I Cavalieri dello Zodiaco – la saga Netflix

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Tornano i Cavalieri dello Zodiaco con una dimensione in più (e non siamo in una puntata speciale di “Vite Al Limite). 

È notizia di queste ore la realizzazione, per volere di Netflix, del remake della prima serie de I Cavalieri Dello Zodiaco. Per fortuna non un adattamento con attori in carne e ossa, bensì un anime a tutti gli effetti.

Knights of the Zodiac – Saint Seiya ripercorrerà dunque gli avvenimenti del peracottaro Pegasus, Mister Fortuna Sirio, l’estetista Andromeda e Cuore di Panna Andromeda dalla Guerra Galattica fino alle mazzate di morte contro i Cavalieri d’Argento. In tutto ciò, come al solito Lady Isabel, che da shampista di Fregene ha avuto la botta di fortuna di scoprire di essere la reincarnazione della Dea Atena (cugina di Berta, la dea dalla gamba aperta, cit. Aldo Giovanni e Giacomo), è o in pericolo, o è immobile da qualche parte facendo credere a tutti di star salvando il mondo.

Trent’enni e ultratrentenni in visibilio, le strade si sono riempite di urla, Petrucci ha convinto i Dream Theater di inserire in scaletta Pegasus Fantasy, Trump ha dichiarato guerra allo yogurt greco e la Grecia stessa di riflesso ha avuto un’impennata di prenotazioni senza senso di persone che volevano un posto in gradinata per la Guerra Galattica (i bookmakers più informati danno  Cassios per favorito).

Tutto molto bello, bellissimo, incommensurabile. Un entusiasmo straripante. Per una locandina apparsa nel magico mondo di internet. Entusiasmo smorzato nel sottoscritto dalla notizia che sarà un remake in CGI. Per chi non mastica acronimi anglosassoni, sarà fatto in treddì. Al computer. Il che mi fa storcere un po’ il naso. Sì, a priori, perché precedenti esperimenti in tal senso, su serie animate con un certo ritmo e una certa tipologia di situazioni (combattimenti, cambi repentini di direzione, grande fisicità) il rischio di realizzare qualcosa di insoddisfacente è su livelli alti tipo “non vedo, ma sento l’odore”.

cavalieri dello zodiaco in media rex

Sperando che il rendering sia meglio di quello dell’era PS2. Per quanto odioso, Pegasus disegnato è più figo di quella sottospecie di Ken versione Carnevale di Viareggio

L’ennesimo adattamento di Berserk, l’ultimo in ordine cronologico, inizialmente era stato pensato completamente in treddì, ma era un’operazione talmente complessa, soprattutto per la caratterizzazione dei singoli personaggi, che in corsa hanno adottato un dueddìbarratreddì non esaltante. La speranza in Knights of the Zodiac – Saint Seiya è che il progetto sia stato annunciato in quanto in fase avanzata di produzione, se non addirittura quasi ultimato. In tal caso gli sgherri di Toei Animation potrebbero aver avuto tutto il tempo a loro disposizione per fare le cose come si deve (oltre ad avere il vantaggio non indifferente, rispetto al già citato Berserk, di potersi basare su disegni i cui tratti sono decisamente più puliti e con dettagli apparentemente più semplici da rieditare nella terza dimensione).

Il timore principale tuttavia rimane a livello di animazioni: come già detto, riprodurre combattimenti in tre dimensioni non è facile, il tratto d’inchiostro spesso risulta ancora molto più incisivo e carico di pathos. A memoria di dinosauro smemorato, forse in Evangelion Rebuilt 3.0 alcuni combattimenti realizzati completamente in tre dimensioni hanno una buona incisività, peccato che all’80% risulti tutto estremamente confuso (come la psiche di Shinjimerda).

cavalieri dello zodiaco in media rex

“Lady Isabel, sta bene?” “…Ti prego, altri cinque minuti e poi mi alzo”

Vedremo come andrà a finire, la speranza è l’ultima a morire.
E pure Lady Isabel. Puoi tirarle addosso tutte le sfighe di questo mondo, ma fino a quando ci sarà Phoenix che risorge ogni quarto d’ora, quel masochista di Pegasus e Sirio che si fa un mazzo cubico per poi essere pestato e ciecato ogni volta che parla, è in una botte di ferro.

Andrea Mariano

About

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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