Mafalda. La rivoluzione è una bambina ribelle

“E non sarà che a questo mondo c’è sempre più gente e sempre meno persone?”

Nata dalla matita dell’argentino Joaquín Lavado, in arte Quino, Mafalda dà il suo nome all’omonimo fumetto. Ispirata alla bambina di un romanzo di David Viñas, “Dar la cara”, Mafalda è una bambina dall’animo ribelle che si interroga su tematiche molto serie come la pace nel mondo, parità di diritti, destino dell’umanità, nonostante la sua giovanissima età. La nostra eroina ha solo 6 anni, odia sopra ogni cosa la minestra ed è dotata di uno spiccato senso di giustizia. Dall’animo ribelle, evidenzia sempre con molta spontaneità le tante contraddizioni degli adulti con cui proprio non riesce a integrarsi.

Ogni volta in cui pone domande agli adulti per ottenere spiegazioni, li manda nel pallone mettendoli in difficoltà, poiché i suoi interrogativi riguardano i tanti problemi che affliggono il mondo, come il razzismo, la disparità tra uomini e donne e, in generale, la vita. Il modo candido e innocente con cui parla è disarmante (non dimentichiamo il fatto che si comporta, comunque, come una bambina della sua età), spesso per i suoi interlocutori è difficile rispondere ai quesiti, se non impossibile. Una bambina molto intelligente, quindi, che cerca il suo posto nel mondo. Nelle sue strisce c’è spazio anche per l’umorismo, la simpatia e tanta, tanta ironia. Basti pensare a quelle in cui parla con la sua maestra:

Allora, oggi studieremo il pentagono

E domani il Cremlino? Dicevo… Tanto per equilibrare

Non mancano le occasioni in cui Mafalda si dimostra più matura degli adulti che la circondano, e una sua frase riesce sempre a strappare un sorriso, a volte amaro, a volte di gusto. Quino disse di aver creato il personaggio “pensando all’ottimismo che infondevano le canzoni dei Beatles, sia alla nonna comunista che mi strapazzava perché amava il musical americano”.

Circondata da amici che incarnano ognuno una diversa personalità, dal sognatore e ottimista Felipe alla piccola e disincantata Libertà, dall’avidità di Manolito alla puzza sotto il naso della viziata Susanita (tra tutti, quella che vive in condizioni più agiate), la nostra eroina lotta imperterrita per la libertà del mondo e soprattutto delle donne, non senza difficoltà. La piccola ribelle, che compie ormai 54 anni, non cresce mai e continua a regalarci perle di genialità che continuano a far sorridere e soprattutto riflettere le nuove generazioni.

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