Danko Jones: gatti selvaggi, frasi fatte e baluardi rock

danko jones

Puro e semplice Rock n Roll. Quello vero, sporco e un po’ machista, che non abbandona mai.

 

È giunto il momento di dire basta. Basta allo sdoganamento incondizionato dell’aggettivo “rock”. Basta ad etichette affrettate da affibbiare a band brufolose o troppo hipsteriche che col rock non c’entrano un cazzo. Smettiamola di far finta che due chitarre distorte e un po’ di spinelli pre-palco bastino a rendere rock ciò che rock non è. Cazzo ragazzi, è morta della gente per difendere il nome di questo genere musicale (poi chiaro, anche la droga ha fatto il suo). E allora diamoglielo un ascolto ogni tanto a quei lavori che ancora tengono alto il valore di questo epiteto troppo spesso abusato. Io ogni tanto lo faccio e qualcosa di figo lo scovo.

Ad esempio, il nuovo album dei Danko Jones, “Wild Cat”, troppo anni ’70 fin dalla copertina per essere apprezzato in questo mondo di Coldplaizzati. Uscito il 3 marzo scorso per la AFM Records, è l’ottava creatura della band di Toronto. I Danko Jones sono sicuramente una delle formazioni canadesi più ganze di sempre: primo perché si sono formati nel ’96, subito dopo lo scatafascio provocato dall’onda Grunge; secondo perché per anni si sono rifiutati di entrare in studio preferendo suonare ininterrottamente dal vivo e, terzo, perché il bassista si chiama John Calabrese… suvvia, cosa c’è di più ganzo di un bassista con questo cognome?!?

Il disco è potente come non mai, sporco, diretto e banale… come lo era l’ anima scanzonata del Rock n’Roll. Al suo interno convivono tanto garage, un po’ di stoner, a tratti si annusa un po’ di speed metal e una punta immancabile di spirito blues. I testi sono diretti, potenti e adrenalinici nella loro assoluta schiettezza e semplicità, quasi a ricordare che in fondo, senza troppi artifici, il vero rock parla diretto prendendoti quasi a schiaffi in faccia. Undici tracce, bisogna dirlo, non troppo dissimili tra loro per sound e poetica, ma comunque trascinanti è assolutamente godibili per gli amanti del genere.

I tre di Toronto spingono forte. Sicuramente non stupiscono per originalità, ma non è poi che tutta questa moderna ricerca dell’originalità crei in realtà solo mostri senz’anima? Potremmo sicuramente discuterne a lungo. Ma a me – come ai Danko Jones – è il “Qui e Ora” ad interessarmi. E quindi, bando alle ciance, alza il volume, scassati una birra e smetti di piagnucolare. “Wild Cat” può riportarti alla realtà e ricordarti che il Rock n’Roll, quello vero, sporco e un po’ machista, non ti abbandona mai.


ABBIAMO PARLATO DI…

wild cat

Danko Jones – Wild Cat
Garage
AFM Records, 2017

01. I Gotta Rock
02. My Little RnR
03. Going Out Tonight
04. You Are My Woman
05. Do This Every Night
06. Let’s Start Dancing
07. Wild Cat
08. She Likes It
09. Success In Bed
10. Diamond Lady
11. Revolution (But Then We Make Love)

Marco Ceretto Castigliano

Marco Ceretto Castigliano

Cresciuto a suon di Pearl Jam e Alfred Hitchcock, cerco di fare della mia vita un racconto, spesso senza capo né coda e senza prendermi troppo sul serio. Poggiata la penna vesto i panni dello speaker radiofonico.
Marco Ceretto Castigliano

About Marco Ceretto Castigliano

Cresciuto a suon di Pearl Jam e Alfred Hitchcock, cerco di fare della mia vita un racconto, spesso senza capo né coda e senza prendermi troppo sul serio. Poggiata la penna vesto i panni dello speaker radiofonico.

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