Fire and stone: Omega – Tenersi per mano su LV-223

Il quinto volume del mega-crossover tra Alien e Predator chiude un enorme universo con pochissime risposte

Seguendone passo passo l’evoluzione negli ultimi mesi (grazie alla riproposizione nelle fumetterie italiane ad opera di SaldaPress: l’originale di Dark Horse aveva visto la luce quasi tre anni fa) la serie Fire and Stone aveva solleticato gli amanti dei due universi fantascientifici di proprietà Fox -Alien e Predator- creando una piccola e ambiziosa serie indipendente che li unisse, con piccoli e fortunatamente non forzati anelli di congiunzione tra le rispettive seti di sangue di due delle più disumane razze non-umane. Prometheus – Omega è il volume conclusivo della serie, che ha l’ingrato compito di chiudere in sole cinquanta pagine (perché la restante metà dell’albo racchiude un brevissimo fumetto sui marine coloniali e una serie di trivia sulla genesi dell’opera) le svariate linee narrative aperte dai precedenti albi.

 

Sull’ostilissima luna LV-223, dove flora e fauna continuano ad evolversi a vista d’occhio generando aborti enogastronomici che uova belghe levatevi, si incontrano dunque i sopravvissuti umani Angela e Galgo, l’androide evoluto ed esistenzialista Elden, il Predator simpatico che -si scopre- è stato soprannominato Achab dopo aver portato a termine la grande caccia contro la sua personalissima balena bianca, un Ingegnere. L’obiettivo comune -parrebbe- è quello di lanciare un segnale-radiofaro che possa permettere di lasciare finalmente il pianetucolo, addentrandosi all’interno di un pianeta che si dimosterà ben poco incline alla collaborazione.

Storiella brevissima e gradevolmente sceneggiata (da Kelly Sue DeConnick) e illustrata (da Augustin Alessio) Omega finisce per scegliere un modo abbastanza spiccio e pragmatico per far “finire” una commistione narrativa inevitabilmente troppo complessa da portare a termine in sei volumi di moderato spessore, scegliendo furbamente di toccare corde comuni a tutti gli appassionati di fantascienza, prima citando il Viaggio al Centro della Terra e poi la trionfale chiusura di Hyperion (a sua volta futuristica riproposizione della conclusione del Mago di Oz). Non viene via, purtroppo, una vaga sensazione di fretta, che si era già percepita nei precedenti capitoli e che viene parzialmente giustificata dalle note degli sceneggiatori in coda al volume. Un’esperienza, nel complesso, capace comunque di regalare ottimi momenti e splendide tavole, presenti in copiosa quantità anche in quest’ultima opera.


ABBIAMO PARLATO DI…

Prometheus – Omega
(Aliens: Fire and Stone 5/5)
Kelly Sue DeConnick, Augustin Alessio
SaldaPress, 2017
16,8 x 25,6, brossurato, 108 pp., col

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
Riccardo Coppola

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Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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