Trees vol. 2 – Due Foreste: pazienti e silenziose invasioni aliene

“Il punto è questo: impedire agli Alberi di ammazzarci prima che ci ammazziamo tra di noi.”

Grandi metamorfosi sono state esperienziate dalla fantascienza nel corso dei decenni, specialmente per quanto riguarda gli incontri ravvicinati con tizi di altri pianeti e/o galassie. Dalle grandi battaglie campali con bestie che senza motivazione manifesta decidevano di sterminare tutto e tutti, si è gradualmente passati al concetto di invasore imperscrutabile e paziente: niente più tripodi della Guerra dei Mondi o astronavi madri tipo Independence Day, via libera ad artefatti sempre giganteschi ma enigmatici e silenti, come il coso di Arrival.

In Trees, ideato da Warren Ellis (fortunato autore anche di Red e Injection) l’incipit narrativo è della seconda categoria: gli alieni arrivano e lasciano sul terreno delle strutture altissime -soprannominate appunto “alberi”- per poi fottersene completamente di qualsiasi presenza umana nei dintorni. L’umanità fa spallucce e si adegua a viverci attorno, studiandoli senza troppa convinzione, bullandosene anche e instaurando giochi di potere tra nazioni, bullizzando chi non ha alberi o chi ce li ha più corti.

Il secondo volume dell’opera porta avanti il lento andamento del primo -sebbene siano presenti svariate e sanguinose scene di guerra- approfondendo, alcune in profondità altre più superficialmente, le storyline disseminate per il globo. Moltissime domande restano senza risposta, anche se l’intreccio si delinea in maniera più chiara, con scenari che riescono ad essere molto avvincenti, come il casino geopolitico in Somalia e le stranezze botaniche delle Svalbard, che potrebbero far capire le vere intenzioni degli invasori. E c’è da riporre grandi speranze nei filoni narrativi anglofoni, dove si trovano i personaggi meglio caratterizzati: la biologa Joanne Creasy, sperduta in un arcipelago britannico a cercar di capire il mistero dietro i tulipani neri che cominciano ad apparire in enormi quantità intorno agli “alberi”, e il neoeletto sindaco Vincent di una New York piombata nel caos e in mano a una polizia dagli atteggiamenti feroecemente squadristi. Certo, ne rimangono altri di cui forse si sarebbe potuto fare completamente a meno: le guerre tra bande di Cefalù, dove si tira in mezzo aggratis la mafia (che pare nutrire sempre bramoso interesse per quelli che sembrano alti piloni di cemento) o la colorita ambientazione cinese, dove s’inserisce un po’ a forza la tematica dell’identità sessuale e del transgenderismo.

A mondi e personaggi così differenti si accoppiano, per fortuna, disegni (ad opera di Jason Howard) che riescono a valorizzare ogni particolarità, con un tratto sempre molto dinamico e cinetico e un utilizzo magistrale del colore. Un lettering originale e una vignettatura moderna accompagnano enormi tavole paesaggistiche dall’impatto notevole (specialmente quelle che ritraggono il permafrost), che renderebbero Trees meritevole di considerazione anche soltanto per la sua estetica da cartolina.


ABBIAMO PARLATO DI…

Trees – Vol. 2: Due Foreste
Warren Ellis, Jason Howard
Saldapress, 2017
16,8 x 25,6, brossurato, 128 pp., col.

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
Riccardo Coppola

About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *