The Silence: un film a gesti

Quando l’essere mezza sorda ti salva dell’apocalisse.

È da qualche anno a questa parte che sono attratto dai generi fantascientifico e post-apocalittico. Sarà che mi sono stufato di vedere sempre le stesse storie, le stesse scenografie con personaggi diversi, le stesse battute. Sarà per questo che mi rifugio in realtà non possibili. Ho pensato potesse soddisfare questa mia voglia d’evasione anche The Silence, nuovo film da poco reso disponibile nel catalogo Netflix.

The Silence racconta di creature mai scoperte prima liberate dalla caverna buia che per secoli le aveva segregate. Animali ciechi, ma dall’udito sviluppatissimo vanno a caccia sulla terra emersa, divorando letteralmente qualunque cosa emetta suoni. Nulla più è come prima per una società rumorosissima come la nostra.

È in questo contesto che si sviluppa la storia di una ragazza sorda, Ally, e della sua famiglia in grado di comunicare senza emettere suoni, grazie alla lingua dei segni.

Sebbene però il tutto risulti anche in grado di suscitare il mio interesse, mi rendo subito conto di aver davanti qualcosa di irreale nella già irreale realtà rappresentata. Fin troppe cose vengono forzate al punto da diventare comiche. Perché dai andare a velocità folli su strade costeggiate da un fosso, è preambolo ad un rovinoso cappottamento (prodotto perfino in una pessima computer grafica). Questa è il primo punto di una lunga lista che lascerò a voi redigere per non sottrarvi il piacere di guardare questa comunque piacevole produzione.

Non posso trattenermi dal parlare della “setta dei quieti”, una massa di scemi che a distanza di mezza giornata dall’inizio del pandemonio, decise di tagliarsi le lingue per dare vita ad un gruppo di volenterosi stupratori. “La ragazza è fertile”, dicono per minacciare il capo famiglia, padre di Ally. E partono le mazzate.

Insomma un film che alterna alti e bassi, fino a concludersi come peggio non poteva: in modo scontato.

Francesco Benvenuto

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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