X Factor 11: i nuovi mostri #3

Ultime audizioni, ultima tornata di veri Talenti del pattume musicale.

Un tocco di cultura, un tocco di vera critica musicale: quanto dobbiamo avercela con Ed Sheeran, James Bay e tanti altri (più o meno pseudo) cantautori esplosi negli ultimi cinque anni? Se dagli albori di X-Factor fino a qualche annetto fa il modello di riferimento era il giovine metrosessuale dimenantesi su note alte (di lì Mengoni o peggio ancora Michele Bravi) oggi siamo tornati al cantautore/cantatrice statico, avvilito e al sicuro dai disastri dietro la propria fedelissima chitarra acustica.
Per noi che guardiamo le audizioni di X-Factor perché in desiderio quasi tossico di schifezze musicali è ovviamente un autentico dramma: le telecamere del talent show hanno infatti fatto rapide carrellate su dozzine di figuranti dallo stile bi-folk troppo anonimi per esaltare, ma troppo normali per fare ribrezzo. Tra piogge di quattro sì a individui di cui difficilmente ci ricorderemmo la faccia, però, qualche capolavoro dell’evoluzione siamo ugualmente riusciti a rintracciarlo. Per fortuna.

“Ti manca tanto Arisa, eh?”


PRIMI MOSTRI: I Dado alias Pinco e Panco, 28 anni, infermieri
Dopo esserci scaldati con la sosia di Orietta Berti, rompiamo subito la barriera dello schifo con questi gemellini Psy, con una tristissima versione di I Just Called To Say I Love You che farebbe sbiancare Stevie Wonder peggio di Michael Jackson. Partiamo bene.

SECONDI MOSTRI: Sem & Stenn, 26 anni, liberi professionisti
Si presentano due casi umani vestiti da meccanici della scuderia Village People. Sono già spacciati, eppure hanno la brillante idea di comunicare la (evidente, dai) verità: sono omosessuali. In men che non si dica, la base orribile, l’attacco indifendibile ai Depeche Mode, le voci inesistenti e i balletti sul palco imbarazzanti magicamente non importano più. In questo mare di frociaggine, solo Fedez riesce a ragionare ed opporsi. Ma il cattivo gusto trionfa e riesce incredibilmente a passare. Stiamo volando.

TERZO MOSTRO: Daniele Faustini, 19 anni anni, studente
Dopo troppi “quattro-sì”, talenti al pianoforte e solite storie strappa-lacrimoni, finalmente l’idolo della giornata. Porta sul palco un cartonato grandezza naturale della Ferragni e dice con nonchalanche al fidanzato/promesso sposo che se la vuole bombare come se non ci fosse un domani. Intimorito dalla possibile competizione, Fedez lo esclude per la stupida questione del non saper cantare. Vigliacco.

Le bambole gonfiabili ormai sono superate.

QUARTO MOSTRO: Annabelle Fasoni, 35 anni, impiegata
Con una “esibizione” (usiamo sempre termini esagerati) a metà tra una coreografia di Amici e un gioco aperitivo delle spiagge più coatte di Ostia, si sente in vena di prendere a schiaffi Patti Smith, perché tanto lei l’ha “studiata” (ancora), la canzone. Ritratta poi, proponendo un modesto latino da ballare. Ti rispondiamo nell’altro latino: vade retro. Celere.

QUINTO MOSTRO: Marina Morozova, 30 anni, cantante
A scuoterci dal torpore causato dall’esercito di chitarristi da falò e sangria, ci pensa questo donnone russo che che ci regala una versione da strada (ehm..) dei Queen. Si aggiunge all’imbarazzo nello scambio trash di battute tra la matrioska di Paris Hilton e la Maionchi: “Ma io ho lavorato tanto”, “In che senso?”. Non vogliamo sapere altro.

