Dark: a spasso nel tempo

“Boldi e De Sica nei ruoli di Jonas e Ulrich non stonerebbero affatto”

Mettiamola così: probabilmente Dark (qui il nostro racconto della prima stagione) sta piacendo a tutti perché nessuno ne ha capito niente. Un po’ come quando si annuisce pur di non farsi ripetere la domanda non sentita. Madri che sono anche figli di loro stesse e padri che sono anche figli dei propri figli – specificando che tutte queste correlazioni sono decisamente buttate a casaccio – rendono gli eventi assai contorti. Ma se proprio non si capisce quello che è accaduto, che accade o che accadrà, allora ci si può soffermare sulle tante, troppe, coincidenze.

Che Zaniolo volesse cambiare aria era cosa ben nota, ma da qui a cambiare letteralmente secolo ne passava: invece eccolo lì, che da giovane prodigio si ritrova a giocarsi il ruolo di uomo d’esperienza, quest’ultima dettata esclusivamente dalla barba. Un po’ come De Rossi, maturato quasi esclusivamente per la peluria dal post-mondiale 2006, che guarda casa vincemmo proprio in Germania, CCCANNAVARO – CCCANNAVARO DEL PIEROOOOO GAAAAAAAL GAAAAAAAL.

Per non parlare invece di Ulrich Nielsen, quello che scopa la moglie e l’amica della moglie. Come non notare la somiglianza, se di somiglianza ai tratta, con il Ligabue della storia recente? Capelli corti e perennemente sporchi, sguardo fulminante, voce profonda. Altre mie considerazioni poco utili, ma che non posso trattenermi dall’inserire in questo testo dal poco senso compiuto sono le seguenti: Noah è un po’ come Noè, uno che vuole far accoppiare tutti per mandare avanti la specie; va bene l’afa, ma trattenersi in acqua fino a raggrinzirsi non è stata per niente una buona idea, vero Adam?.
E se Mikkel si fosse fatto qualche pippetta in più forse non sarebbe successo niente di tutto ciò, forse non sarebbero nemmeno stati scoperti i viaggi nel tempo: quando una sega può cambiare il mondo, insomma. Come non dirne quattro ad Hannah, che tanto ha fatto, tanto ha detto che poi ad Ulrich glielo mette in fori per niente romani.

Ma se Jonas assume nel tempo – anzi negli anni – il ruolo di protagonista, allora anche il raggrinzito Adam non può essere da meno. Fino ad ora, tra l’altro, continuavo a domandarmi chi mi ricordasse quella faccia rugosa, ecco che a sorpresa – come il gol di Vecino all’81esimo di Lazio Inter – mi arriva l’illuminazione: l’alieno di MiB.

“Una nota scena di MiB II con Adam protagonista”

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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