Stranger Things 2: tutte le curiosità e citazioni

Le citazioni, gli omaggi ed i riferimenti più importanti inseriti nella seconda stagione di Stranger Things.


È passata meno di una settimana dal rilascio da parte di Netflix della seconda stagione di Stranger Things. Inutile dire che l’abbiamo spolpata in due giorni. I Duffer brothers si sono comportati più che bene anche in questa occasione. La narrazione prende una piega decisamente diversa da quanto visto in precedenza, con atmosfere più cupe, più Sottosopra, più indagine psicologica dei personaggi, ma tutto questo non dispiace. In ogni caso, questa non è una recensione. Dal momento che durante la visione mi sono spesso trovato ad urlare «Ma quello è un riferimento ad Alien!» -come se ce ne fossero pochi-, o ancora «Bob mi ricorda qualcuno», ho pensato bene di raccogliere le citazioni più importanti inserite nella seconda stagione di Stranger Things. Alcune sono palesi, vero, altre invece un po’ più ricercate ed in perfetto stile anni ’80. Inutile dire che questo articolo contiene spoiler, quindi se non avete finito di vedere la serie, vergognatevi e leggete questo.


Ghostbusters
Penso che la scena in cui Mike e Lucas litigano per chi dovesse vestirsi da Winston sia la più bella (e la più intrisa di black humour) di tutta la serie. Lasciando stare le battute non politically correct, la scelta del costume di Halloween da parte dei ragazzi è un chiaro omaggio agli acchiappafantasmi, che debuttarono al cinema proprio nel 1984, anno in cui è ambientata la seconda stagione di Stranger Things.


Risky Business
Difficile cogliere questa citazione. Da buon uomo qual è, Steve non ha certo messo impegno nel vestirsi come Tom Cruise in Risky Business per la festa di Halloween. Certo, poteva almeno trovare una giacca grigia, ma non somiglia neanche lontanamente al Joel Goodson che si è visto sul grande schermo nel 1983. Qualche merito in più se lo becca Nancy, che ha almeno tentato di ricordare Rebecca De Mornay. E dire che noi avremmo saputo fare di meglio.
P.S: segnaliamo al party anche un Cobra Kai di Karate Kid, un reduce di Animal House e un indegno sosia di Magnum P.I.. Fiesta!


Mad Max
Questo è uno dei primi, chiari, riferimenti che si incontrano nella seconda stagione di Stranger Things, e viene fuori quando Dustin e la combriccola vedono che il record di Dig Dug è stato infranto proprio da MADMAX, nickname di Max, ragazza che entrerà a far parte della cricca. Il richiamo è alla celebre saga che ha come protagonista Mel Gibson, e che nel 1984 vedeva già due film proiettati. Per il terzo, Mad Max – Oltre la sfera del tuono, e la bellissima Tina Turner bisognerà attendere il 1985.


Jurassic Park
Nel finale di Jurassic Park, Alex (Ariana Richards) si trova costretta a chiudere le porte per evitare l’ingresso dei velociraptor. In Stranger Things tocca al supereroe Bob cimentarsi con i marchingegni tecnologici che permettono la fuga dei suoi amici. Il riferimento alla pellicola di Spielberg è velato, ma diventa esplicito se si fa caso al modo con cui sono montate le scene. Vedere per credere.


St. Elmo’s Fire
Se lo avete odiato, significa che Dacre Montgomery ha recitato bene, esattamente come ha fatto Iwan Rheon per Ramsay Bolton. In ogni caso, vi stupirà sapere che i fratelli Duffer hanno chiesto a Montgomery non di ispirarsi, ma di emulare esattamente Jack Nicholson in Shining  per quanto riguarda la rottura di palle nei confronti della sorellina Max. Inoltre, seppur vagamente, Billy, col suo mullet, ricorda lo stesso Billy interpretato da Rob Lowe in St. Elmo’s Fire, pellicola del 1985 diretta da Joel Schumacher.


