Concrete & Gold: Non tutto ciò che è oro, luccica

I Foo Fighters, il loro decimo album a sorpresa e un probabile nuovo punto di partenza.

Gli ultimi anni non sono stati di certo dei migliori per i Foo Fighters. Tra i concerti annullati a seguito della rovinosa caduta in terra svedese di Dave Grohl, che ha dato vita alla leggenda del Trono di Chitarre, e quelli venuti meno dopo i tragici attentati di Parigi, serviva qualcosa per far recuperare il tempo perso ai numerosi fan. Ecco allora arrivare il tanto inaspettato, quanto atteso, decimo album della band, considerando anche il live Skin and Bones e la raccolta Greatest Hits.  Si è trattato di un vera e propria sorpresa, che ha fatto emozionare i più: un po’ come il giovincello alle prese con il primo paio di tette ed un durello da gestire senza nemmeno troppo imbarazzo.

Concrete & Gold non è solo il titolo del nuovo lavoro di Grohl e soci, ma anche un’immediata descrizione di quello che ne è il contenuto: cemento ed oro, concretezza e qualità. L’energia che forse da tempo era scemata, senza però cadere in inutili produzioni fini a se stesse, non ha preso posto a discapito della qualità, quella richiesta ad un prodotto chiamato a riportare in alto il nome dei Foo Fighters. In Italia ci avevano già pensato i mille musicisti del Rockin’1000, tirando su dal niente un evento storico di rilevanza mondiale; ora però toccava a chi di dovere.

Le undici tracce presenti all’interno dell’ormai antiquato compact-disc, o vinile per i più sofisiticati, alternano elementi di puro hard-rock ad altri decisamente più soft: Run, singolo che ha anticipato ciò che sarebbe stato, fa tornare alla mente un brano storico e sottovalutato come Low; la più elegante Dirty Waters inevitabilmente rimanda a ballate come Let It Die. Un vero e proprio salto nel passato, con un occhio al futuro. Frase fatta quest’ultima? Forse sì, ma ci stava bene.

La ricerca del Nirvana (no, non è usato a caso questo termine) si conclude con Happy Ever After (Zero Hour): un brano dai forti tratti blues, inframezzato da melodici controcanti gospel, in grado di regalare tre minuti e quarantuno di pace e serenità. Una boccata d’aria prima dello sprint finale composto dal terzetto Sunday Rain – The Line – Concrete & Gold.

Il non sapere cosa aspettarsi da chi ha prodotto innumerevoli successi in passato, è stata forse la sensazione meno piacevole in questo lungo periodo di gestazione. “Sarà un altro project-album o andranno sul classico, con un album in puro stile Foo Fighters?”. Finalmente è stato possibile dare risposta a questo interrogativo.

A quasi tre anni dall’ultimo vero lavoro in studio, è dunque arrivato un altro degno prodotto targato Foo Fighters, meritevole di essere ascoltato e riascoltato, all’interno del quale tradizione ed innovazione si intrecciano sinuosamente, dando vita ad un album dai tratti unici. Arrivati a questo punto, dopo oltre vent’anni di carriera, una band dovrebbe essere in grado di soddisfare sia i fan di più vecchia data, sia quelli più recenti: una sfida ardua, ma superata egregiamente da Concrete & Gold. Che sia un nuovo punto di partenza per i cinque (anzi sei dopo l’ingresso ufficiale nell’organico di Rami Jaffee) non più tanto giovani Foo Fighters?


ABBIAMO PARLATO DI…

Foo Fighters – Concrete & Gold
Alternative Rock
Roswell / RCA, 2017

01. T-Shirt
02. Run
03. Make it Right
04. The Sky is a Neighbourhood
05. La Dee Da
06. Dirty Water
07. Arrows
08. Happy Ever After (Zero Hour)
09. Sunday Rain
10. The Line
11. Concrete and Gold

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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