La Nostalgia fa 90: MediEvil

MediEvil - Mausoleo

Quel gioco con quello strano scheletro farfuglione con un occhio solo e senza mascella che lancia il braccio come un boomerang[1] 

È notizia di pochi giorni fa la chiusura da parte di Sony degli studi Guerrilla Games Cambridge, già noti tra il 1997 e il 2011 come SCE Cambridge Studio, e famosi soprattutto per aver dato vita all’eroico Sir Daniel Fortesque (Dan per gli amici), protagonista di MediEvil. Sembra quindi non sia prevista a breve la tanto auspicata rimasterizzazione di questo grande classico. Nella speranzosa attesa di veder rivivere un giorno Sir Fortesque in alta definizione, nessuno ci impedisce comunque di farci prendere ora da un potente attacco di nostalgia e ricordare e/o rigiocare il primo MediEvil in bassa definizione e con i soliti difetti: la scarsa precisione dei movimenti di Dan e, soprattutto, quell’odiosissima telecamera instabile che eternamente continua ad orbitargli attorno. Due difetti che, combinati, portano a N morti sciocche ed evitabilissime e, di conseguenza, al sorgere di rabbia e frustrazione che non possono non sfociare in potenti scariche di imprecazioni e bestemmie.

*un agghiacciante sogghignare*

Ambientato in epoca tardo medievale nell’immaginario regno di Gallowmere, MediEvil offre in forma di videogioco una sorta di sintesi tra una fiaba ed un romanzo gotico con l’unione di elementi fantastici e fantascientifici, comici ed inquietanti. Ruolo di notevole importanza nella creazione della giusta atmosfera è giocato dall’epica colonna sonora. A completamento di un ottimo comparto audio troviamo inoltre un simpatico doppiaggio che dà un tocco di comicità e contribuisce a stemperare la tetra aura del gioco. Ogni personaggio si esprime infatti in modo caratteristico e caricaturale, spesso con una forte inflessione dialettale. Dan invece no. Egli si esprime in un perfetto italiano. Che poi lui è muto, non parla veramente. È più una sorta di trasmissione del pensiero. Chiamatela empatia, chiamatela telepatia. Fatto sta che, nonostante la pesante menomazione, tra un mugugno e un borbottio, tra un bofonchiamento e un brontolio, il nostro impavido eroe riesce sempre a comunicare il suo pensiero in modo perfettamente intelligibile.

Antagonista è il malefico necromante Zarok che, cento anni dopo la sua prima sconfitta, è tornato per vendicarsi, conquistare Gallowmere e sottometterne gli abitanti. Per riuscirvi lo stregone ha ipnotizzato i vivi, assoggettandoli al proprio volere, e riportato in vita i morti. È in questo modo che torna in vita anche Sir Fortesque, il quale si risveglia all’interno della sua cripta cento anni dopo il suo decesso, avvenuto proprio in occasione della prima battaglia contro Zarok. Nonostante fosse caduto in modo inglorioso, fatalmente colpito ad un occhio da una freccia vagante al primo attacco nemico, per una serie di equivoci Sir Fortesque è divenuto post mortem eroe nazionale e salvatore della patria. Soldato d’alto rango pigro, codardo e mediocre da vivo, ha ora l’opportunità di riscattarsi da non-morto e di meritarsi tutti gli onori che ingiustamente gli sono stati tributati per un secolo.

MediEvil - Zarok

Zarok

Resosi conto d’essere l’unica speranza di salvezza per Gallowmere, lo smilzo cavaliere si mette dunque sulle tracce del fetido necromante seguendone la miasmatica scia attraverso cimiteri, foreste incantate, paludi, formicai, manicomi, castelli infestati e campi di grano gremiti di spaventapasseri assassini. Tutti luoghi pullulanti di servi di Zarok, morti viventi, vivi morenti, demoni e creature fantastiche d’ogni sorta, tutti pronti a fare la pelle al povero Dan. Il nostro eroe non può però di certo pensare solo a salvare la pelle le ossa; per sconfiggere una volta per tutte Zarok deve eliminare il 100% dei nemici presenti in ogni livello. Solo dopo aver debellato ciascuna area da ogni incarnazione delle forze del male sarà infatti possibile raccogliere il relativo Calice delle anime. Tale dimostrazione di coraggio e valore sarà ogni volta premiata con il permesso di accedere alla Sala degli eroi, una sorta di Valhalla in cui Sir Fortesque potrà incontrare i più grandi eroi della storia che gli faranno dono di nuove armi più potenti.

