New Music Friday 26-06-2020: L’Onestometro

Guida per distinguere tra pezzi onesti e cafonate nel marasma delle nuove proposte di Spotify

Come leggere l’onestometro
Il giudizio dal più apprezzabile al più marcescente: Onestissimo, onesto, ci sta, stacce, cafonata, cafonatiasima


Bobo Vieri, Nicola Ventola, Lele Adani – Una vita da bomber

Calciomercato.com riporta la notizia dell’uscita di questo singolo dicendo che Nicola Ventola (“c’è sole qua, c’è vento-là”) prima della carriera sul rettangolo verde voleva essere il Ricky Martin italiano. A ognuno il suo destino: Nick è rimasto una grande promessa irrealizzata ma nessun idolo latin-pop ha mai avuto potuto fregiarsi delle voci fuori campo di Lele Adani, o di una copertina con un Vieri a fumetti smagrito di circa ottantacinque chili. A confronto la Papu Dance ha il carico di significato e la profondità della cavalcata delle Valchirie. ONESTISSIMO


Guè Pequeno feat Mahmood e Marracash – Tardissimo

L’unica cosa che mi rimane in mente è “faccia di merda” sparato a mille da Mahmood. Devo ammettere, però, che non è la porcata peggiore che abbia mai ascoltato negli ultimi tempi. Devo ammettere, invero, che il beat e l’arrangiamento musicale mi piacciono, sono belli. E pure tutto l’album, “Mr. Fini”, non è così vomitevole come m’aspettassi. Giuro. Giuro che mi sento in colpa. Ma rimane na roba di Guè occhio vispo Pequeno, con tutto quel che ne consegue. STACCE


Frah Quintale – Amarena

Io sono troppo vecchio per ‘ste cose. Un incrocio tra la “vecchia” indie e l’ultrapop dei thegiornalisti ma senza riverbero fastidioso persino per gli Anni ’80. Ottima come colonna sonora per gli spot dei concorrenti a basso costo del Cornetto Algida. ONESTO


Baby K special guest Chiara Ferragni – Non mi basta più

Baby K torna a urlare il suo nome a inizio brano (se trovo quello che ha lanciato la moda per primo, giuro che gli offro un caffè con 3 cucchiaini di sale). La Special Guest. Chiara Ferragni. Che spara un paio di controcori a cazzo. Vabbè. Si aggiudica, in questo 26 giugno 2020, lo scettro di cafonata per eccellenza, con quel cazzo di refrain latino americano che fa tanto 2005. CAFONATISSIMA FUORI SCALA


Canova – Tutti Uguali

L’indie sta morendo. Ma i Canova se ne fottono e vanno a vanti. Con qualcosa che, non chiedetemi come o perché, richiama moooolto vagamente Francesco Gabbani. Ma con meno capacità ironiche. Avrò io oramai standard piuttosto bassi, o meglio ampi, ma non è il peggio che potrete ascoltare. Una cosa però non cambia: l’abbottamento di coglioni finale e il finto messaggio buonista. CAFONATA


Rovere – Mappamondo

Non ce la faccio. No. Aspetto il prossimo video di Space Valley. CAFONATISSIMA


Jessie Ware – What’s Your Pleasure? 

Ammetto di non conoscerla. Ma è una cosa fantastica, tra electro, retro-dance e classe un po’ cafona. Ma pur sempre classe. La Disco Dance più sobria. Tutto questo è bellissimo. E mi sciacqua amabilmente le orecchie da quanto ascoltato sino a ora. ONESTISSIMO PER NECESSITÀ


The Flaming Lips – My Religion is You

“Ho, mi salveranno loro”. Invece con codesta verga. Non male, per carità, ma in My Religion Is You ci sono una verve e una voglia di vita pari a quella di un becchino cui si è rotta la vanga. Non me la sento di dire però che sia un brutto brano. Solo, non ascoltatelo se siete leggermente depressi. O eccessivamente esaltati, perché vi rovinerebbe l’attimo. Di certo non è il sottofondo ideale per un approccio d’amor carnale. CI STA


Mariusz Duda – Lockdown Spaces

Dal titolo sembra un atto di sciacallaggio alla Paradiso e invece è semplicemente una nerdata clamorosa del secondo più prolifico progger europeo dopo Steven Wilson: roba sintetica e a larghi tratti vaporwave con titoli come Screensaver, Pixel Heart e Silent Hall (!), eseguibile sui cicalini dei Commodore e con una copertina fatta in 2 minuti su Paint. Alcuni istanti sembrano anche un po’ sottofondi da livelli di Crash Bandicoot. CAFONATA


Seether – Dangerous

Il grunge è morto, il post-grunge non avrebbe mai dovuto esister. Per l’amor di Dio basta. CAFONATISSIMA

 

Il Branco

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Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.

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