato dalla seconda. Per carità, i due inediti sono anche onestissimi e bisognerebbe essere in chiara malafede per dire che uno qualsiasi dei 20 singoli, anche dei più recenti, non sia un gran pezzo, ma chi oggi avrebbe bisogno di scoprire questi brani dei Green Day? Che senso ha tirar fuori i quattro singoli di American Idiot tradendone la natura di concept album, o dare un colpo di spugna all’intera trilogia “Uno – Dos – Tré” scegliendo soltanto “Oh Love”? In ogni caso, se il messaggio che voleva essere comunicato era “lo sappiamo, siamo in caduta libera da un decennio ma continuiamo a pubblicare più o meno regolarmente degli album in cui non crediamo neanche noi, tanto verrete comunque ai concerti a sentirvi Basket Case”, la missione è stata completata con lodevole successo. For collectors only. – Riccardo Coppola


Sia
Everyday Is Christmas

Musica natalizia, RCA

L’highlight
Ho Ho Ho

Per chi apprezza
Santo Stefano

Rapporto di un altro cazzo di Natale. Come ogni novembre inoltrato, mi sono recato sulla breccia assieme ai miei compatrioti del buon gusto e della decenza. Fa un freddo cane, la vita è una merda. Ma è nostro dovere. L’inverno sta arrivando e dobbiamo contenere anche quest’anno l’assalto coatto di merdate a tema natalizio. Abbiamo posizionato come da prassi la maggior parte delle batterie dinnanzi alle zone di guerra calde di Michael Bublè e Mariah Carey, facendo tenere d’occhio dai cecchini e dalla copertura aerea gli eventuali pericoli di cazzoni dell’ultima ora come Fedez. Abbiamo caricato anche le truppe con Christmas Sucks di Tom Waits. Tutto è assicurato. E’ la volta buona, ragazzi, questa volta ne usciamo indenni. Dai, dai. Ehi, un momento. Ma quello che cazzo è? Oh, Cristo santo. Alle armi, porca eva. Alle armi! Blitz da parte inaspettata. Chi è? Cristo, chi è? Non riesco a capire… Mio Dio, è Sia cammuffata da pagliaccio natalizio! Ci sta invadendo con una cazzata dalle dimensioni catastrofiche. Sì, signore, confermo. E’ stata composta in quasi quindici minuti, cazzo. Le mura sono saltate come il fosso di Elm. Siamo scoperti, siamo scoperti! Richiedo rinforzi, subito. Chiamate il Grinch. Resistiamo, cazzo. Resistia.. [comunicazioni interrotte]. – Giulio Beneventi


Tove Lo
Blue Lips

Pop, Island

L’highlight
shivering gold

Per chi apprezza
Le quattro lettere più comuni nei bagni dell’Autogrill

Dopo lo shock interno provocatomi dal precedente Lady Wood, avevo promesso ai miei terapeuti in riabilitazione che avrei ascoltato ogni disco senza farmi più influenzare da tette, culi e via dicendo. E l’ho fatto. Ho rigato dritto un anno con le migliori intenzioni e tutto è filato liscio. Non c’è stata alcuna tizia mezza nuda sculettante che è riuscita a fregarmi. Poi ritorna Lei, la nuova gnoccona svedese per Eccellenza, con appresso un innocente album -il terzo in carriera- definito come una “rivendicazione dell’erezione femminile”, una candida copertina da farti vedere rosso (ah, è proprio così? Boh, almeno quello) e decine di esplicite allusioni sessuali per ognuna delle 14 tracce in scaletta (da “Taking your body, I sit on your face” a “Let me be your guide when you eat my pussy out” fino alla cacofonica “Cold, cold, cold, cold hands over me, Fuck, fuck, fuck some sense into me”) e tutto va a scatafascio. Ma non poteva essere altrimenti. Quello che era iniziato nelle prime due occasioni oggi è portato alle estreme conseguenze, in un fascinoso turbine autodistruttivo ultrapop fatto di sesso, droga, sballo, botte discotecare e depressione della domenica mattina. Era naturale che finisse così. Ordunque, evito di gridare (nuovamente) al capolavoro e -facendo ricorso all’ultimo barlume di imparzialità, in nome del faticoso ultimo anno di recupero- vi dico semplicemente che merita sicuramente una bella palpata/ascoltata vigorosa. Astenersi deboli di cuore, bigotti ed eiaculatori precoci. – Giulio Beneventi


