Piper: meraviglie in CGI e una tenera caccia ai molluschi

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Il cortometraggio della Pixar, introduzione nelle sale di “Finding Dory”, fa il suo esordio in streaming e scuote la rete quasi quanto “Borrowed Time”… ma suscitando ben altre emozioni.

 

È uno strano e interessante confronto di filosofie, quello che sta accadendo in seno alla Pixar negli ultimi tempi. Giusto un mesetto fa la fugace apparizione sul web di Borrowed Time causava un terremoto, lasciando milioni di visualizzatori in lacrime grazie a una storia di un drammatismo più palpabile di quello di molti film (ne abbiamo parlato qui). Seguendo la stessa strategia di pubblicazione del western di Andrew Coats e Lou Hamou-Lhadj, anche Piper, dopo aver fatto da introduzione a Finding Dory, ha fatto irruzione due giorni fa sulle piattaforme di streaming, causando in mezzo mondo inevitabili occhioni dolci e un inspiegabile interesse per le abitudini di procacciamento del cibo dei piovanelli (no, lo sfortunato attaccante ex Juventus non c’entra).

Piper, protagonista della breve opera, è per l’appunto un volatile che per le prime volte nella sua vita è costretto a procurarsi il cibo senza alcun aiuto da parte degli adulti. Nasce così una serratissima lotta contro il tempo e contro le onde che percuotono ripetutamente la battigia, in una ricerca di molluschi inizialmente per nulla fruttifera e scoraggiante, infine gloriosa, grazie anche alle tecniche di pesca insegnate da un paguro microscopico tanto quanto scaltro. Classiche semplici morali per infanti che si potrebbero trovare nelle più classiche opere Disney: quelle della paura, dell’inesperienza e della denigrazione davanti alle masse da cui ci si riesce ad affrancare grazie all’impegno, all’ingegno, all’abnegazione.

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Eppure Piper, che è ideato e diretto con cura certosina da Alan Barillaro (la mente dietro Wall-E, Finding Nemo e Monsters & Co.), nel suo ritmo inevitabilmente indiavolato ha anche i suoi momenti spassosi, e soprattutto può essere una festa per gli occhi e per le orecchie di qualsiasi adulto. Nascendo probabilmente come un tech demo di computer grafica che vedremo nei lungometraggi del 2020 inoltrato, regala spargimenti di bolle, acqua e piume di una definizione e di una spettacolarità mai viste prima. Il tutto mentre i dubbi, le sconfitte e i successi del simpaticissimo protagonista vengono sottolineati dalla stupenda colonna sonora di un compositore leggendario come Adrian Belew (ventennale esperienza nei King Crimson).

Coloratissimo trionfo della semplicità, privo di superflui dialoghi ed emozioni forti, Piper conferma che l’animazione può essere di pregio anche senza veicolare particolari messaggi, nella sua nobilissima accezione di spensierato divertissement. Diciamoci la verità: se da un lato l’animazione cerca sempre più di accattivare gli adulti, facendosi sempre più colta, lacrimevole e impegnata, non rimane forse il suo più prezioso potere quello di farci -seppur per un istante- ringiovanire? “Per mostrare il mondo visto dalla prospettiva di questo uccellino per me è stato importante rimanere bambino”, afferma Barillaro. In Piper, questa prospettiva è talmente riuscita, immediata e avvolgente, che è impossibile anche per chi guarda, per quei sei minuti, non essere bambino a sua volta.

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
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About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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