Levante e le sue “stanze stupefacenti”: si prega di disturbare

Nel suo terzo album in studio, Levante trasforma il caos in musica.

 

La musica di Levante possiede il calore dell’estate, il pathos di un dramma d’altri tempi, è imprevedibile e lunatica come una cotta adolescenziale. E, soprattutto, non ci ha mai fatto mancare nulla. Lacrime, carezze, batticuori, pugni in faccia, ginocchia sbucciate: ogni disco firmato dalla cantautrice di origine siciliana è un sussidiario di emozioni che raccontano la giovinezza di noi nati a cavallo tra gli anni 80 e 90. Se penso ai viaggi finora intrapresi in sua compagnia, quello appena iniziato è sicuramente il più sorprendente. “Nel Caos di Stanze Stupefacenti“, un disco “dedicato a chi è caduto e ha avuto il coraggio di rialzarsi e guardarsi allo specchio“, non potrebbe essere altro che questo: un viaggio attraverso note e parole che sanno di sincerità e caos, come la vita stessa.

Nel Caos di Stanze Stupefacenti” è un album di pancia, più che di testa, ma questa non è certo una novità in casa Levante. Chi la scoprì nel 2013 con l’instant hitAlfonso” (quella che ci fece cantare inni alle nostre “vite di merda” per un’intera estate) l’avrà capito a suo tempo; chi la scoprirà con questo terzo album sarà della stessa idea. La musica di Levante non è incline a compromessi; non è indie e tanto meno pop in senso stretto, ed è bello, oltre che rassicurante, che se ne freghi di appartenere ad una categoria. Mi è capitato di assistere a tre suoi concerti negli ultimi anni e il pubblico estremamente eterogeneo incontrato sotto il palco conferma la trasversalità di una formula che sa fondere l’intensità del rock alternativo con la comunicatività del miglior cantautorato pop italiano.

Il caso Levante rappresenta quindi un unicuum nel nostro panorama musicale e questo terzo studio album conferma le ottime capacità della sua autrice nel narrare esperienze personali attraverso una dialettica sincera ed immediata, come quella che potremmo leggere in un blog, senza però privarsi di riferimenti colti e arditezze metriche. C’è spazio anche per qualche tematica di carattere sociale (o social, che dir si voglia), come nel singolo “Non me ne Frega Niente“, un bello schiaffo in faccia alla vacuità e alla vigliaccheria di un certo tipo di comunicazione in situazioni drammatiche. O, ancora, in “Santa Rosalia”, dove la questione spinosa dell’identità di genere viene spiegata ad un bambino, o in “Gesù Cristo Sono Io”, il cui tema centrale è la violenza sulle donne. Tutto suona amplificato e attualizzato, con un lavoro di produzione attento a sottolineare ogni arrangiamento nel minimo dettaglio e una voce sempre versatile e incisiva. Rispetto al passato, la chitarra acustica concede maggiore spazio al sintetizzatore e il risultato è a dir poco accattivante. In questo senso, “Nel Caos di Stanze Stupefacenti” è la versione 2.0 della Levante che abbiamo conosciuto ed amato con “Manuale Distruzione” e “Abbi Cura di Te”.

Con alcuni pezzi di forte impatto, dove lo storytelling di Levante raggiunge apici emotivi ancora inesplorati (“Io Ti Maledico”), e un tormentone assicurato quale “Pezzo di Me” (con la partecipazione di Max Gazzé), “Nel Caos di Stanze Stupefacenti” si candida a diventare un di quei dischi da ascoltare a più riprese. Come quando è mezzanotte, di carezze non ne hai avute, e hai solo bisogno di un po’ di compagnia. Come quando vuoi solamente urlare al mondo la tua voglia di essere ciò che sei. Ancora una volta, Levante ci indica la strada per imparare ad amarci. Benvenuti nel caos.


ABBIAMO PARLATO DI…

Levante – Nel Caos di Stanze Stupefacenti
Pop
Carosello, 2017

01. Caos (Preludio)
02. 1996 La Stagione del Rumore
03. Io Ti Maledico
04. Non me ne Frega Niente
05. IO Ero Io
06. Gesù Cristo Sono Io
07. Diamante
08. Pezzo di Me
09. Santa Rosalia
10. Le Mie Mille Me
11. Sentivo le Ali
12. Di tua Bontà

Marco Belafatti

Marco Belafatti

Il suo habitat ideale è al confine tra il cantautorato più tenebroso e il folklore nordeuropeo. Si dice che scriva le sue recensioni al lume di candela, nel cuore della notte. Di giorno veste i panni di un umile docente di scuola secondaria. A volte sorride.
Marco Belafatti

About Marco Belafatti

Il suo habitat ideale è al confine tra il cantautorato più tenebroso e il folklore nordeuropeo. Si dice che scriva le sue recensioni al lume di candela, nel cuore della notte. Di giorno veste i panni di un umile docente di scuola secondaria. A volte sorride.

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