Castlevania su Netflix, la terza stagione si salva. Amen

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Brindiamo. Che sia vino, birra o sangue, non importa. Castlevania supera la soglia della decenza

Dopo l’orrore provato dalla visione seconda stagione, rivolgo con tedio e sconforto lo sguardo verso l’homepage di Netflix. Terza stagione di Castlevania. Aspettative sotto le scarpe, decido comunque di dare una possibilità. Peggio dello scorso anno non può andare. Difatti è così, per fortuna.

A un mese esatto dalla fine degli accadimenti narrati lo scorso anno, troviamo Alucard che si sta rincoglionendo nella sua auto-reclusione solitaria nel castello di Dracula, mentre l’Uomo Duff Trevor Belmont e la parlatrice Sypha Belnades sono in giro ammazzando creature della notte e copulando come ricci nella stagione degli accoppiamenti.

Dalla parte dei cattivi, Carmilla torna in Stiria dalle sue tre sorelle (Striga, Morana e Lenore) con Hector al guinzaglio (personaggio che si conferma di una fiacca impressionante), mentre Isaac prosegue con la creazione di un esercito di Creature della Notte impressionante.

Non farò spoiler, né ciò che ho appena accennato deve essere considerato tale. Sappiate, tuttavia, che la terza stagione di Castlevania su Netflix è di gran lunga superiore alla precedente. I ritmi sono lenti, compassati, ma i momenti filler sono decisamente ridotti all’osso. Si dà maggiore spazio ai comprimari e ai nemici, si comprende bene ciò che accade e ciò che sta per accadere, ma in maniera graduale. Paradossalmente, con meno azione c’è molto più gore: i momenti inquietanti, le azioni efferate hanno una carica decicsamente superiore che in passato.

A differenza della seconda stagione, dove tutto è abbozzato, già telefonato e con praticamente nessun colpo di scena, ora Castlevania è un crescendo di curiosità, puntata dopo puntata, anche maggiore della stagione d’esordio della serie.

Il villaggio (apparentemente tranquillo) di Lindenfeld, il priorato che sta architettando qualcosa di nefasto, il viaggio di Isaac, i nuovi piani di Carmilla e soprattutto la figura di Lenore sono i veri punti cardine e – colpo di scena – sono sviluppati piuttosto bene. La storyline di Alucard avrebbe potuto avere qualche sviluppo maggiore, ma porta solo a provare compassione per ‘sto povero cristo che qualsiasi cosa faccia, sbaglia. A parità di situazione, è Hector quasi più fortunato.

“La gente della notte sopravvive sempre nascosta nei locali confusa tra le ombre. La gente della notte fa lavori strani, certi nascono oggi e finiscono domani”. Isaac è un fan sfegatato del primo Jovanotti

Tecnicamente continuo a non capire perché diavolo usare alcuni elementi tridimensionali in alcune scene, quando il risultato sono rallentamenti nefandi e scene da 4 frame al secondo. Al netto di questo, i disegni hanno invero una cura maggiore rispetto al passato, soprattutto i paesaggi e gli elementi di fondo.

La terza stagione di Calstevania ha rinvigorito nel qui presente scribacchino una curiosità montante, cancellando prontamente il sentimento di “mio dio ho perso solo tempo davanti al televisore”. Ben fatto Netflix, ben fatto Warren Ellis. Ora, però, occhio a non darci una quarta stagione orrenda. Sono felice, ma un po’ di timore rimane sempre, visti i precedenti.

Andrea Mariano

About

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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