L’E3 Nintendo come non lo avete mai conosciuto

Ecco come ci vuole Nintendo: a 90° e sbalorditi!

Un decennio fa, quando andava forte Nonciclopedia presso noi giovinastri, m’imbattei nell’articolo “Deluso di sinistra”: la pagina nonciclopedica su chi da quando è nato vota a sinistra, è costantemente deluso dalla sinistra, e continuerà a votare per sempre a sinistra.
Il nintendaro del XXI secolo è il deluso di sinistra dei videogiochi.
Il susseguirsi di generazioni caratterizzate dalle scarse vendite O dalla scarsa attenzione verso i cosiddetti hardcor gheimerz (quelli che eseguono pratiche a luci rosse sul media videoludico), hanno portato Nintendo ad isolarsi sempre di più, ad arroccarsi in posizioni incomprensibili anche ai suoi adepti più duri, a tradire presunti valori fondanti dei decenni precedenti, fino ad occupare una posizione di marginalità e secondarietà che ha sostituito l’immagine della splendida regina degli anni ‘80 e ‘90, con la escort transessuale con cui provare una tantum il brivido della trasgressione e di pratiche inusuali che è oggi.
Ma il deluso di sinistra non smette mai d’illudersi nel ritorno della Sinistra; spererà sempre che il nuovo partito che periodicamente viene fondato non sia nuovo solo nel nome. Allo stesso modo, il nintendaro spera che Switch non sia solo un nome, ma anche un vero e proprio cambio di direzione. E questo E3 ha confermato (una volta di più) che il vento sta davvero cambiando! (lo sta facendo, vero? vero??…)


Un ibrido mostruoso

L’E3 Nintendo parte nella conferenza Ubisoft (da quanto tempo non succedeva?) con Mario+Rabbids Kingdom Battle. Il gioco tanto rumoreggiato e potenzialmente un pastrocchio schifoso, si rivela essere invece un piccolo gioiellino, che unisce l’umorismo (?) rabbidsiano al Regno dei Funghi, con un gameplay alla Xcom. Insomma, mostruoso nel senso di wowchefigata!

Ricompare nello Spotlight Nintendo in cui ci vengono mostrate le innovative soluzioni di gameplay che verranno sperimentate, come ad esempio il tentacle rape sulla Principessa Peach.

Da segnalare che il game-designer è l’italiano Davide Soliani, che quando Miyamoto in persona l’ha ringraziato sul palco Ubisoft ha sfoggiato una commozione che Michel Ancel levati proprio.


Game is fun

Lo Spotlight Nintendo vero e proprio inizia con la pubblicità del Nintendo Versus, il nuovo programma di giochi competitivi e relativi tornei di Nintendo. Viene così annunciato RocketLeague su Switch, e l’approdo di un Fifa forse finalmente fatto come si deve per la prima volta nella storia di Nintendo. Dopodiché compare Reggie che inaugura un discreto pippone sul divertimento collegato alla sfida, e sul fatto che giocare sia un viaggio. Che poteva essere un ottimo manifesto del videogiocatore, ma in quel momento nella mia testa martellava solo una domanda: “Sì, ma dove ***** è Smash?!
Reggie mi risponde con un interrogativo ancora più pregnante:

e lascia la scena a Xenoblade 2: sequel del pluriacclamato quanto (in Italia) sconosciuto jrpg di epoca Wii, sarà godibile anche senza aver giocato il primo, e promette nuovamente un mondo meraviglioso da esplorare, una storia potentissima e… semplicemente il più assurdo davanzale nella storia dei videogiochi, che apparentemente viene chiamato col metaforico nome di “Elysium”.

Se non ci si diverte, perchè giocare? 😉


Quando il mondo si fermò

A questo punto si entra nel vivo dello spotlight: ci viene mostrato Takahashi, un ometto con una giacca discutibile che a sua volta ci presenta un sessantenne in canottiera dedito a compilare la lista della spesa.