MediEvil presenta comunque sfide ben più complicate della semplice conquista del Calice, che pure a volte può essere problematica. Sto parlando dei vari enigmi su cui rompersi la testa per ore e ore, impossibilitati ad andare avanti e condannati a vagare in lungo e in largo, avanti e indietro, ancora e ancora per tutto il livello alla ricerca di un qualche passaggio segreto o di un misero indizio che permettesse di capire cosa fare. Ricordo d’aver perso più di una sessione di gioco per superare Il villaggio addormentato e Il Segnatempo. Nel primo caso a complicare ulteriormente le cose c’era anche un esercito di civili ipnotizzati a massacrare di botte il malcapitato Dan durante la sua esplorazione. Oltretutto non v’era neanche possibilità di reagire dato che l’eliminazione degli abitanti del villaggio avrebbe compromesso la conquista del Calice. E così, mentre si passava da un edificio all’altro, si era costantemente rincorsi e colpiti dalle padellate di allegre casalinghe sempre canticchianti e dalle accettate di baby gang di ragazzine assetate di sangue.

MediEvil - Il villaggio addormentato

Una tipica famigliola de Il villaggio addormentato.

Interamente costituito da una serie di enigmi è il livello Il parco del manicomio. Per riuscire a superarlo occorre risolvere tutti gli indovinelli posti da Jack del Bosco. Tra tutti in particolare ce n’è uno del quale non sono mai riuscito a comprendere la logica: quello del pagliaccio. Per risollevare il morale di un pagliaccio depresso bisogna rivolgere verso di lui il lato con la faccia sorridente di alcune lastre di pietra a due facce. Dopo i primi tentativi, fatti cercando di seguire un metodo razionale, i secondi, fatti ruotando le cinque lastre in ordine in tutte le combinazioni possibili, e i terzi, fatti ormai in preda alla disperazione correndo e tirando fendenti di spada a caso a destra e a manca, implorando il gioco di avere pietà e lasciarmi andare avanti, riuscii infine a farcela in un qualche modo che non ricordo.

MediEvil - Parco del manicomio

“Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto; in una smorfia il singhiozzo e ‘l dolor… Ridi, Pagliaccio, sul tuo amore infranto! Ridi del duol che t’avvelena il cor!”

Oltre agli enigmi c’è almeno un altro elemento ricorrente in MediEvil: il labirinto. Un labirinto è il già citato Parco del manicomio e un labirinto è anche il livello più spaventoso e angosciante del gioco: Le caverne delle formiche, un intricatissimo complesso di cunicoli sotterranei completamente al buio e brulicanti di milioni di formiche della grandezza di Dan (o meglio della grandezza del Dan rimpicciolito a grandezza formica). Nonostante si trattasse di un livello secondario, accessibile da La terra incantata solo dopo aver evocato la Strega della Foresta, l’adempimento della missione affidataci dalla vecchia fattucchiera (il recupero di sette pezzi d’ambra sparsi per il formicaio), era premiato con l’arma più micidiale dell’intero gioco: la Coscia di pollo. Capace di trasformare istantaneamente al contatto qualunque nemico in un pollo arrosto, il suo utilizzo segnava la differenza tra uomo e mezz’uomo. Se avete completato il gioco con meno di 30 cosce di pollo, valete meno della metà di un Peregrino Tuc (arrotondando per eccesso).

[1] È così che Chris Sorrell, padre di MediEvil, si augura venga ricordato il gioco da lui ideato.

Antonino Lena

Antonino Lena

Classe novanta ma abbastanza novantenne dentro. Infedesso procrastinatore seriale. Relativamente nostalgico degli anni Novanta (fino al millenovecentonovantasedici) e di altre epoche non vissute. In breve una sorta di ibrido allo stato bradipo tra Brontolo (il nano), Brontolone (il puffo) e Paperino (il papero).
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About Antonino Lena

Classe novanta ma abbastanza novantenne dentro. Infedesso procrastinatore seriale. Relativamente nostalgico degli anni Novanta (fino al millenovecentonovantasedici) e di altre epoche non vissute. In breve una sorta di ibrido allo stato bradipo tra Brontolo (il nano), Brontolone (il puffo) e Paperino (il papero).

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