Francesco Gabbani
Magellano (special edition)

Pop, BMG

L’highlight
La coda strumentale di susanna

Per chi apprezza
Gabbani, ma eccessivamente

Gabbani sono andato a vederlo due volte, verosimilmente esagerando, nel giro di un mese; e l’esperienza live regalata dal cantautore di Carrara mi era piaciuta parecchio, probabilmente ancor più del suo ottimo secondo album. Purtuttavia, trovo poche motivazioni per l’acquisto della special edition di Magellano oltre -ovviamente- al non possesso di quella normale e al più bello sfondo rosso della copertina: ai concerti di Gabbani la sua comunicatività sul palco fa un buon 80%, e in mancanza d’essa vengono fuori le (tantissime) imprecisioni vocali sparse lungo la setlist. Forse, data la notevole quantità di materiale cui attingere, avrebbe avuto senso scegliere anche meno tracce aperte da cazzatine da palco tipo “YO” o “Ciao Pescara”. – Riccardo Coppola


Negramaro
Amore che Torni

Pop, Sugar Srl

L’highlight
Mi Basta

Per chi apprezza
La musica italiana scontata ma con bei testi

I Negramaro erano sul punto di sciogliersi, o quasi. Molto tempo è passato dall’ultimo album in studio, Sangiorgi e company non hanno nascosto di aver avuto frizioni anche importanti nel passato recente, ma tra un evento e l’altro, tra la nascita di un figlio e la voglia di scrivere a prescindere dalla situazione della band, hanno portato a questo “Amore Che Torni”. Nulla di trascendentale, con quel maledetto stile ultra synth e arrangiamenti ultra ariosi che son perfetti per la radio, ma che alla lunga rompono i coglioni. Giuliano Sangiorgi, tuttavia, è un ottimo paroliere, questo è indiscutibile, a prescindere che il genere di per sé piaccia o non piaccia. Alla fine dei conti, Amore che vieni, amore ceh vai, amore che torni, Negramaro che trovi: chi li ha odiati continuerà a odiarli, chi li ha amati continuerà ad amarli. Io continuo a stringere virtualmente la mano a Sangiorgi, e a sorridere agli altri per dire “se vi piace quel che fate e siete contenti, ‘stappost.”. – Andrea Mariano


Gianni Morandi
D’amore D’autore

Musica Leggera, Sony

L’highlight
Lettera

Per chi apprezza
Le foto di Anna

Se in America hanno Superman, Man Of Steel, noi abbiamo Gianni Morandi, (Giant) Hands Of Steel. La copertina, probabilmente realizzata grazie a una fotografia scattata da Anna, è essenziale. L’album, è un album di Gianni. Voi direte “Eh, ma va?”, e io vi rispondo “Eh, già” (cit.). Vuole raccontare i giovani d’oggi e parlare ai giovani d’oggi, ma il sound anni italiani ’80, i testi semplici e un po’ ingenui (ingenui nel senso che se parli così a un ragazzo, ti guarda male e ti dà una pacca sulla spalla, se è educato). Però “Una Vita Che Ti Sogno” è bella, “Onda Su Onda” in duetto con Fiorella Mannoia splende di luce nuova, “Mediterraneo” è impegnata, “Lettera” è tanto dolce. Ecco, noi voliamo bene a Gianni perché poi si riscatta proprio dove si percepisce che ci mette il cuore senza sforzarsi di fare il ggggiovane. Bravo Gianni, tu che sei giovane dentro. Foto di An… Articolo di Andrea Mariano. – Andrea Mariano


