Game of Thrones: God Kill The Queen

Una manciata di motivi per cui la dolce Daenerys Targaryen deve morire male

Allarme spoiler inserito sin da subito. Dovete finirla di ficcanasare, se non siete al passo.

Orbene, la terza rocciosa puntata di Game Of Thrones si è conclusa, portandosi via le prime vite di questa tormentata penultima stagione, ed io proprio non ce la faccio più. Davvero, non riesco più a tenermi dentro il mare di astio e velenoso livore che veleggia nei miei… cuore. Ai primi due giri, ho dovuto stoicamente (ma giustamente) lasciare il passo all’analisi delle figure femminili centrali nei nuovi minutaggi e a quella del fresco (e forse definitivo) villain griffato Dawson’s Creek. Ma questa volta non posso davvero trattenermi. Vado, lo dico subito, così la facciamo finita: Daenerys Targaryen ha sul serio stufato con i suoi modi altezzosi. Sì, proprio lei: la bionda ossigenata dal nome chilometrico, la madre dei Draghi che, oltre alle catene, non vi dico cos’altro ha fracassato troppo incessantemente in giro per il mondo conosciuto.

“Sono stata venduta come una giumenta, violentata, scorticata, e così via dicendo. Ce l’ho fatta credendo solo in me stessa, bla bla bla. Ora ho i draghi, i dothraki, un nano e un circo intero al mio seguito, non ho bisogno di nessuno. Tutti quelli che hanno cercato di ammazzarmi poi sono morti.” C’è da dire che la Khaleesi dal sangue caldo si atteggi un po’ troppo à la Andreotti, eh. Peccato che lei non sia il padre di Satana. E se continua così, farà inevitabilmente una brutta fine. O, quantomeno (secondo il mio modesto parere), meriterebbe di farla.

Perché? Vi dico io perché. Ve ne do sette, di motivi. Si potrebbe dire uno per ogni serie. In verità, sono quasi tutti concentrati nelle ultime drammatiche puntate, quelle che chiamano a gran voce per sfinimento una morte celere per la “legittima” aspirante al Trono di Spade. Voilà, a voi.

 


1. Resto Umile Tour

Impossibile non notare come, nel suo lungo e tormentato peregrinare – partito dalle poetiche pecorine alla Finestra Azzurra di Malta (quanto romanticismo, caro Drogo) sino all’imminente conquista di Westeros -, Daenerys abbia acquistato rapidamente un’onestissima dose di umiltà, inferiore soltanto a quella di Ibrahimovic.

Jon Snow rischia la testa (o, nel caso più fortunato, ustioni brutali) presentandosi a Roccia del Drago e lei cha fa? “Deponete le armi, giurate fedeltà, inginocchiatevi”. E una fetta di culo non la vuoi? Ehm, perdonate il mio volgare accento di Fondo delle Pulci. Dicevamo… “Sì ok, mio padre ha bruciato tuo nonno e tuo zio e cercato di far fuori il loro popolo. Ma che Cristo, gli Stark fanno una brutta fine al Sud anche senza Targaryen, eh. E poi anche voi avete cercato di farmi fuori, nella culla e a più riprese, appena promossa mistress del Khalasar. Quindi siamo pari”. Senti Dany, metti il gomito così…


2. Cersei maestra di vita

Poche parole a riguardo, le immagini sono più che eloquenti. Mentre la molesta Targaryen pretende ad ogni costo che ogni essere senziente si prostri al suo imperiale cospetto, Cersei preferisce inginocchiarsi umilmente in prima persona. Lei sì che è una Regina dei modi e dell’amor cavalleresco.


3. Le maialate al tempo dei morti

Tanto lo so già, ora fa tanto la ritrosa di livello ultra-regale (come un po’ tutte le donne al primo appuntamento) ma datele tempo due puntate e sarà lì già pronta ad offrire a mr. Non-so-nulla il suo corpo come bonus di buona condotta su al Nord.

Come biasimarla poi, il King In The North è quanto di meglio ci rimane come rappresentante del sesso maschile e lei è da un po’ che non si concede una bella trombata (per dirla soavemente à la De Sica). Nessuno ha fatto caso a come si è eccitata quando ha sentito che Jon è morto? Magari le ha ricordato Khal Drogo.

Da Il Trono di Memes


4. Ma come ti vesti?

No davvero, dopo sette stagioni, qualcuno dovrebbe in qualche modo farglielo notare. Va in giro da secoli con una parrucca biondo platino stile Vince Neil, con le sopracciglia scure. E dai, sembra una tizia coatta di Centocelle appena uscita da Amici. Potrà essere figa quanto vuole e aver battezzato la serie con le sue pallide bocce, però la parvenza di ridicolo difficilmente viene meno. A questo punto, conciati come vorrebbe sul serio George R.R. Martin: tingiti i capelli d’argento e mettiti le lenti a contatto viola. Malgioglio ti aspetta per la presa di Approdo del Re.


5. Olenna, seconda maestra di vita

Daenerys non ha ascoltato e probabilmente non ascolterà a dovere i preziosi e vitali consigli di nonna Tyrell (“Be a dragon…”), quella splendida donna che ha affrontato l’unico Dio esistente (la Morte) nel modo più dignitoso possibile, cioè rigurgitando in faccia allo Sterminatore di Re di aver fatto fuori lo smidollato di suo figlio, senza scomporsi minimamente. Dany quando passerà a miglior vita non avrà di certo tutta quella eleganza.


6. His name is Mormont, Jorah Mormont

Solo una parola. Anzi due: poor Jorah. Non solo il Nord dovrebbe ricordare. Tutti dovrebbero tenere a mente che diavolo ha dovuto passare quel poveraccio di Sabatini. Che brutta cosa, la figa.


7. La pragmatica

Parliamoci chiaro, i botti forti sono finiti. Salvo qualche plot twist minore, la storyline sta planando sempre più verso una sarabanda banalmente fantasy. L’unico scossone che potrebbe essere paragonato ai fasti sanguinolenti e grandiosi del passato potrebbe essere solo la dipartita di Daenerys. La sua o quella di Jon (per l’ennesima volta, sì). Inutile dire su quale punto, e quale vivamente spero si tramuti in realtà.

Giulio Beneventi

Carpenter, Bowie e Bukowski hanno fatto di me il 90% di quello che sono oggi. Per il resto ci hanno pensato le sigarette, il Jim Beam, i vinili di Coltrane e i manuali di giurisprudenza. Mi sento a mio agio scrivendo solo di notte, dopo trenta flessioni di riflessione e una buona dose di gentil cinismo.
Giulio Beneventi

About Giulio Beneventi

Carpenter, Bowie e Bukowski hanno fatto di me il 90% di quello che sono oggi. Per il resto ci hanno pensato le sigarette, il Jim Beam, i vinili di Coltrane e i manuali di giurisprudenza. Mi sento a mio agio scrivendo solo di notte, dopo trenta flessioni di riflessione e una buona dose di gentil cinismo.

2 commenti

  1. Bravo! Nonostante il leggero maschilismo, concordo con te sulla madre dei draghi ecc ecc …

  2. C’è poco da meravigliarsi…
    E’ una storia banale, prevedibile, con personaggi scialbi e spesso fatti con lo stampino. La maggior parte di essi è progettata per irritare, l’altra parte per fare da carne da macello o allungare il brodo di una storia che si ambienta in un mondo incoerente.
    Nonostante un casting di tutto rispetto (gli attori sono bravissimi) la storia lascia davvero tanto a desiderare.

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