Remastered – Altre speranze in alta definizione

Altre remastered che voi per primi vorreste

Nel precedente stage abbiamo disquisito riguardo cinque perle che quei cattivoni delle software house non vogliono riesumare. Ogni tanto ciò è giustificato, visto che hanno chiuso i battenti (Croc, riposa in pace, simpatico figlio di una lucidissima borsa di pelle), altre volte semplicemente si vuol guardare avanti, altre volte ancora sono solo dei figli di drago viola.

In un’annosa riunione redazionale, fatta di tè, biscotti al burro e grappa distillata da monaci monegaschi, abbiamo rievocato alla mente pixel e poligoni che sono riaffiorati nella loro fulgida, meravigliosa bassa risoluzione. Come ogni buon seguito, speriamo di non fare schifo, ed ecco a voi altre remastered che vorremmo sugli scaffali sugli store digitali al più presto (o un giorno o l’altro, basta che vengano realizzate, insomma).

Pandemonium

La Crystal Dinamic, la cara, vecchia Crystal Dinamic. La cara, vecchia, defunta Crystal Dinamic. Pandemonium è figlio dei suoi tempi, del treddì che abbraccia il dueddì e insieme creano mondi coloratissimi, spigolosissimi, bellissimi (per i tempi). Dinamico, tecnicamente all’avanguardia per l’epoca e personale fonte di disprezzo nei confronti dei possessori di PlayStation, dato che è stato uno dei primi esempi di razzismo computeristico: nel 1997 il sottoscritto possedeva un Personal Computer con Pentium 166MMX, 32MB di Ram e scheda video Matrox Mystique da 2MB. La versione per calcolatori di Pandemonium necessitava obbligatoriamente di una scheda acceleratrice 3D, meglio nota come Voodoo 3Dfx. Ho potuto giocarci solo anni dopo. Voglio essere ripagato per tale onta.

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Tombi!

Cavernicolo punk con tendenze glam. Un adorabile stronzo. Tombi è l’ennesimo platform che prende spunto dalle meccaniche più classiche e quelle innovative di Rayman. Nulla di nuovo sotto il sole, dunque. La creatura di Whoopee Camp tuttavia aveva carisma da vendere (vedasi caratterizzazione estetica del personaggio principale sopra). Controlli responsivi, un esempio di come l’essere bidimensionali in cui è partita la rincorsa allo spigoloso poligono può essere ancora un’arma vincente. Le vendite andarono bene ma non benissimo, nonostante ciò è rimasto nel palpitante cuoricino di molti ex brufolosi preadolescenti, tra una pippa e l’altra. Pubblicare ora una remastered di Tobi avrebbe l’ulteriore vantaggio di cavalcare l’onda nostalgica del dueddìemmezzo, sulla falsariga di Castlevania e compagnia bella.

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Syphon Filter

Un buon compromesso tra action e stealth, meccaniche ingegnose per l’epoca e per di più geniali. Peccato che il tempismo non è nel dna dei ragazzi di Eidetic (gli stessi di quell’abominio di demo spacciata per gioco di merda di Bubsy 3D). Aggiungeteci poi il fattore sfiga immane e il gioco è fatto: osannato dalla critica, apprezzato da quei pochi che l’hanno comprato, criticato ingiustamente da una massa indeforme che lo credette un clone strano di Metal Gear Solid, anche se i concetti applicati e le premesse delle due esperienze videoludiche sono piuttosto differenti. Una remastered renderebbe giustizia a questo piccolo capolavoro.

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Soul Reaver

Spolpato. Letteralmente. Un po’ come il simpatico Raziel, vampiro rachitico e con la scoliosi. Più che il seguito, che ne rinvigorisce i pregi, è proprio il secondo capitolo della serie (si, secondo capitolo capitolo, dato che prosegue le vicende narrate in versione isometrica in Blood Omen). La Crrystal Dinamic, che grande software house. All’epoca non sbagliava un colpo nemmeno se ci si metteva d’impegno. Non mi dilungo oltre, ma vi dico solo questo: immaginatevi una remastered in 4K e con una definizione poligonale che solo il 2018 può offrire. Ecco, ora piangete. E io vado a spolverare il ciddì di Soul Reaver.

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Tenchu

Discretamente complesso nelle dinamiche ninja-stealth e con una protagonista femminile discretamente gnocca, il titolo sviluppato da Acquire (che è ancora attiva nonostante la serie sia ferma al 2009) aveva il pregio innegabile di dare un ruolo da protagonista al sangue che schizza, e al suo rumore. Una tonnellata di sessismo (i nemici potevano decidere di risparmiarti per “rispetto” se giocavi col personaggio maschile, con quello femminile erano subito colpi di spada) e dialoghi improbabili erano le ciliegine ignoranti di un gioco di immensa qualità. Che gioverebbe del remaster quantomeno per non avere un field of view di 20 cm.

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Bubsy 3D
Sarebbe da buttarlo in accaddì giusto per creare panico e come memento mori per tutti: disonore, disonore sulla tua famiglia, disonore su di te, disonore sulla tua mucca (cit.).

 

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Andrea Mariano

About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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