Animali Fantastici e Trame Mediocri

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Il nuovo incantesimo della Rowling disperde la classica Potter-experience lungo una trama poco avvincente.

 

Quando ho sentito parlare per la prima volta dell’intenzione da parte dell’industria cinematografica di far uscire non un solo film, ma addirittura una intera saga basata su quello striminzito libricino che non è nient’altro se non una lista di creature di fantasia correlata di caratteristiche, abitudini e “vita privata” di esse, da fan di lunga data delle opere della Rowling ho pensato “deve davvero aver bisogno di altri soldi”. Ma viviamo in un mondo in cui è stata considerata la trasposizione cinematografica del videogioco “The Sims” e realizzata in pieno quella di “Angry Birds”, quindi, anche se con basse aspettative, da bravo “Potterhead” sapevo che sarei andato a spendere i miei due galeoni sul nuovo film di mamma J.K.
Animali fantastici e dove trovarli”, il primo film della serie firmata dalla celebre autrice britannica e con la regia di David Yates, può essere visto seguendo due approcci diametralmente opposti. Se ci soffermiamo a godere delle ambientazioni, della caratterizzazione dei personaggi e in generale dell’aria che si respira nelle scene dell’opera, ci troveremo più di una volta a richiamare nella nostra mente le avventure e gli intrecci vissuti anni fa tra le mura di Hogwarts. Il protagonista Newt Scamander (Eddie Redmayne) centra in pieno l’idea che la Rowling ha sempre voluto trasmettere dei personaggi appartenenti al suo mondo magico: all’apparenza impacciato e goffo, privo di una effettiva idea sul funzionamento del mondo non-magico, riesce a dimostrarsi determinato e capace quando la situazione lo richiede. Un plauso particolare va all’attore, che fa un così buon lavoro da farmi domandare più di una volta perché non sia stato impiegato in precedenza nell’universo di Harry Potter. Ma ciò che fa risaltare il film è proprio quello che ci si aspetta: gli “animali fantastici”. Quelli che prima potevano solamente essere immaginati a partire dai racconti della Rowling prendono adesso vita grazie ad una computer grafica stupefacente ma al contempo mai eccessiva, e ogni creatura e le avventure ad essa collegate, dal piccolo Snaso al gigantesco Uccello del Tuono, intrattengono magistralmente e rendono il film un piacere per gli occhi.

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Ma, come ho detto all’inizio, ci sono due approcci diversi con cui guardare il film. Se si toglie via il senso di familiarità, la nostalgia e lo stupore che ogni opera “made in Rowling” ci fa provare, cosa ne rimane? Poco, in realtà. La prima metà del film risulta comunque solida e ben scritta, i dialoghi interessanti e le battute divertenti, ma la seconda parte, nella quale le creature lasciano spazio agli intrecci poco convincenti della trama e le battute vengono sostituite dalle risatine isteriche e francamente fastidiose della spalla comica di Scamander, risulta incerta e sofferente dell’“effetto Marvel”, ossia la sensazione che lo scopo del film non sia altro se non quello di portarci di nuovo in sala, tra un anno, per vederne il seguito. Se ci si sofferma sui dettagli, e Dio solo sa quanto amo farlo, inizieranno a comparire buchi nella trama, ci si renderà conto che quel certo incantesimo non funzionava proprio in quel modo quando l’autrice ce lo ha descritto per la prima volta anni fa, che certi personaggi di cui si aspetta una introspezione più profonda sono stati invece tranciati di netto, ed alcuni (come quello interpretato da Johnny Depp) vengono mostrati, appunto, solo per promuovere il film successivo.

In sostanza, “Animali fantastici e dove trovarli” offre la classica “Potter-experience”, ma essendo privo di un solido scheletro così come lo avevano i film della serie principale (interi volumi narrati rispetto ad uno scarno libricino) si trova ad un certo punto a crollare sotto il peso di una trama non propriamente avvincente, data del fatto che, dopo tutto, la Rowling non è una sceneggiatrice, ma una scrittrice. Sarebbe facile dire “sicuramente si riprenderà con il secondo”, ma in un’industria che sembra sfornare solamente infiniti “Universi Cinematografici” per una volta vorrei vedere un film con un vero inizio e una vera fine, che rimanga fedele a se stesso.


ABBIAMO PARLATO DI…

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Animali Fantastici E Dove Trovarli
Avventura, 133 min
David Yates, 2016
Regno Unito, Stati Uniti D’America
Warner Bros.

Francesco Romano

Francesco Romano

Da piccolo fui posto davanti un bivio: videocamera o computer. Scelsi il secondo. Da allora mi chiedo come sarebbe adesso la mia vita se avessi scelto la videocamera. Profondamente radicato nel mondo dell'high-tech, del modding e dell'intrattenimento videoludico, estendo comunque i miei rami all'ambiente "vintage", dalla musica anni '30 alle console obsolete.
Francesco Romano

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Da piccolo fui posto davanti un bivio: videocamera o computer. Scelsi il secondo. Da allora mi chiedo come sarebbe adesso la mia vita se avessi scelto la videocamera. Profondamente radicato nel mondo dell’high-tech, del modding e dell’intrattenimento videoludico, estendo comunque i miei rami all’ambiente “vintage”, dalla musica anni ’30 alle console obsolete.

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