Per un Natale alternativo: meno Michael Bublé, più Marika Hackman

Alla scoperta delle atmosfere natalizie ma tutt’altro che spensierate di “Wonderland”, il nuovo EP di Marika Hackman.

 

C’è una sola artista che può vantare di aver esordito nel mondo della musica a fianco di Cara Delevingne – oggi attrice, modella e icona di bellezza. Il suo nome è Marika Hackman.

Di acqua sotto i ponti, dai tempi dei primissimi show amatoriali di questo strano duo, ne è passata parecchia. Com’è noto, la bella Cara ha abbandonato la chitarra in un angolo della sua cameretta, puntando alle passerelle ed al grande schermo (l’abbiamo osservata nel teen-dramaCittà di Carta” e in quell’assurda accozzaglia di personaggi in cerca d’autore chiamata “Suicide Squad“).

L’amica Marika – un po’ meno figa nel look, ma di gran lunga più dotata sul piano artistico – ha scelto invece di fare le cose sul serio, pubblicando svariati EP ed un interessante full-length (“We Slept At Last”), del quale consiglio caldamente l’ascolto. Chi sono i complici della rapida ascesa di Marika Hackman nel mondo del cantautorato? Nient’altro che Johnny Flynn, che ha prodotto il suo primo singolo, e Laura Marling, che nel 2013 l’ha scelta come supporto dei suoi concerti in Australia ed Europa.

Accostabile, come i suoi padrini, alla new wave del folk anglosassone, Marika Hackman si muove con leggiadria su arpeggi di chitarra acustica soffici come la neve. Il suo spettro sonoro è umbratile e visionario, infestato dai fantasmi di un’elettronica ammaliante, mai privo di una forza femminea ed ancestrale da cui persino Emily Brontë avrebbe potuto trarre ispirazione. Nessuna altra voce (a parte la Sally di “Nightmare Before Christmas” e la Loreena McKennitt di “To Drive The Cold Winter Away”) avrebbe saputo raccontarci il Natale in modo così malinconico, così umano.

L’EP “Wonderland” raccoglie cinque pezzi, tra tradizionali inglesi e brani originali, che risvegliano nell’ascoltatore la voglia di lucine colorate, stivali che affondano nella neve, cene in famiglia e caminetti accesi nel cuore della notte. Senza fargli dimenticare che questo 2016 è stato l’anno della Brexit, della morte di Bowie, dell’elezione di Donald Trump. Perché non c’è luce senza oscurità, non c’è catarsi senza trauma.

Cercate un’alternativa alle asfissianti atmosfere da centro commerciale sfornate dal solito Michael Bublé? Non osate avvicinarvi all’agghiacciante album natalizio della Pausini? Vi hanno stancato persino i The Killers con le loro simpatiche tamarrate? Niente paura: Marika Hackman è tra noi e non aspetta altro che farci compagnia.

ISTRUZIONI PER L’USO: Si consiglia di accompagnare l’ascolto di “Wonderland” ad una tazza di tè al profumo di cannella ed alla lettura di “Canto di Natale” di Charles Dickens.


ABBIAMO PARLATO DI…

Marika Hackman – Wonderland [EP]
Indie Folk
Transgressive, 2016

01. Intro
02. In The Bleak Midwinter
03. Driving Under Stars
04. O Come O Come Emmanuel
05. Paper Crown
06. Winter Wonderland

Marco Belafatti

Marco Belafatti

Il suo habitat ideale è al confine tra il cantautorato più tenebroso e il folklore nordeuropeo. Si dice che scriva le sue recensioni al lume di candela, nel cuore della notte. Di giorno veste i panni di un umile docente di scuola secondaria. A volte sorride.
Marco Belafatti

About Marco Belafatti

Il suo habitat ideale è al confine tra il cantautorato più tenebroso e il folklore nordeuropeo. Si dice che scriva le sue recensioni al lume di candela, nel cuore della notte. Di giorno veste i panni di un umile docente di scuola secondaria. A volte sorride.

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