Deep Steam: Make America Great Again

Il meglio del politicamente scorretto di Steam in un titolo però fin troppo realistico.

Il vero bello di Steam è che non c’è nessun filtro di politicamente corretto o di umanamente accettabile sui titoli da mettere in vendita, e che anzi, al contrario, ogni evento politico di risonanza mondiale sollecita stuoli di sviluppatori più o meno talentuosi a offrire la loro goliardica visione della questione. A qualche mese dal clamoroso insediamento del buon Donald nella Casa Bianca, mentre il pel di carota fa già ridere abbastanza parlando di attentati fantasma in Svezia e non stringendo le mani a vari premier di superpotenze, mi salta all’occhio tra i titoli in offerta un giochino “strategico” che fa suo lo slogan del 45° presidente degli Stati Uniti: Make America Great Again! Impossibile non indagare.

Al prezzo di un euro scarso, sicuramente, non ci si poteva aspettare la profondità di un Europa Universalis: il gameplay prevede che si vada in giro in elicottero sopra un mal disegnato planisfero creando scompiglio nelle potenze avversarie, senza però fare crescere barra di World Anger a livelli irreversibili (cosa che porterebbe alla Terza Guerra Mondiale, e di conseguenza al definitivo game over). Per fare ciò è possibile utilizzare missili di vario potenziale devastatore (upgradabili nel corso della campagna) oppure lanciare direttamente delle aggressioni armate in territorio nemico, semplicemente sorvolando il territorio da invadere e pigiando i tasti C o Z. Nel frattempo, per tenere il mondo buono e far finta di star portando avanti un operato irreprensibile ed eroico, è possibile lanciare su popoli che ne hanno bisogno spedizioni di aiuti umanitari, sotto forma di risorse energetiche oppure di cibo (quest’ultimo rappresentato per qualche motivo dal logo dei Chicago Bulls). Nel mio caso mi è capitato di lanciare cibo nei pressi del Cristo Redentore, poi di dare una mano energetica al Regno Unito (nazione tipicamente in disperato bisogno di aiuti impacchettati in casse), e poi di tornare a spedire cibo in Corea del Nord giusto qualche secondo prima di sfondarla di missili.

Proseguendo con trattative commerciali e bombardamenti in ordine sparso, l’obiettivo finale del gioco è portare al livello più alto per ogni stato l’amore o la paura (o entrambe) nei confronti dell’America, potenziare l’esercito a Stelle e Strisce fino ad un livello di manifesta imbattibilità, e ridurre a 0 un debito pubblico inizialmente a 14 cifre. Con ogni nazione è possibile portare avanti transazioni di compravendita di barili di petrolio, casse d’armi e cibo, sfruttando le informazioni sui mercati finanziari che vengono cortesemente elargite dal telegiornale che spunta periodicamente in basso a destra, condotto logicamente da Pepe The Frog. E nel frattempo, sfruttando l’elicottero cui ci si tiene aggrappati alla Die Hard, è possibile sfidare i militanti dell’ISIS in un minigioco di confronti revolver vs lanciamissili, facendone stragi e cementando la fiducia del mondo nei confronti del proprio svolazzante riporto.

 

Le offerte di Make America Great Again si esauriscono purtroppo, però, in queste semplicissime meccaniche, e presto il vero perno del gioco rimane il noioso sistema di compravendita di risorse, che grazie ai tassi di cambio permette di ottenere i dollari necessari per il compimento degli altri obiettivi di potenziamento nazionale. La cosa più spassosa, in ogni caso, resta il campionario di cazzate (per lo più raccolto dai munifici thread di Reddit, come dichiarato nel menu principale) che allieta le finestrelle in cui Donald dà a se stesso le motivazioni per le sue azioni. Cose nemmeno troppo distanti dalla realtà, peraltro: “Kim Nung Un is a baby – we’ll make him fear America more than the globalists. Nobody will get too angry if we bomb him“.

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
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About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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