Pornology – Gang Bang, you shot me down

in media rexBreve cronostoria della cd. ammucchiata.

« Scrisser per ogni muro e in ogni via come l’Angela Zaffa, nel Trent’uno
A i sei d’Aprile, habbia sfamato ognuno. »
(Lorenzo Veniero – 1861)

La buona ed indomita Angela Zaffa, elegante cortigiana veneziana del Cinquecento, a sentire il poeta e menestrello Lorenzo Veniero, divenne famosa quel fatidico 6 d’aprile per aver “sfamato ognuno” nel gioco del “Trentuno”. Altro che Liberato. 31 giorni concentrati in una sola notte, o meglio, 31 uomini in una sola notte. Eh sì, cari miei, perché non stiamo parlando di un black jack con 10 carte in più, ma di un’usanza ricercatissima e molto in voga fra le gentildonne e gli ambienti altolocati dell’Europa del XVI secolo, durante la quale una sola dama si faceva possedere da ben 31 maschioni. Così, per sport.
Il Fred Flinstone delle moderne Gang bang, il Trentuno. Quale origine poetica. Non vi sentiate quindi imbarazzati o, dall’altro lato, dei pionieri del sesso, se vi piace questo tipo di cose. In fondo, a quanto pare, da che mondo è mondo, c’è chi sa gustare questo tipo di pratica sessuale e gli dedicano pure dei sonetti. Allora armi in spalla, brutti onanisti del cazzo, via quei musi lunghi (i musi, eh) e sucatevi un po’ di dati e di storia.

in media rex gang bang

Gang Bang Theories – dati alla mano. Ehi, dati, ho detto!

In uno studio pubblicato sulla rivista Libido qualche anno fa dai sessuologi Joan e Dwight Dixon denominato “Naked Brunch”si analizzavano nel dettaglio le caratteristiche psicologiche e soprattutto sociologiche di un campione piuttosto fornito di appartenenti al genere femminile che avevano avuto o avevano abitualmente rapporti sessuali con più uomini contemporaneamente, per avere finalmente dei dati statistici un minimo rilevanti su cui svolgere le loro ricerche, al di là dei tanti miti urbani che narrano le gesta di fantomatici puttanoni da monta. A quanto pare, le donne che bramano un rapporto con più uomini contemporaneamente hanno tra i 25 e 50 anni con un’età media di 37 anni, il 43% ha 1 o 2 figli, l’81% è bisessuale, il 64% ha un’educazione di scuola superiore e il 19% una laurea, l’86% preferisce avere a che fare con un gruppo dai 3 ai 10 uomini, il 50% delle intervistate prende parte ad una gang-bang almeno una o due volte al mese e l’86% dice che questa pratica ha portato a livelli altissimi, mai raggiunti prima, il suo piacere sessuale. Nel 45% dei casi sono le donne ad organizzare il tutto, il 35% richiede sempre l’uso del condom, il 54% solo ogni tanto e l’11% mai. Fra i problemi riscontrati dalle donne, i più titolati sono: la difficoltà nel trovare abbastanza uomini (strano ma vero, in che mondo viviamo? SVEGLIA!!!1!!11!), tribolazione nel trovare uomini compatibili, trovare uomini troppo violenti, trovare uomini con problemi di erezione, trovare uomini che non mentano sulle loro reali dimensioni (coglionazzi).

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Tutti cormorani. Poi quando giunge il momento della verità…

Morale della favola, come nocciolo della questione, il resto della ricerca nel link sovrastante puntava a dimostrare che, dalla notte dei tempi, la pratica della Gang bang “in cui un soggetto svolge attività sessuale con una moltitudine di partner”, prima di tutto è un desiderio nascosto prettamente e prevalentemente femminile. Non l’avreste mai detto, eh? Maschilisti ottusi.

Ma proseguiamo. Prima degli anni ’50 la Gang bang veniva chiamata col nome di Gang-Shag, letteralmente “Cricca del sesso”, come quella di Dawson. Solo nel 1953 fece la sua comparsa per la prima volta il termine definitivo, tradotto con il ben più elegante “Cricca dello sbattere”. Solo classe.

Prime apparizioni nella cultura pop –  Quando Conan Il Barbaro andava a comprare le sigarette.

Nel moderno mondo del porno, oggigiorno le gang bang affollano le piattaforme on-line e se ne trovano per tutti i gusti. Dalle più classiche ammucchiate tutti-su-una-donna alle meno note reverse gang bang ovvero le versioni omosessuali della stessa. Fin dallo sdoganamento sul grande schermo di questa pratica nobile e antica, fra le porno dive scattò la “corsa al record”: nel 1995 la pornostar Annabelle Chong si prodigò in una gang-bang con 251 uomini; solo un anno dopo Jasmine St. Claire battè il suo primato mettendosi alla prova con 300 uomini; il 6 febbraio 1999 la celebre Houston, già citata nei precedenti articoli, se la dovette vedere con 600 uomini e il 16 ottobre 2004 all’Eroticon di Varsavia l’attrice Lisa Sparxxx, detentrice del titolo, fece la più grande gang bang conosciuta, con 919 uomini. Chapeau.

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Non esistono più limiti all’immaginazione in materia.

Una storia affascinante, quella della gang bang; una pratica al limite (da non confondere con becere e inumane pratiche che non prevedono il consenso di una delle parti coinvolte) che solo oggi iniziamo a conoscere meglio e ad accettare. Affascina (e allo stesso tempo disgusta) molti, proprio per il suo carattere in un certo senso border-line, che sembra dare sfogo ai più primitivi e reconditi desideri del genere umano: la possessione e l’essere posseduti, psicoanaliticamente parlando.

Sull’utilità di questo articolo (come, in generale, di codesta rubrica) si può sicuramente discutere; quello che è indubitabile è che proprio in questo momento, in qualche stanza d’albergo tappezzata di cellophane e asciugamani, c’è un gruppone che si sta divertendo. E pure tanto. Verità inoppugnabili. E allora liberiamo la mente da stereotipi e convezioni, realizziamo che anche e soprattutto le donne hanno un ruolo determinante e decisionale anche in ambiti delicati e poco convenzionali della sessualità come in questo caso. E, soprattutto, smettiamo di chiamarla volgarmente ammucchiata. Meglio pescare qualcosa di più gioioso, festoso. Anche a costo di parafrasare e sradicare una memorabile pellicola:

31 vittoria… grande baldoria.

Marco Ceretto Castigliano

Cresciuto a suon di Pearl Jam e Alfred Hitchcock, cerco di fare della mia vita un racconto, spesso senza capo né coda e senza prendermi troppo sul serio. Poggiata la penna vesto i panni dello speaker radiofonico.
Marco Ceretto Castigliano

About Marco Ceretto Castigliano

Cresciuto a suon di Pearl Jam e Alfred Hitchcock, cerco di fare della mia vita un racconto, spesso senza capo né coda e senza prendermi troppo sul serio. Poggiata la penna vesto i panni dello speaker radiofonico.

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