Morgan Lost. L’uomo dell’ultima notte

Morgan Lost In Media Rex

“Una nuova creatura che ha tutte le carte in regola per conquistare un posto d’onore tra i vostri eroi di carta e fantasia”

 

Siamo a New Heliopolis, immaginaria metropoli americana anni ’50, che ricorda molto la Gotham City di Burton. Città dalla tecnologia avanzata, caratterizzata da elementi architettonici egizi, avvolta in una nevicata che sembra essere senza fine. Tra statue di Horus, gargoyles con la testa di coccodrillo e dirigibili che solcano il cielo della città, risuona la voce dell’annunciatrice delle “Sexy news” nei maxi schermi delle strade principali, che puntuale fa la conta delle vittime mietute dai serial killer che pullulano in città.

Sì, perché New Heliopolis è un posto difficile in cui vivere, perché ci si sente in balia di criminali della peggior specie, considerati quasi delle rock star da amare e magari emulare, sulle cui teste pendono taglie da milioni di eurodollari.

Morgan Lost In Media Rex

Dalla grande vetrata dell’orologio del suo loft, all’ultimo piano di un grattacielo, Morgan Lost osserva e ascolta, pensando al prossimo omicida da catturare. La vita di un cacciatore di taglie è dura. Soffre d’insonnia, Morgan, e di frequenti mal di testa. Vede il mondo dipinto di rosso, nero e sfumature di grigio, a causa del suo daltonismo. Si spiega così la bicromia delle tavole, scelta inedita per la Bonelli, che permette al lettore di vedere il mondo allo stesso modo in cui lo guarda il nostro protagonista.

Ma qual è la storia di Morgan Lost e cosa lo ha portato a diventare un cacciatore di taglie? Una sola notte, terribile, ha cambiato la sua vita, strappandogli la donna che ama e lasciandogli un segno indelebile tatuato sulla pelle: una maschera nera sugli occhi. Deciso a vendicare i suoi aguzzini e, in generale, tutte le vittime di violenze di ogni genere, Morgan passerà da modesto proprietario di un cinema (che continuerà a frequentare nelle innumerevoli notti insonni) ad astuto bounty hunter.

Morgan Lost In Media Rex

Dal genio del maestro Claudio Chiaverotti (già sceneggiatore di Dylan Dog e creatore di Brendon) che dipinge un quadro di solitudine, paure ed efferati delitti, nasce un personaggio ombroso e complesso, ma anche fragile e, proprio per questo, per il lettore è facile potersi immedesimare nelle sue vicende. Gli innumerevoli riferimenti cinematografici di cui ogni storia è permeata, dai fratelli Lumière e Thomas Edison a Tarantino e Peter Jackson, i dialoghi impegnati ma mai pesanti, rendono ancora più interessanti le storie di Morgan. Non temete: non vi lascerà mai “soli al buio”.

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