Corto Maltese, un eroe che incarna lo spirito del suo autore

Corto Maltese - In Media Rex - 01

“Tutto, nella ballata, segue il ritmo delle rotte marine che racconta anche la psicologia dei personaggi, che si amano dopo essersi sparati addosso, o si uccidono per amicizia, e perdono il controllo, e si reinventano, con una discendenza, una cartella clinica a ogni pagina” Umbero Eco

 

Era l’ormai lontano 1971 quando ad opera di Hugo Pratt venne pubblicata la prima puntata di un lungo romanzo a fumetti dal titolo “Una ballata nel mare salato”, storia che sarebbe poi diventata un vero e proprio testo sacro del fumetto moderno. Dalla prima tavola si intuiva che le cose nel mondo della china stavano per cambiare radicalmente. La voce narrante della storia è infatti un narratore d’eccezione che mai si era visto prima, l’Oceano Pacifico: “Sono l’Oceano Pacifico e sono il più grande di tutti, mi chiamano così da tanto tempo, ma non è vero che sono sempre calmo”. Era chiaro quindi, dal principio, che il lavoro di Pratt non era la “solita storia a fumetti”, ma qualcosa che andava oltre e chiedeva ai lettori uno sforzo di coraggio per affrontare e capire i personaggi che gli venivano presentati, tutt’altro che di semplice interpretazione e lettura. Uno di questi personaggi, che a oggi è un’icona internazionale di stile e romanticismo, è Corto Maltese, protagonista della ballata nel mare salato ed altre mille tavole…

Corto Maltese - In Media Rex

Romantico, bello, sicuro, giramondo solitario e avventuriero romantico. Tutti questi aggettivi non possono che dare una piccola idea delle sfaccettature del marinaio più famoso dei fumetti. Dallo sguardo magnetico e il sorriso beffardo, Corto viaggia per il mondo e il lettore con lui. Da Venezia (a lui tanto cara) a Hong Kong, passando per Rimini, Ancona, Samarcanda e Stonehenge, il marinaio è guidato dal caso alla ricerca di tesori nascosti, amici in difficoltà o scomparsi con la sempre grande voglia di vivere in libertà. Nonostante il suo essere uomo di mondo, Corto è però distaccato e disilluso dalla vita, come se quest’ultima non lo toccasse e lui passasse leggero, come un fantasma su una terra che non gli appartiene e non gli dà pace. Il suo essere smaccatamente fatalista lo porta ad utilizzare un’ironia pungente, con cui trasforma le sconfitte in virtù, gli insuccessi in lezioni da imparare e i suoi nemici stessi sono portati ad avere rispetto e reverenziale ammirazione verso la sua figura, verso la sua persona.

Corto Maltese - In Media Rex

A fare da cornice alle storie di questo personaggio così intrigante e controverso, il mondo. Un mondo dipinto da Pratt in maniera delicatissima e ricca di sentimento. Poche pennellate di acquarello danno vita a luoghi che comunicano senza bisogno di parole, dalla spiaggia gremita di gabbiani che volano verso il mare alle atmosfere del deserto, dalla giungla più fitta ai mercati del Cairo. La linea della matita di Pratt denota una grandissima abilità grafica ed una sconcertante facilità nel tracciare le linee essenziali. Segno distintivo della sua arte sono le scene “mute”, ovvero le sequenze narrative prive di qualunque dialogo, utilizzate magistralmente in momenti di massima drammaticità o fortemente concitati. Metafore visive di grande impatto emotivo, in cui le parole non sono necessarie.

Corto Maltese - In Media Rex

Tutti questi elementi fanno sì che il lettore diventi “proprietario” del personaggio, immergendosi nella lettura, essendo scattato l’immancabile meccanismo di immedesimazione, quello che gli permette di appropriarsi di una parte della sua personalità, di un pezzo di anima del marinaio che vaga tra i flutti d’inchiostro e colore, tra le increspature della carta, immerso in vicende di un mondo sempre più lontano dall’oggi presente, eppure proprio per questo sempre più affascinante e magnetico per il lettore Corto Maltese.

“Corto Maltese non morirà, Corto Maltese se ne andrà perché in un mondo dove tutto è elettronica, è calcolato, tutto è industrializzato, è consumo, non c’è posto per un tipo come Corto Maltese” Hugo Pratt

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