Il vecchietto non si scompone poi troppo per l’invadenza di Takahashi e ci rivela essere nientepopodimenoché il presidente di The Pokémon Company, la compagnia più potente al mondo.
Ci liquida in poche parole dicendoci che ebbene sì, la serie main di Pokèmon arriverà su Switch, ci stanno già lavorando, voi comunque intanto buttate i vostri soldi su UltraSun/Moon sul catorcio a 2 schermetti, ora vado che devo ancora lavarmi i denti, ciao.
E la grande sorpresa dell’E3 sembrava essere proprio questa (non quella sull’igiene orale di Ishihara…).
Poi però cambia tutto: su schermo appare una nebulosa che si consolida in un numero su uno sfondo cosmico.

Nintendo dà il voto all’E3 Sony e Microsoft.

Fortunatamente nello spazio nessuno può sentirti urlare la tua hype-reaction per l’annuncio dell’anno, Metroid Prime 4 su Switch!
E questo è stato precisamente il momento in cui Nintendo ha vinto l’E3.
A noi tutti in spasmodica attesa di vedere le prime immagini, (forse financo un video di gameplay!), però Nintendo ci spiazza mostrandoci un video del nuovo Yoshi Switch (titolo provvisorio: Yoshi Switch) che non era esattamente quello che stavamo aspettando, e spero che la bava caduta dalla bocca per MP4 non bagni la carta e cartoncino su cui è realizzato, ma insomma, sembra bellissimo anche questo.

Lo Yoshi milanese e lo Yoshi napoletano.

Ma per quei trivialoni che proprio non possono stare senza immagini e gameplay (uff, che noiosini che siete…), Nintendo apre la Treehouse con l’annuncio di Metroid 2: Return of Samus per 3DS (ma il gioco è in 2(.5)D…) un remake (e assolutamente non un remaster) dell’omonimo gioco del ’91 per GameBoy.
E con un Metroid in 2D e un Metroid in prima persona in 3D contemporaneamente, sembra di tornare al 2002, l’eccezionale anno di uscita di Metroid Fusion e di Metroid Prime.
Maledetta Nintendo che punta sempre sulla nostalgia!


Parentesi poco rilevante prima del gran finale

C’è un nuovo gioco di Kirby, un musou di Fire Emblem, Skyrim su Switch con contenuti esclusivi e motion control opzionali, ci vengono mostrati i dlc di Zelda Breath of the Wild, e i suoi amiibo, fra cui questo:

Campione di cosa, esattamente?


It’s freedom like you never knew

Compare un prato verde, in secondo piano ai lati due montagne con cascate, sullo sfondo il cielo aperto. Uno scenario idilliaco e apparentemente illibato. Uno stormo di uccelli si alza in volo, spaventato da un possente rumore di passi. Entra in scena un Tirannosauro, sferza l’aria con la coda e ruggisce. In un momento di accesa delusione sinistroide mi dico “Ah, è Monster Hunter World pure su Switch…”. Poi però il dinosauro si accorge -e noi con lui- che sulla testa ha un berretto rosso con una M stampata sopra.
E sulle deliziose note swing e jazz di uno dei main theme più belli degli ultimi 10 anni, vediamo un Mario che corre, salta, guida un vespino (???), s’improvvisa mariachi, in una simil-New York, nel deserto messicano, nella preistoria, dove caspita gli pare; e su tutto lancia cappelli, raccoglie monete, penetra nel corpo di rane, onesti cittadini, goomba e creature assortite.

Qui il mio cuore si è fermato, e le sacche lacrimali sono esplose.

In un continuo cambio di stile e situazioni, Mario parte per un’Odissea che sembra promettere davvero una libertà come mai abbiamo conosciuto in questo genere, che Nintendo, di esso splendida regina, rinnova e reinventa ancora una volta. Col suo cappello magico Mario può fare di tutto, dall’afferrare monete lontane a creare nuove piattaforme, dal prendere controllo di animali a poter guidare taxi e carri-armati, convertendo il vecchio sistema dei power up in uno in cui qualunque (o quasi) elemento dello scenario diventa esso stesso un power up, un nuovo modo di affrontare questo incredibile viaggio e superare ogni genere di situazioni con, pare, assoluta libertà di scelta per il giocatore. Lo Spotlight si chiude con l’immagine del Tyrannomarius Rex, il vecchio dinosauro ancora in grado di far tremare il mondo anche solo ruggendo e quanto mai lontano dall’estinzione, metafora perfetta di Super Mario e di Nintendo tutta.

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