Storie di ordinari Pokémon- Nakano e Magikarp

magikarp

Perchè Nakano ha deciso di finire Pokémon Sole e Luna con Magikarp? Non lo so, non lo capisco.

 

Dopo Pokémon Go, adesso tocca a Pokémon Sole e Luna. Se prima l’app ha riempito strade e parchi di gente impazzita al limite della scelleratezza per trovare un Dragonite (me compreso, anche se per poco), adesso tocca al titolo per console scatenare ondate di fan che ci informano tramite il webbe dei loro prodigi su Nintendo 3DS. Ma non voglio parlare di Pokèmon Sole e Luna, anche perché non lo sto giocando, bensì della notizia di oggi: una ragazza giapponese, il cui profilo Twitter è @Nakano_Official, ha completato il gioco usando solo Magikarp.

È risaputo come Magikarp sia un pokémon pressochè inutile per tutti tranne per coloro che, dotati di una buona dose di pazienza, riescano a farlo evolvere nel più magnificente Gyarados. Non si capisce bene chi per primo si sia accorto della testimonianza di Nakano, forse Forbes o forse qualche altro, fatto sta che Nakano adesso è l’eroina per coloro che amano i magnifici mostriciattoli satanici.

La cosa che più sorprende è però la vanità di Nakano stessa. La traduzione del tweet con cui viene annunciata la prodezza è più o meno questa: “Sono riuscita a raggiungere la Sala d’onore di Pokémon Sole e Luna usando solo un Magikarp che ho catturato! Stasera si mangia sushi!”.

nakano

La verità è che Nakano può essere osservata da due punti di vista. Il primo punto è sicuramente l’ammirazione, anche da parte di chi scrive. Anche io ho giocato la mia dose di Pokémon (Oro, Argento, Soul Silver, e sì, sono ripetitivo) e so che occorre tanta pazienza per finirli. Non oso pensare a quanta forza di volontà ci voglia per finire il gioco osservando per N volte la scritta “Magikarp usa splash. Non succede niente”, ma riesco a comprendere che il sacrificio valga la pena di essere fatto dal momento che l’impresa è sicuramente più unica che rara.

L’altra prospettiva è inevitabilmente quella del “ma che cazzo fa?”. Dopo aver letto la notizia questa mattina, il mio interesse non era rivolto né ai metodi che Nakano ha usato contro i Pokèmon di tipo spettro né alla quantità di pozioni e superpozioni che ha dovuto utilizzare per sfinire gli avversari. Sicuramente la tecnica è da ammirare, dal momento che –si dice– la ragazza abbia deciso di attendere che gli avversari finissero i loro punti mossa e non potessero più attaccarla. In realtà la ragazza ha usato la mossa Flagello per attaccare gli avversari, sfruttando il fatto che meno punti vita ha chi utilizza la mossa, più sono i danni arrecati da Flagello. Contro i pokémon di tipo Spettro, invece, Nakano ha utilizzato Scontro, dal momento che Flagello -attacco di tipo normale- sarebbe risultata inutile.

Accanto a questo genio misto a sregolatezza c’era e c’è tuttora una vocina che mi sussurra “Ma perché? Cosa ne guadagna?”. Di getto direi la gloria, perché il risultato è rimbalzato per tutta la Rete in maniera più che amplificata. Ma in realtà non riesco a darmi una risposta sensata. Non capisco perché qualcuno debba volere complicarsi la vita, anzi, non capisco perché si debba decidere di voler stravolgere completamente l’esperienza di gioco e far diventare Pokémon Sole e Luna un DLC di Dark Souls con la grafica a cartone animato. Più che individui armati di pazienza, bisogna avere una sana dose di follia e (forse) zero vita sociale per decidere portare avanti una dose del genere. No, niente forza di volontà.

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Non voglio influenzare nessuno, ma mettere a nudo una sola statistica: Pokémon Sole e Luna sono usciti il 18 novembre in Giappone, mentre Nakano ha twittato la fine del gioco con tanto di immagini il 23 novembre, appena sei giorni dopo. Questo però non vuole essere un giudizio ma solo un’opinione personale, ribadendo che risposta sensata al mio “perché?” non c’è. L’ho chiesto anche a Nakano, che ha più di diecimila follower su Twitter, nella speranza che la sua risposta possa aprirmi la mente. Ma a dir la verità non ci spero poi così tanto.

Alessandro Naimo

Alessandro Naimo

Cerco di appassionarmi al marketing per sopravvivere. Spazio dalle arancine alla musica agli Happy Three Friends. Terrone dentro, morbido fuori.
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