American Monster: viaggio sfigurato in un entroterra da redneck

Un anti-eroe distrutto dalla guerra in una malatissima America, nel primo adattamento italiano della collana AfterShock

In estrema sintesi: una sorta di variante grossa di Hellboy, con più sfregi e meno corna, arriva in una cittadina zeppa di Redneck e cominciano a succedere bordelli dei più svariati. Questo l’incipit di American Monster, che ci mette nei larghi panni dello sfregiato Theo Montclare e in scia alla sanguinosa rivalsa, mentre tra tossici, disabili, maniaci e puttane per necessità, tossici inveterati, criminali e uomini di fede si delinea un setting folle, alieno alla civiltà comunemente conosciuta e in definitiva assolutamente azzeccato per la più tipica delle crime story.

Il primo volume dell’opera di Brian Azzarello (trascorsi in DC e su 100 Bullets, Hellblazer e Wonder Woman) scorre come una lunghissima introduzione, dedicando tavole su tavole ai malatissimi comprimari che gravitano nella desolazione dell’entroterra statunitense. In un contesto dove lasciare in giro cadaveri sanguinanti pare essere prassi accettata e il braccio della legge sembra godere -per usare un eufemismo- di una considerazione questionabile, sono il trafficante d’armi e droga Felix Black e tale reverendo Jimmy a cercare di spartirsi il potere della propria cittadina, negoziando un accordo di forniture che fin dalle prime battute è chiaramente destinato a saltare. In mezzo alla disputa si posiziona la figura del protagonista, legato ad entrambi -il come si scoprirà proprio in chiusura di fumetti- dal più classico desiderio di parificazione dei conti e vendetta.

Eppure attorno a Montclare gravita un’aria interessante, che può lasciare la serie aperta ad affrontare introspezioni più profonde e tematiche più delicate: il rossiccio pseudo-Frankenstein non è tale per strani meccanismi soprannaturali ma per i postumi di sventure nella reale, concretissima guerra. Dai suoi pochi primi piani e dalle poche parole che preferisce non emergono (ancora) le sue vere intenzioni e i suoi reali progetti, ma pare chiarissimo il compito affidatogli di polverizzare quegli americanissimi valori dell’eroismo al fronte, della fedeltà alla propria patria e al proprio Dio.

Pur essendo ancora presto per sbilanciarsi (sono in fondo 120 pagine fatte per far calare nel mood piuttosto che per cominciare a dipanare l’intreccio) American Monster rimane sicuramente un fumetto valido, ideale per il ruolo di apripista che SaldaPress gli ha affidato per la collana AfterShock nel nostro paese. Un’ironia dissacrante e parecchio pulp, oltre a un tratto e a una colorazione di ottimo livello (affidati a Juan Doe e alle sue tinte prevalentemente rossicce) rendono il volume già di per sé estremamente divertente e godibile, e la trama accennata pare avere le spalle larghe per reggere un intreccio di spessore. A prescindere, comunque, dell’ultraviolenza fumettistica non c’è mai ragione di stancarsi.


ABBIAMO PARLATO DI…

American Monster – Volume Uno
Brian Azzarello, Juan Doe
SaldaPress, 2017
16,8 x 25,6, brossurato, 120 pp., col

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
Riccardo Coppola

About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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