La Cosa 
L’omaggio al film-capolavoro di John Carpenter si concretizza nelle caratteristiche del mostro che possiede Will. Nello specifico, la creatura del Maestro Carpenter può conoscere i piani delle sue vittime tramite la possessione del corpo, proprio come il polipo gigante proveniente dal Sottosopra in Stranger Things. Anche la dinamica del bruciare tutti i rimasugli è una sorta di deja-vu.


The Goonies
Se nella prima stagione i riferimenti ai Goonies prevedevano inquadrature ed ambientazioni, in questa seconda stagione di Stranger Things i fratelli Duffer hanno voluto esplicitare il loro omaggio alla pellicola di Richard Donner in due modi. Il primo, il più palese, è l’aver ingaggiato Sean Astin, che oltre ad essere ricordato per aver interpretato Samvise Gamgee ne Il Signore degli Anelli, ha anche vestito i panni di Mikey Walsh nel film del 1985. Ci giocano molto sopra questo simpatico easter egg, tanto che Bob (il personaggio interpretato da Astin) scherza coi ragazzi in una scena, parlando dei disegni fatti dal semi-posseduto Will e dell’eventualità che essi siano in realtà una mappa del tesoro. Che burlone! La seconda citazione è più sottile e riguarda Steve: quando verso la fine le strade dei nostri eroi si separano e Steve è costretto a fare la parte del babysitter indossa una bandana rossa, la stessa che indossa Josh Brolin nel film di Donner. Chapeau.

Netflics ci ricorda che Bob nasconde oscuri segreti.


Aliens
Se la scelta di Paul Reiser – Carter Burke nella pellicola di Cameron – non è abbastanza, pensate al villain di questa seconda stagione di Stranger Things. Esattamente come in Aliens, ha paura del fuoco. E che dire poi dell’augurio che uno scienziato fa quando i Demodogs invadono il laboratorio di Hawkins? «Stay frosty, boys» è una celebre frase del film del 1986.


L’invasione degli Ultracorpi
Avete presente quando il mostro dalle fattezze lovecraftiane prende possesso del corpo di Will? Ecco, la scena in cui il povero piccolo si getta sull’erba e la sua faccia inizia a contorcersi è un chiaro riferimento all’urlo di Donald Sutherland in Terrore dallo Spazio profondo, film del 1978 e remake de L’invasione degli Ultracorpi (1956).


L’Esorcista
I fratelli Duffer hanno voluto ricordare la piccola Regan nel nono episodio, quando Will decide di strangolare gentilmente sua madre Joyce. Al contrario però di quanto accade con la madre di Regan, Joyce reagisce e decide di prendere a schiaffi il figlio. Una donna esemplare.


E.T.
Sono due i riferimenti chiari alla pellicola di Spielberg. Il primo si manifesta quando Will dice al dottor Owen che le sue merendine preferite sono le Reese’s Pieces, snack diventati famosi proprio con E.T. nel 1982. Il secondo omaggio all’extraterrestre è chiaro nella scena in cui Dustin trova Dart nel secchio dell’immondizia davanti casa: una volta rientrato, Dustin trova sua madre con addosso un costume da gatto, proprio come la madre di Elliot. Infine, vogliamo parlare dell’action figure nella cameretta del ragazzino? O magari del lenzuolo che Undici indossa la notte di Halloween?


Incontri ravvicinati del terzo tipo
Che ne dite di rimanere sempre su Spielberg? Benissimo, prendiamo il terzo lungometraggio del grande cineasta statunitense, precisamente in una delle sequenze più celebri del film. Quando il piccolo Will ha una delle sue visioni, apre la porta di casa e si trova di fronte un rossissimo scenario apocalittico. Vi ricorda qualcosa? Date un’occhiata.


I Guerrieri della Notte
Il riferimento alle gang di New York della pellicola del 1979 è chiaro nel settimo episodio. Undici decide di entrare a far parte del gruppo della sorella Kali, e gli strani tizi che ne fanno parte ricordano esattamente le gang del film di Walter Hill.


IT
Come non citare il famoso clown assassino partorito dalla mente di Stephen King? Il riferimento esplicito è rappresentato dalla storia inquietante che Bob racconta a Will per convincerlo ad affrontare le proprie paure (easy peasy, tradotto coraggiosamente facile facile), pretesto che ruota esattamente attorno alla figura di un clown. Inoltre, anche l’inserimento di Max all’interno del gruppo, ragazza dai capelli rossi, è un altro riferimento all’horror del Re Scrittore.


