Dracula su Netflix: succhia succhia che mai si consuma

Dracula sporco di sangue davanti a una monaca

Probabilmente la peggior serie pre epidemia.

Così, tutto d’un tratto, mi sento ispirato, nonostante possa inspirare poco a causa di un setto deviato quasi quanto l’intero me stesso. Allora mi fiondo in una recensione di quelle lampo, di quelle che dici “No, non posso non farla“. Dracula su Netflix è qualcosa di inverocondo, un abominio.

Sono sempre più dell’idea che la quantità di serie TV a nostra disposizione sia purtroppo causa di un netto calo qualitativo. Perché sebbene esistano ancora serie di livello, queste son sempre più difficili da trovare. Con Dracula però parliamo di ben altro: in soli tre episodi si è riuscito a cagare fuori lo stronzo più duro mai visto, quelli che ti lasciano l’ano indolenzito per tutto il giorno.

Un inizio che fa ben sperare, un proseguo che ti fa riflettere ed orientare sul “Non ho capito dove si voglia andare a parare“, un finale di stagione che ti porta a sperare in un contagio da Coronavirus.

dracula si pulisce la bocca sporca di sangue con un fazzoletto

“Mmmmhhh… Buona ‘sta cadrega”

— SPOILER —

Si passa dal castello di Dracula all’Inghilterra, ma soprattutto a un Dracula che arriva a scegliere le proprie vittime su Tinder. No, non ho scritto la solita baggianata no sense, questa volta riporto la verità perché credo sia ben più divertente di una qualsivoglia battuta. Dracula su Tinder per cercare la tipa tutta da succhiare.

— FINE SPOILER —

Difficilmente una serie riesce a farmi cambiare idea in così poco tempo. In soli tre episodi striminziti sono riuscito a passare dal forte interesse al senso di impotenza. Durante la visione avrei voluto fare qualunque cosa pur di rendere la serie avvincente e godibile, anche perché il tema può piacere.

Ben pubblicizzata, non soddisfa le aspettative. Clamoroso buco nell’acqua per Netflix.

Pollice in giù, ma così in giù che si farebbe prima ad usare l’alluce.

Francesco Benvenuto

About

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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