Sanremo 2020: il pagellone della serata cover

Quest’anno abbiamo cominciato a dare i numeri anche a metà della maratona Sanremo.

Francesco Gabbani – L’Italiano – Voto: Houston, non abbiamo problemi

Si presenta all’1:00 inoltrata vestito da astronauta, chiaramente un abito scartato da quell’imbarazzante programma chiamato “Il cantante mascherato”. In Inghilterra hanno Bruce Dickinson vestito da soldato di fanteria durante “The Trooper”, noi siamo in Italia e abbiamo Gabbani che omaggia Toto Cotugno con lo scafandro lunare. Non fa lo stesso effetto, ma è a suo modo altrettanto epico. Bravo Gabba, facci sognare ancora.

Achille Lauro con Annalisa – Gli Uomini Non Cambiano – Voto: Poison Ivy

Achillone fa le prove per “Tale e Quale Show” e si veste incrociando Anna Oxa, David Bowie e Anna Oxa che si ispira a David Bowie. Annalisa che sta chiaramente per addormentarsi. L’intelligenza di Achille sta nello stare zitto nel ritornello, perché non sarebbe arrivato alle note alte manco con la scala e l’autotune. E infatti fa tutto Annalisa. Due della redazione di In Media Rex continuano a sbavare, ma questa è un’altra storia.

Paolo Jannacci con Francesco Mandelli e Daniele Moretto – Se Me Lo Dicevi Prima – Voto: cosacazzohovisto

Paolo Jannacci omaggia il padre. Ridondanza. Mandelli risulta più credibile di lui, il che è tutto dire. Sembra una puntata di “Tale e Quale Show”. L’unico merito vero è avere riportato (quasi) paro paro la canzone originale. “Se me lo dicevi prima, chiamavo Mandelli al posto tuo” avrà pensato Amadeus.

Piero Pelù con Little Tony – Cuore Matto – Voto: Danacol

Continua la peluizzazione dell’Ariston. Lo fanno esibire a orario improbabile, per la gioia dei necrofili duetta con la salma di Little Tony e continua a cercare di interagire col pubblico – che però stranamente quasi risponde. E grazie al cazzo, ha sparato 200 milioni di decibel. Il batterista che si gasa è tutto un programma (e avrà maledetto il fatto di non avere a disposizione il doppio pedale).

Irene Grandi con Bobo Rondelli – La Musica È Finita – Voto: spocchiosità

Irene Grandi in vestaglia, Bobo Rondelli col pigiama elegante ma sbottonato. Di nuovo Irene che fa finta di avere uno sguardo sognante. Bah. Però dobbiamo ammettere che non è stato un duetto malvagio. Ma la spocchia ha fulminato un paio di led del televisore.

Bugo con Morgan – Canzone Per Te – Voto: ubris

Morgan dirige, Morgan suona il piano, Morgan canta (cioè, sussurra). Bugo è stato invitato all’ultimo e attacca a cantare in ritardo, in anticipo, alla membro di segugio bau bau micio micio. L’orchestra non riesce a seguire Morgan (e grazie al cazzo bis, vuole fare 300 cose insieme). Voyeurismo e dominazione. Non stupiamoci se beccheremo ‘sta esibizione in una delle categorie di Xhamster.

Elettra Lamborghini con Myss Keta – Non Succederà Più – Voto: serata karaoke

Dai doposcì ai rotoloni regina. Elettra, ti prendiamo sulla fiducia: non succederà più. Intelligente il tentativo di non stonare evitando di cantare. Il Cameraman non capisce un cazzo, sempre con quella speranza del twerking improvviso. Miss Keta entra e partono ufficialmente mojito, americano e giro di shottini.

Rita Pavone e Amedeo Minghi – 1950 – Voto: archeologia

Minghi concentrato a leggere. Rita Pavone che sembra uscita dall’Esorcista. Amedeo e Rita che si guardano, si prendono per mano, si scambiano sguardi languidi. Terrore geriatrico. L’accoppiata che può spaventare Jessica Fletcher. Maronna che palle.

Tosca con Silvia Perez Cruz – Piazza Grande – Voto: classe con strilletti

Sempre classe. Svestiti i panni belligeranti, capito che non c’è più posto per lei né a Grande Inverno, né ad Approdo del Re, Brienne sfoggia una classe invidiabile. L’amica sua ispanica si adegua, salvo poi esagerare e iniziare a strillare qua e là, beccando note a caso. Baratheon è morto, ma ricordate bene che le riserve di vino erano immense.

Diodato con Nina Zilli – 24000 Baci – Voto: 60’s metanfetamina

All’inizio credevo che Diodato avesse ingoiato uno scaldabagno in carica. Poi si è ripreso. Tutta quest’esuberanza da lui non me l’aspettavo. Sia canoramente, sia con tutte quelle paiettes che Malgioglio gli avrà sicuramente invidiato. Nina Zilli in 2.5 D stile videogioco indie è da vedere con gli occhialini tridimensionali. Meraviglioso quando i ballerini sollevano Diodato stile soubrette e Nina Zilli ci rimane quasi male.

