Love: Cinque lezioni di maturità da trentenni adolescenti

love: immagine di apertura

Di amori goffi, relazioni precarie e vite banali

Love è una serie televisiva statunitense apparentemente incentrata sulla relazione romantica tra Mickey e Gus. Mickey è una tossicodipendente, alcolizzata, affetta da ipersessualità, Gus è un timido inetto, uscito disastrosamente da una lunga relazione. Mickey e Gus si incontrano, si innamorano e vivono felici e contenti le loro esilaranti disavventure.

Love non è questo; Love è uno specchio tremendamente onesto per tutti i millennial di prima battuta, trentenni fermamente convinti di essere ancora adolescenti ma che, guardandosi allo specchio, iniziano a scorgere timide rughe e minacciosi capelli bianchi.

Tutto, in questa serie televisiva, viene depurato da un filtro di normalità e pacatezza: Mickey ha una vita personale sregolata, ma è una program manager in un programma radiofonico, professionalmente realizzata e rispettata; Gus è apparentemente timido ma riesce a socializzare senza problemi guadagnandosi facilmente l’affetto delle persone che lo circondano. Lo spettatore non si trova davanti Marion — l’incantevole e inquietante Jennifer Connelly, tossicodipendente in Requiem for a dream — e Sheldon — il socialmente inetto Jim Parsons di The Big Bang Theory — ma personaggi mediocri, reali, con una vita professionale non entusiasmante ma pur sempre redditizia e con delle situazioni personali e affettive problematiche, ma non disperate.

love: gus sorridente

Paradossalmente, la qualità di Love non è da ritrovarsi nel modo in cui tratta tematiche sentimentali, bensì nel suo modo di affrontare una fase della vita spesso difficile da raccontare con lucidità: i trent’anni; o meglio, liberandola dall’illegittimo legame cronologico, quella fase della vita in cui si inizia a diventare adulti senza rendersene conto: in cui goffamente si convive con le piccole responsabilità necessarie alla sopravvivenza, in cui il futuro professionale inizia a delinearsi e si iniziano a tirare le somme di un percorso passato troppo in fretta. Tra un blando disastro e una divertente sventura, Love insegna cinque lezioni agli adulti inconsapevoli:

1. A trent’anni non si può essere maestri in tutti i campi della vita

Negli anni si accumula inevitabilmente tanta esperienza in tanti campi differenti. La formazione scolastica, l’indipendenza, le relazioni sociali. Ma non è scontato essere maturi sotto tutti i punti di vista, anzi, è strano il contrario. Si può arrivare al matrimonio senza aver provato alcun tipo di droga, si può diventare manager senza aver avuto una relazione seria. Crescere è facile, maturare in modo equilibrato e diventare adulti responsabili, un po’ meno.

love: gus fuma

2. Prendersi una pausa è consigliabile

In una folle corsa contro il tempo, le giornate trascorrono una dopo l’altra in una claustrofobica routine che diventa, silenziosamente, la vita. Ma in un attimo di pausa, guardandosi dall’esterno, diventa incredibilmente chiaro quanto assurdo sia il quadro che si è creato, quanto dannose siano le proprie dipendenze, quanto banale sia la quotidianità.

3. I fantasmi del passato non muoiono da soli

Gli anni passano e gli scheletri nell’armadio vengono sepolti dagli indumenti. Come se gli abiti indossati in questo o quell’evento, potessero in qualche modo testimoniare una crescita personale, come se potessero nascondere il vero contenuto di quell’armadio. Ma gli scheletri sono ancora lì, la vecchia litigata con i genitori non si risolve evitandoli per anni, i traumi non scompaiono ignorandoli.

4. La fine di una lunga relazione non è la fine del mondo

Dopo anni di relazione, mentre si corre spediti verso futuri impegni seriosi, far fronte a una chiusura improvvisa può essere disastroso. Ma non è una catastrofe, è solo una tempesta momentanea. Il sereno che ne consegue, a volte, è la conferma che per anni si è vissuti inconsapevolmente in un grigiore mortale ed è arrivato il momento di tornare a vivere.

love: gus tradito

5. C’è ancora tempo per tutto (?)

La vita passa nell’attesa che succeda qualcosa di speciale. Quella ferrea, incrollabile consapevolezza interiore che qualcosa di incredibile è pronto ad avvenire il prossimo anno, o quello dopo ancora. Forse è solo questione di tempo, qualcosa succederà alla fine, o forse è tempo di smetterla di aspettare che le cose succedano e iniziare a farle succedere, prima della fine.

“Siamo a quel punto del film in cui dovrebbe succedere qualcosa di figo, ma non succede.
É passata un’ora dall’inizio di Jurassic Park e i dinosauri ancora non si sono visti.”

Edgar Pironti

Mi ostino a rovinare tutte le mie passioni trasformandole in impegni noiosi.

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Mi ostino a rovinare tutte le mie passioni trasformandole in impegni noiosi.

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