Max Pezzali
Le Canzoni Alla Radio

Pop, Warner

L’highlight
Sei Un Mito, Volume a 11

Per chi apprezza
Tenere il tempo senza sapere se andare a nord, sud, ovest o est

Max, ti voglio bene. Ti voglio bene perché a 50 anni suonati continui a scrivere e cantare della quotidianità, ti voglio bene anche se delle volte non tutte le ciambelle riescono perfettamente (per non dire che escono cagate), ti voglio bene perché sei stato coerente con te stesso e con noi quasi sempre. E quindi scusa, scusa se in questa raccolta mi esalto come uno stronzo appena parte quella parte di “Sei Un Mito” in cui dici “Voglio festeggiare questa figata con te”. Ripercorri tutta la tua carriera, tutte le tue tappe fondamentali, e ti voglio bene per questo. Per questo voglio festeggiare questa figata con te stappando un bottiglia di cedrata Tassoni e urlando che con un deca non ci si mangia manco in pizzeria. Ma tanto ho l’amico pizzaiolo, quindi sti cazzi e ti invito. Ah, la raccolta è comunque interessante, non sto scherzando. – Andrea Mariano


Eros Ramazzotti
Duets

Pop, Sony

L’highlight
Cose Della Vita (Can’t Stop Thinking Of You)

Per chi apprezza
L’Eros senza il Thanatos

Occhio a quando si parla di Ramazzotti. Oltre ad Essere un buon amaro, è anche un buon musicista. Non cantante, non paroliere, ma musicista. E fa incazzare un po’ che non ci sia quella versione spettacolare versione di “Dove C’è Musica” con Steve Vai, dove diede carta bianca al guitar hero per fare il cazzo che gli pareva. Però c’è “Fuoco Nel Fuoco” realizzata con Carletto “metto note ovunque” Santana. E quello spettacolo di “Cose Della Vita” in duetto con Tinona Turner. Insomma, una raccolta “tematica” con un senso, Gesù Cristo era ora. Qualche cagata c’è (“Fino All’Estasi”, mai sopportata), ma c’è tanta qualità. Levatevi ‘sti cazzo di paraocchi e paraorecchie, e ampliate un po’ la vostra cultura musicale. Altrimenti vi mando a casa Tina Turner. “Sta mano po esse fero e po esse piuma”, mi disse una volta. Quella volta fu piuma. La prossima, chissà. – Andrea Mariano


Tarja
From Spirits And Ghosts (Score For A Dark Christmas)

Goth (?), earMUSIC

L’highlight
We Three Kings

Per chi apprezza
Annoiarsi con garbo

Volete passare un Natale dark, magari con atmosfere gotiche e un Santa Claus lugubre e scheletrico? Bene, fatevi avanti, che mi aggrego anche io. Tarja reinterpreta uno stuolo di canzoni da 25 dicembre in chiave acustica, tra violini, pianoforti e atmosfere eteree su cui poter distendere la sua voce sempre riconoscibile. Onore a lei, che è vero che si arriva al quarto brano con la noia di vivere, ma accompagna il tuo annoiarsi con garbo e una certa eleganza. Qualcuno riempie le composizioni di tastieroni e orchestrazioni spacciando il vuoto e la confusione sonora per innovazione, lei quantomeno risulta onesta e trasparene. Della serie “ti faccio sbadigliare, ma evito con maestria il ‘vaffanculo’ nei miei confronti”.
Brava, a tuo modo. Ora, buonanotte. – Andrea Mariano


Bee Bee Sea
Sonic Boomerang

Garage Punk, Psych Rock – Wild Honey

L’highlight
DI Why Why Why

Per chi apprezza
Le influenze, quelle musicali

È quasi emozionante scoprire che ci sono band italiane come i Bee Bee Sea ancora in grado di spaccare qualche culo. Molto internazionali, ma allo stesso tempo molto Mantovani, è Castel Goffredo a dare i natali a questo trio, simile nelle sonorità ai primi Arctic Monkeys, quelli di Fluorescent Adolescent per intenderci. Per restare nella più becera attualità, si può dire che Sonic Boomerang è un lavoro adatto ad un fiero NoVax: le influenze dalle quali per nulla si sono vaccinati i Bee Bee Sea, caratterizzano questa produzione in modo evidente. Sottili tratti psichedelici si alternano ad un più accentuato suono tipicamente British, avvicinandosi a The Vaccines e Tame Impala. Un album denso al punto da far fatica ad uscire da questo affascinante “pantano” musicale.
La Treccani definisce “pantano” come “intrigo o affare imbrogliato, poco pulito, dal quale è difficile venir fuori in modo onesto”. Romanizzando il tutto, te ce incastri proprio male, so’ fighi ’sti Bee Bee Sea! – Francesco Benvenuto

Il Branco

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Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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