SESTO MOSTRO: Mara Maionchi, 76 anni, produttrice
Rieccola, la Mara Nazionale che sale prepotente in cattedra. Dopo la giovine maschiaccia figlia della Nannini (brava) e una serie di lampi di bontà nel programma, cede all’improvviso dinnanzi ad una ragazzina apparente vittima di bullismo che canta la Michielin. Ci dicono che si stia commuovendo. Noi abbiamo temuto -dalla medesima espressione- che stesse avendo un coccolone in stile Andreotti.

“Maionchi, quale futuro si augura per i nostri bambini?” (semi-cit.)

SETTIMO MOSTRO: Francesco Pallara, 42 anni, scrittore
Giunge il cugino strano di Gabri Gabra, con baffetto molesto da cocainomane di Medellin e occhiali ignoranti da veterano discotecaro di Rimini, venuto solo per offrirci in dono una perla in musica in cui le uniche parole comprensibili paiono essere “sciam annanz”. Urgono traduttori. No perditempo. Per il momento, nel dubbio, per noi è sì.

OTTAVI MOSTRI: Mr. Everett, 25/29 anni, liberi professionisti
Appaiono dal nulla dei cicciobelli in botta di Bojack Horseman che, con tanto di testa di c(….)ani e cavalli, si ricordano dell’enorme sessualità di un capolavoro come Wicked Game e decidono di tributarla, appunto, stuprandola. Con tanto di ritmo tunz tunz. E passano. Cazzo, passano. Ci tocca vedere i live, santiddio.

NONO MOSTRO: Ricardo William Cabrera Munoz (mr. Papu Dance), 33 anni, showman
Baila come il Papu. Si commuove come una Pupa. E noi facciamo la Popò. Null’altro da aggiungere.

DECIMO MOSTRO: Antonio Colazzo, 62 anni, cantautore
Ormai affiorano sempre meno sprazzi di vero Talento. Ci dona l’ultima scintilla un losco poeta frutto dell’unione di Venditti e dello Iettatore di Bonolis. Stroncato in due secondi da un voto negativo unanime, se ne va sbuffando di essere un incompreso “come Vasco e Battisti”. La voce della Verità. Sic est.


In chiusura, in vista del consueto gioco delle sedie in partenza dalla prossima settimana, facciamo le nostre puntate su quali saranno le assegnazioni delle categorie ai vari giudici, e spieghiamo perché ci piacerebbero.

Mara Maionchi – Under Donne. Dopo una puntata a celebrare sia la ribellione adolescenziale che i milioni di views, ricorderà a tutte le sue allieve le potenzialità della svolta social da amateur su PornHub.

Levante – Gruppi. Sbugiardata la sua indole pop dalla sagacia dei TheGiornalai, cercherà un gruppo di stronzi pop da portare alla celebrità per futuro featuring intellettualoide.

Manuel Agnelli – Over. Capace di sbarellare per le peggiori tamarrate con addosso la maglia degli Afghan Whigs, sarà felice di trovare altri pazzi in crisi di mezz’età e di orientamento musicale.

Fedez – Under uomini. Unico uomo capace di avere il dono dell’ubiquità e farsi rinfacciare di essere diventato l’inutile toyboy della Ferragni sia a X-Factor che a Chi ha incastrato Peter Pan nello stesso giovedì prime time, avrà l’onore di farsi prendere a pisellate da qualcuno più giovane di lui e capace di pronunciare cinque vocali di seguito senza autotune.

Giulio Beneventi

Carpenter, Bowie e Bukowski hanno fatto di me il 90% di quello che sono oggi. Per il resto ci hanno pensato le sigarette, il Jim Beam, i vinili di Coltrane e i manuali di giurisprudenza. Mi sento a mio agio scrivendo solo di notte, dopo trenta flessioni di riflessione e una buona dose di gentil cinismo.
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About Giulio Beneventi

Carpenter, Bowie e Bukowski hanno fatto di me il 90% di quello che sono oggi. Per il resto ci hanno pensato le sigarette, il Jim Beam, i vinili di Coltrane e i manuali di giurisprudenza. Mi sento a mio agio scrivendo solo di notte, dopo trenta flessioni di riflessione e una buona dose di gentil cinismo.

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