Stand By Me – Ricordo di un’estate 
Rimaniamo in zone limitrofe. C’è un bel tocco di Rob Reiner nella scena in cui Steve e Dustin cercano di adescare Dart spargendo pezzi di manzo sulle rotaie in mezzo al bosco (ricorda anche un pò Lo Squalo!). Inquadratura e scenario richiamano a gran voce il riadattamento della storia di Stephen KingIl corpo  -The Body (per la seconda volta, in realtà; nella prima stagione vi è un’atmosfera simile, quando i ragazzini camminano lungo i binari in cerca del falso Nord). Pensate che sia una semplice coincidenza? I fratelli Duffer hanno detto più volte di essere dei veri patiti della bibliografia dello scrittore di Portland. Suvvia.


Fenomeni Paranormali Incontrollabili
Giusto per insistere sul buon Stephen King, i Duffer ci offrono un’altra analogia nella scena finale in cui Undici chiude la porta con la telecinesi dall’ascensore a mezz’aria, mentre Hopper la copre. La sequenza rimanda tantissimo a Fenomeni Paranormali Incontrollabili, trasposizione del libro di King L’incendiaria, con la piccola Charlie dotata di poteri di pirocinesi ed interpretata da una minuscola Drew Barrymore. Non vi sembra? Dai, il fatto che il poster promozionale di Stranger Things 2 sia basato proprio sulla vecchia locandina di questa vecchia perla toglie ogni dubbio.


Poltergeist
Quando Undici/Jane cambia canale nella casetta di Hopper utilizzando i poteri mentali e la telecamera la inquadra perfettamente da dietro, risulta davvero ardua non rivedere nella mente l’immagine di Carol Anne e gli spiriti nella televisione. Prendete le due immagini a confronto e provateci a dire il contrario.


Indiana Jones e Il Tempio Maledetto
Vi sono diverse citazioni che rimandano anche alla celeberrima pellicola con frusta diretta da Spielberg nel 1984 sono esattamente due. Il primo riguarda Hopper ed il suo cappello: durante la fuga dal Sottosopra, il capo della Polizia di Hawkins si ferma per recuperare il suo cappello, proprio come fece Indy, in una sequenza divenuta storica nel mondo del cinema. Un secondo riferimento ha come protagonista Nancy: quando il demone che possiede Will non ne vuole sapere di andarsene nonostante il clima tropicale da coltivazione di banane, la ragazza decide di bruciarlo per espellere la forza maligna, esattamente come fece il piccolo Shorty con l’archelogo ipnotizzato dal culto Thug (Kalimaaa!).
Ci segnalano inoltre anche il richiamo della simpatica sequenza della prima timida notte d’amore tra Nancy e Jonathan, che segue un iter vicinissimo a quello delle schermaglie amorose tra colui che porta il nome di un cane e la bella cantante Willie Scott a Pankot, nel palazzo del giovane Maharaja. Di certo, la notte dei due giovani è andata molto meglio, senza adepti di Shiva decisi a guastar la festa!


Terminator
Ben due volte compare il nome del film di James Cameron. La prima citazione è nel primo episodio, quando ci viene mostrato il cinema di Hawkins che proietterà Terminator quella sera; il secondo riferimento è nell’episodio successivo, quando in TV viene mostrato un trailer proprio della pellicola sui cyborg, uscita il 26 ottobre 1984 negli Stati Uniti.


Terminator 2: Il Giorno del Giudizio
Sempre rimanendo in tema di cyborg e steroidi di provenienza svizzera ma saltando al sequel, la perla fantascientifica di Cameron è chiamata di nuovo ancor più chiaramente in causa nel settimo episodio, dedicato alla sorella perduta. Undici qui si rifiuta di vendicarsi e uccidere il torturatore della madre dopo aver visto una fotografia delle due figlie dell’uomo. Esattamente la stessa dinamica di Sarah Connor, la quale non riesce ad uccidere Myles Dyson (il direttore della Cyberdyne Systems Corporation,principale responsabile nello sviluppo dell’esercito di Terminator) vedendolo insieme alla moglie e al figlio.


