La Nostalgia fa 90: Tombi!

Marmocchi selvaggi dai capelli rosa, gioielli rubati, funghi allucinogeni e maiali insaccati

C’era una volta un ragazzo dai lunghi capelli rosa e dai canini aguzzi che conduceva una tranquilla vita allo stato brado in mezzo ad una natura incontaminata. Il suo nome era Tomba, meglio conosciuto in Italia come Tombi (verosimilmente così ribattezzato per evitare che venisse confuso con l’omonimo sciatore emiliano). Ad ogni modo, costui, cioè il ragazzo dai capelli rosa, era il protagonista di un gioco per Play Station della Whoopee Camp che da lui prendeva il nome, Tombi! o Tomba!, a seconda della versione. Uscito sul finire del 1997 in Giappone ed arrivato in Europa l’anno successivo, è un platform che dimostra qualche anno in più di quelli che effettivamente ha, colpa di una dozzinale grafica in “2.5D” in un’epoca in cui cominciavano a riscuotere successo giochi ambientati in vasti mondi interamente tridimensionali come Spyro.

Un fior di pesco culiforme ci accoglie a suon di scoregge nel primo livello di gioco.

La storia di Tombi, o quantomeno l’incipit, presenta una serie di affinità con Dragon Ball: un ragazzino dai capelli scompigliati e dalla forza straordinaria vive da solo dopo esser rimasto orfano del nonno al quale era tanto affezionato e che gli ha lasciato in eredità un oggetto prezioso: un bracciale d’oro per Tombi, una sfera del drago per Goku. Nel caso dell’eroe dai capelli rosa il punto di rottura dell’equilibrio iniziale è il furto del bracciale da parte di una banda di porci antropomorfi, detti Maiali Koma, che da questo momento in poi diverranno suoi nemici giurati.

Entro un anno ognuno di voi, giovani porci che ora sedete davanti a me, morirà tra alte grida sul ceppo. Tutti siamo destinati a quell’orrore. Mucche, maiali, galline, pecore. Tutti.

Per ritrovare il bracciale del nonno, Tombi comincia quindi a dare la caccia ai Koma ma scopre ben presto di dover prestare attenzione a molte altre insidie lungo il suo cammino: perfidi uccellacci, monocole meduse fluttuanti nell’aere, ragni giganti, coccodrilli blu corazzati e voraci piante carnivore. Quale che sia il nemico da affrontare, comunque, la manovra che permette di farlo fuori è sempre la medesima: saltargli addosso afferrandolo da tergo e azzannandolo alla nuca, fare una capriola in aria e scagliarlo da qualche parte uccidendolo sul colpo. Tombi infatti inizialmente non è dotato di armi se non un poco utile sfollagente, una piccola palla chiodata che si limita a stordire i nemici. Solo più avanti si entrerà in possesso di una serie di armi più efficaci come i boomerang di legno, di pietra o di ferro. Considerato che Tombi indossa solo un paio di pantaloni, è poi lecito chiedersi dove tenga tutto ciò che raccoglie e porta seco durante le sue avventure, armi comprese. Evidentemente i programmatori devono essersi posti questo problema e hanno deciso di svelare l’arcano già alla fine del primo livello, mostrandoci in che modo egli consegna al Vecchio Centenario i piccoli pulcini precedentemente raccolti schiudendo uova grosse il triplo dello stesso Tombi.

Tombi rimette in libertà i pulcini

La risposta dunque è molto semplice: Tombi ripone tutti gli oggetti raccolti all’interno del suo stomaco-borsa-di-Mary-Poppins. Ma l’incontro con l’anziano canuto non si limiterà a questa fantastica rivelazione. Con la rassicurante voce di Aku Aku, il Vecchio Centenario ci svelerà che i Koma ai quali stiamo dando la caccia non sono altro che servi dei Sette Maiali Cattivi, una congrega di porci stregoni che per non meglio precisati motivi ha lanciato un incantesimo sul mondo intero causando ovunque cataclismi e sconvolgimenti vari. Dopotutto, “come tutti gli altri esseri animati, il maiale ama cambiare“, diceva già Aristotele.

Per ristabilire l’ordine Tombi deve quindi vagare per il mondo alla ricerca di sacchi magici con i quali poter catturare i Sette Maiali Cattivi. Trovare e insaccare i sette suini non è comunque proprio semplice perché per riuscirvi si è costretti a superare una serie di eventi (130 in tutto) sparsi in modo disordianto per tutto il mondo. Il gioco infatti non si sviluppa in modo lineare ma costringe ad errare avanti e indietro attraverso livelli ramificati e labirintici e capita spesso di ritrovarsi bloccati, senza sapere come procedere, cosa fare o dove andare. Peraltro a rallentare e complicare ulteriormente il peregrinare del giocatore ci saranno sempre gli stessi nemici, i quali, seppur già sconfitti una volta, continueranno a rigenerarsi e riapparire all’infinito. Tra tutti i livelli sono da ricordare in particolare La casa stregata, livello dalla tenebrosa atmosfera, abbastanza intricato e al quale bisognerà tornare più volte, e La foresta dei funghi, luogo inquietante in cui crescono due tipi di funghetti capaci di alterare lo stato d’animo di Tombi e di qualunque personaggio/cosa gli sia vicino: il primo causa allegria e fa scoppiare il protagonista in fragorose risate; il secondo ha l’effetto opposto ed è causa di tristezza, disperate crisi di pianto e scorrazzamenti impazziti. Entrambi hanno inoltre il potere di rendere Tombi incapace di attaccare fintantoché sarà sotto il loro effetto.

Tombi - Foresta dei Funghi

Risus abundat in ore stultorum.

Insaccati tutti i Sette Maiali Cattivi, si scoprirà però infine che neanche questi stavano in cima alla piramide delle forze del male. Anch’essi infatti prendevano ordini da qualcuno che stava più in alto, al di sopra di tutti, il Vero Maiale Cattivo, el Gran Visir de tücc i porcùn, capo e padre di tutti i suini, custode di tutto l’oro rubato dai Koma. Solo dopo aver insaccato anche lui si giungerà al lieto fine. Personaggio inquietante e misterioso, la vera identità del Vero Maiale Cattivo è tuttora fonte di speculazioni e accesi dibattiti tra gli studiosi di tutto il mondo. C’è chi dice che alla fine sia morto. C’è chi dice che non lo è, “baggianate!” pensa lui (Rubeus Hagrid). C’è chi dice che dietro la sua identità non si celi altro che James Potter (Severus Piton). C’è chi dice no (Vasco Rossi). C’è chi dice no e non ne vuole sapere (Mario Magnotta).

Tuo padre era un maiale!

Antonino Lena

Antonino Lena

Classe novanta ma abbastanza novantenne dentro. Infedesso procrastinatore seriale. Relativamente nostalgico degli anni Novanta (fino al millenovecentonovantasedici) e di altre epoche non vissute. In breve una sorta di ibrido allo stato bradipo tra Brontolo (il nano), Brontolone (il puffo) e Paperino (il papero).
Antonino Lena

About Antonino Lena

Classe novanta ma abbastanza novantenne dentro. Infedesso procrastinatore seriale. Relativamente nostalgico degli anni Novanta (fino al millenovecentonovantasedici) e di altre epoche non vissute. In breve una sorta di ibrido allo stato bradipo tra Brontolo (il nano), Brontolone (il puffo) e Paperino (il papero).

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