Le Vibrazioni con Canova – Un’emozione da Poco – Voto: Vessicchio for president

Sarcina è sempre sul filo tra il “che culo” e il “vaffanculo”, il cantante dei Canova un paio di volte calpesta proprio la merda. Andando avanti le cose migliorano. Però l’esibizione dello scorso anno della Turci è tutt’altra storia. Quello che si salva è sempre lui: Vessicchio, illuminaci la vita.

Giordana Angi con Solis String Quartet – La nevicata del ’56 – Voto: ansia

Ansia, ma sempre classe. La ragazza ci sa fare. Ma fallo un sorriso, che la vita sì, è una merda, ma ogni tanto ‘na risata fa bene.

Enrico Nigiotti con Simone Cristicchi – Ti Regalerò una Rosa – Voto: originale

Nel senso che è identica all’originale. Cristicchi avrà annusato il fortissimo odore di possibile smerdata se avesse lasciato tutto a Nigiotti. Ecco quindi una trasposizione praticamente 1:1 della canzone che permise a Cristicchi di vincere Sanremo nel 2007. Corsa ai ripari compiuta.

Pinguini Tattici Nucleari – Settanta Volte (Medley) – Voto: Stabilo Boss

Raffaello Tonon (grazie Paola, ndA) ha una grande voce. Dopotutto, dopo che le vasche per i vecchi non hanno più mercato, reinventarsi è d’obbligo. Straniante la partnership con Stabilo Boss per il vestiario.

Rancore con Dardust e La Rappresentante di Lista – Luce – Voto: cuffie in tasca

Rancore, calmo, dai. Non è male. Da capire perché la cantante non abbia avuto tempo di appoggiare da qualche parte quel groviglio in spalla stile cuffie giganti aggrovigliate quando le tiri fuori da chissà quale tasca. Però l’esibizione è stata figa.

Elodie con Aeham Ahmad – Adesso Tu – Voto: Signorina Rottenmeier

Elodie è brava. Pure gnocca, anche se vestita da educatrice progressista e con due lampadari al posto degli orecchini. Non s’è capito cosa abbia avuto Aeham Ahmad alla fine: un urlo strozzato tipo anatra, probabilmente si è chiuso le dita nel pianoforte.

Alberto Urso con Ornella Vanoni – La voce del silenzio – Voto: categoria PornHub Granny

Il semplice fatto che la Vanoni sapesse dove fosse, è una conquista. È palese che non vedesse l’ora di finire l’esibizione per cavalcare il giovane toy boy. E forse, a Urso, manco dispiaceva l’idea, a giudicare dai continui sguardi da marpione.

Levante con Francesca Michelin e Maria Antonietta – Si può Dare di Più – Voto: 2 palle

Una smanicata, una con la giacchetta, una con vestito di lana. All’Ariston devono esserci degli spifferi disumani. Anyway, far diventare noiosa e spompata “Si Può Dare Di Più” è impresa ardua. Loro, tuttavia, ce l’hanno fatta. Basta co sta cazzo di moda di rendere vaporwave qualsiasi cosa.

Anastasio con la P.F.M. – Spalle al Muro – Voto: vai su sicuro

Con la PFM vai sempre sul sicuro. Fatto sta che c’è sempre la sensazione che Anastasio sia un microsecondo fuori tempo. Sempre. A rappare sa rappare però. Franz di Cioccio continua a resistere. Si lasciano apprezzare.

Raphael Gualazzi con Simona Molinari – E Se Domani – Voto: widescreen

Raphael Gualazzi oramai fatica a entrare nelle inquadrature. A parte questo, insieme a Simona Molinari consegna forse il miglior duetto della serata. Simona è una potenza della natura, classe ed energia ottimamente domata (al contrario di Arisa, vedi sotto). Chapeau.

Marco Masini con Arisa – Vacanze Romane – Voto: Nightmare Before Sanremo

Le parti di Masini sono più Dark di un disco dei Bahuaus. Arisa, invece, deve aver calpestato un chiodo, visto che inizia a strillare a casaccio mentre cerca di darsi arie sulle scale dell’Ariston. Però il cosplay di Eminem è riuscito.

Riki con Ana Mena – L’Edera – Voto: Lucca Comics 2020

Ariana Grande di borgata e ottimo travestimento da Jack di Titanic pre-affondamento. Fuori posto, ma sono già i favoriti per la gara di cosplay del prossimo Lucca Comics.

 

Junior Cally con i Vito – Vado Al Massimo – Voto: Vasco Rossi

La fattanza, quindi il mood è stato centrato perfettamente. L’innesto reggae ci sta pure bene, anche se Junior dovrebbe smetterla di essere così autoreferenziale.

Michele Zarrillo con Fausto Leali – Deborah – Voto: Pixar incontra Peter Jackson

Zarrillo sempre più simile al vecchietto di Up, Fausto Leali chiara controfigura di Bilbo Beggins. Hanno comunque più energia del trio Levante – Michelin – Maria Antonietta. Momento epico: a un certo punto lo spirito di Al Bano si impossessa di Zarrillo e cominciano acuti e vibrati a più non posso. Quanta poesia. Troppa poesia. Ma non è mai troppa.

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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