Star Wars – L’Impero Colpisce Ancora
Qui forse rischiamo di calcare la mano, dunque ci andiamo coi piedi di piombo. Lasciamo stare l’apparizione del padre che si confronta con la figlia, troppo fumosa come analogia. Tralasciamo il celebre Millennium Falcon fatto volare da Undi, appartiene più alla prima serie. Ma invece il “cattivo” consiglio di “usare la rabbia” per accrescere il potere non vi ricorda tutto ciò contro cui ci ammoniva il saggio e potente Maestro Yoda? Benone, Undici è una potenziale allieva di Palpatine.
Ricordate, giovani Padawan:
Rabbia, paura, violenza: sono loro il Lato Oscuro! Veloci ti raggiungono quando combatti! Se anche una sola volta la strada buia tu prendi, per sempre essa dominerà il tuo destino! Consumerà te, come consumò l’apprendista di Obi Wan! (cit.)


Tron 
Nel primo episodio (Mad Max), ci troviamo in partenza, con i Devo di Whip It pompati a tuto volume, alla sala giochi Arcade. Trattasi di un chiarissimo riferimento all’opening di Tron, leggendaria pellicola di fantascienza del 1982 prodotta dalla Disney e diretta da Steven Lisberger.


Gremlins
I fratelli Duffer decidono di omaggiare anche le piccole creature schifose, in particolare utilizzando un’altra piccola creatura schifosa, ovvero Dart. Le somiglianze del piccolo Demodog con i Gremlins sono diverse: entrambi temono la luce, fanno la muta dopo essersi nutrite ed una volta che si ritrovano in gruppo sono terribili. Bel lavoro, Dustin.


Crimes Of The Future
Non vi pare che l’architettura del laboratorio di questa seconda serie sia in qualche modo debitrice del genio artistico di David Cronenberg? Prima di rispondere pensate alle ambientazioni della seconda pellicola sci-fi/horror del regista canadese.


The Fog
Il mostro cattivone con le sembianze lovecraftiane di questa seconda stagione richiama un’altra celebre schifezza, nello specifico quello che si vede in The Fog, pellicola diretta dal già citato Carpenter nel 1980. Che dire, magari saranno parenti degli Eptapodi di Arrival!


He-Man – I dominatori dell’universo
I più giovani magari non ci avranno fatto caso. Ma di sicuro coloro che sono in possesso di una carta d’identità superiore a trent’anni non avranno certamente non potuto notare con che giocattolo quell’orribile sgorbietto della sorella di Lucas stesse giocando: proprio l’erculeo He-Man, portato sul grande schermo nelle gigantesche sembianze del russo-svedese Dolph Lundgren. Piccola… posalo, o Lucas ti spiezza in due.


Voglia di vincere (1985)
Steve in questa seconda stagione non è più il più fico e il più desiderato della scuola. Inoltre, nel face-to-face a basket col nuovo bullo della situazione sudato e senza canotta, si becca anche un’umiliazione molto simile a… grande Giove, proprio al buon Michael J. Fox! Con due mazzate e una piccola siringata da parte di Max, poi le gerarchie saranno di nuovo ristabilite.


Bella in Rosa
Scivoliamo per un attimo sulle romanticherie, saltando al ballo finale. L’impietosita Nancy invita a ballare il laccato ma sfortunato Dustin, dopo che quest’ultimo è stato rifiutato da diverse ragazze. Dove abbiamo già visto questo siparietto? Ah, sì… il buon Jon Cryer, Solo bei ricordi. Beh insomma, non esageriamo.

Alessandro Naimo

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Cerco di appassionarmi al marketing per sopravvivere. Spazio dalle arancine alla musica agli Happy Three Friends. Terrone dentro, morbido fuori.
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Un commento

  1. Un riferimento simpatico a Ghostbusters è anche la scena in cui Hopper si pulisce la mano dallo slime, facendo due gesti che sono gli stessi di Venkman nel film. (Sono leggermente fanatica di GB… 😆)

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