Gorillaz: Habemus Humanz!

Dopo anni di silenzio i Gorillaz tornano, quasi di prepotenza, nelle nostre orecchie, nelle nostre menti e nei nostri arti. Tutti pronti per il party della fine del mondo?

Poche settimane fa avevo stilato una lista degli indizi che, pian piano, ci hanno condotti al nuovo album della band virtuale più amata e conosciuta al mondo, i Gorillaz. Finalmente, il 28 Aprile, siamo riusciti a metterci su le mani.

E dico 28 Aprile perché è la data ufficiale di uscita: l’album al completo era già stato presentato con un secret show a Londra il 24 Marzo ed era stato poi reso pubblico tramite l’App ufficiale della band che, nei giorni del 21 e 22 Aprile, ha permesso ai fan di partecipare ad un party virtuale insieme ai personaggi del gruppo.

Ma basta distrarsi con tutte queste trovate (seppur geniali) e andiamo al succo: Humanz.

Si tratta del quinto album della band, pubblicato a sei anni di distanza dal predecessore The Fall. Il disco è stato registrato tra Chicago, Londra e Jamaica e presenza notevoli collaborazioni che lo rendono un progetto ambizioso, a tratti assurdo, e difficilmente unitario. L’edizione standard è composta, tra canzoni ed interludi, da venti brani (la versione deluxe ne conta sei in più).

Ma vediamolo un po’ più da vicino: il disco si apre con Intro: I Switched My Robot Off, ovvero 23 secondi di tensione che sembrano preannunciare la fine del mondo. Il tema apocalittico continua poi in Ascension, brano al quale abbiamo già avuto modo di affezionarci (è stato infatti uno dei singoli pubblicati il 23 Marzo, quando Damon Albarn annunciò il disco in uscita). Il ritmo totalmente travolgente fa quasi scordare il cupo argomento su cui poggia: tra allusioni al crescente razzismo e l’invasione del Medio Oriente, appena si arriva al ritornello vien quasi naturale urlare “higher”.

La stessa sensazione agrodolce la si può provare con Momentz che, oltre a ricordarci l’impossibilità di controllare il tempo, si conclude prendendo in causa il “Kool Klowns Klan”, sottolineando ulteriormente il tema del razzismo. E tutto questo lo fa rimanendo un pezzo totalmente ritmato, di quelli che potresti inserire nella playlist della palestra.

Ma in realtà Humanz spazia tra le sonorità: se i Gorillaz hanno come peculiarità la maestria nell’unire rap e rock, facendoli sembrare generi fratelli, in questo caso non si sono dati limiti. Dalle basi, che ormai abbiamo imparato a riconoscere, alla voce di Albarn trasmessa con un megafono, dal giro di tastiera tipicamente (anche se di tipico ha poco) Gorillaz, siamo arrivati a conoscere un lato più caldo.

Troviamo infatti un’inclinazione al soul, data dalla collaborazione con Mavis Staples, cantante gospel, che ci regala brividi in Let Me Out. Anche la freaturing con Rag’n’Bone Man lo evidenzia: da questa è nata The Apprentice, canzone contenuta della versione deluxe che richiama l’omonimo programma televisivo condotto da Trump. È proprio a quest’ultimo che è dedicata Hallelujah Money, anch’essa canzone fortemente blues, con tanto di coro gospel, che vede la partecipazione del cantante inglese Benjamin Clementine. Fu anche il primo assaggio in assoluto dell’album, in quanto pubblicata il 19 Gennaio (la vigilia del giuramento di Trump): con il senno di poi potremmo definirlo come una sorta di monito, o di invito a prepararsi per ciò che sarebbe presto arrivato.

Come detto da Pusha T in un’intervista, l’input per l’intero album era di creare la musica di sottofondo per la festa della fine del mondo, immaginando (nell’ignaro 2016) come sarebbe stato se Trump avesse vinto le elezioni. Il risultato generale è un album che mescola, e si diverte a mescolare, generi e sonorità, che confonde e spaventa con la mole di brani contenuti nella track-list, ma che alla fine risulta orecchiabile, anzi addirittura ballabile.

E che party per la fine del mondo sarebbe se non si potesse ballare?


ABBIAMO PARLATO DI…

Gorillaz – Humanz (Deluxe)
Alternative Rock
Parlophone, 2017

01. Intro: I Switched My Robot Off
02. Ascension (feat. Vince Staples)
03. Strobelite (feat. Peven Everett)
04. Saturnz Barz (feat. Popcaan)
05. Momentz (feat. De La Soul)
06. Interlude: The Non-conformist Oath
07. Submission (feat. Danny Brown & Kelela)
08. Charger (feat. Grace Jones)
09. Interlude: Elevator Going Up
10. Andromeda (feat. D.R.A.M.)
11. Busted and Blue
12. Interlude: Talk Radio
13. Carnival (feat. Anthony Hamilton)
14. Let Me Out (feat. Mavis Staples & Pusha T)
15. Interlude: Penthouse
16. Sex Murder Party (feat. Jamie Principle & Zebra Katz)
17. She’s My Collar (feat. Kali Uchis)
18. Interlude: The Elephant
19. Hallelujah Money (feat. Benjamin Clementine)
20. We Got The Power (feat. Jehnny Beth)
21. Interlude: New World
22. The Apprentice (feat. Rag’n’Bone Man, Zebra Katz & RAY BLK)
23. Halfway To The Halfway House (feat. Peven Everett)
24. Out Of Body (feat. Kilo Kish, Zebra Katz & Imani Vonshà)
25. Ticker Tape (feat. Carly Simon & Kali Uchis)
26. Circle Of Friendz (feat. Brandon Markell Holmes)

Lejla Coloman

Teoricamente una studentessa di Lingue Straniere ed Editoria. Praticamente una ragazza molto disordinata, spesso spettinata e decisamente stonata che si diverte a cantare ad ogni ora del giorno solo per dar fastidi ai vicini. Oh, quasi dimenticavo, una volta ho visto un U.F.O.
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