Paperi. La trilogia che non ti aspetti

Paperi in media rex

“Loro sono qui intorno a me. Con le loro vite colorate.
Non mi vedono.”

 

Paperi, firmato dai fratelli gemelli Giulio e Marco Rincione, racconta tre storie, legate da un unico filo conduttore, che obbligano il lettore all’attenzione, trascinandolo dentro a un malessere che difficilmente viene trattato così a fondo nei fumetti. Il nome dell’opera richiama istantaneamente ai personaggi Disney, fonte di ispirazione, da cui però gli autori si discostano subito. Quello dei Rincione, quindi, non è un intento parodistico, bensì un escamotage per creare maggiore empatia da parte dei lettori verso i personaggi presentati. I Paperi sono un’entità radicata nell’immaginario visivo dei più, vengono quindi utilizzati come veicolo per comunicare determinate sensazioni. PaperUgo (rimando al Paperoga disneyano) trascina dentro il mondo struggente ed angosciante della depressione, nel suo mondo cupo, devastante e claustrofobico nascosto dietro la maschera di attore di film di successo. I disegni, fatti di tratti nervosi, colori cupi, immagini forti e dirette, sono in totale sintonia con i testi che esternano un male di vivere devastante, da cui il protagonista non riuscirà mai ad uscire, né si sforzerà di farlo. Un accavallamento di pensieri terrorizzati, confusi e paralizzanti. Solo una piccolissima parte di coloro che usano la parola “depressione” sanno davvero di cosa si stia parlando. Il primo albo della trilogia porta il lettore a una consapevolezza che ferisce, come un calcio allo stomaco, aumentando la sua empatia con chi soffre di questo male.

Paperi - PaperUgo - In Media Rex

PaperPaolo è il secondo capitolo della trilogia. Stavolta si sceglie di rappresentare e rielaborare un papero ancora più famoso: Paperino, rendendolo l’incarnazione di alcuni dei mali mentali peggiori che si possano conoscere. Anche lui, come PaperUgo, nasconde la sua vera personalità dietro la maschera di attore, che viene poi gettata una volta tornato a casa, diventando il mostro aguzzino della moglie e dei figliastri. Ci troviamo dentro agli orrori dell’abuso sessuale e della pedofilia. I Rincione non lasciano niente all’immaginazione e delineano il loro personaggio peggiore: PaperPaolo è l’unico pennuto che indossa le mutande, per nascondere al mondo le sue perversioni e i suoi demoni; l’unico papero con denotazioni inquietanti, disturbanti, che mostrano – senza bisogno dei testi – la sua mente disturbata e fortemente deviata.  A differenza del personaggio del primo capitolo, PaperPaolo trae un certo piacere dalla sua condizione, consapevole di poter soddisfare i suoi più bassi istinti sia sui bambini che sulla moglie, di cui abusa fisicamente ma anche moralmente, complice un microcosmo di orrore domestico che non vuole essere distrutto per paura del giudizio degli altri. Si tratta sicuramente del capitolo più disturbante e fastidioso, che fa capire al lettore quanto sia facile costruire il terrore in casa propria e la facciata di perbenismo all’esterno.

Paperi - PaperPaolo - In media rex

A continuare lo spiazzamento del lettore ci pensa PaperOne, ultimo capitolo della trilogia, che va a toccare l’universo economico, politico e religioso, mostrando l’aridità del cuore di pietra del protagonista. Il personaggio sembra ispirarsi, oltre a Paperon De Paperoni, allo Scrooge di Charles Dickens, cui proprio De Paperoni presta il volto nel “Canto di Natale di Topolino”. Attraverso i flashback che riportano alla memoria il suo passato, abbiamo modo di conoscere le sue azioni, la crudeltà verso un figlio che gli chiede aiuto, l’avidità che lo ha portato a vendersi l’anima pur di arrivare alla vetta. L’ossessione per il potere, il denaro e la sua Numero Uno (che rappresenta anche la sfera del potere religioso) lo portano però alla rovina e, in ultimo, a prendere atto di voler rimediare agli errori passati, facendo riaffiorare un’umanità che non credeva possibile. Purtroppo, neanche PaperOne può avere il finale che desidera: nonostante nei capitoli precedenti si intuisse una certa attitudine dei Topi al comando, con un disgusto più o meno esplicito verso i Paperi, in quest’ultimo capitolo i Rincione decidono di togliere ogni dubbio. Topolino è perfido, feroce e senza scrupoli. Il suo mondo permeato da colori cupi si scontra con quello rosso vivo di PaperOne, assumendo toni pittorici di rara bellezza arrivando all’apice della storia, che porta un finale tanto crudele quanto inaspettato.

Paperi - PaperOne - In Media Rex

Ci troviamo davanti a una trilogia incentrata su tematiche scomode, laddove i Rincione non hanno la presunzione di voler insegnare qualcosa, quanto il desiderio di puntare i riflettori su lati della vita che solitamente ignoriamo o fuggiamo. Puntano a renderci consapevoli, mostrando tutto ciò che di marcio ha contaminato la nostra società.

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