Sleep Well Beast. I The National e la continua (non) catarsi

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L’insostenibile fascinazione dei propri demoni

Sai, i ricordi che vacillano ti vengono incontro, un po’ titubanti, un po’ barcollanti. Li guardi, li fissi. Sono in bianco e nero. In realtà anche tutto in torno a te ha tinte un po’ spente, come se tutto virasse verso sfumature leggere, con colori tenui, completamente opposti al concetto di “saturo”, di “vividezza”. I ricordi sono lì, in una realtà fatta di pennellate leggere, quasi non bastano per dare un colore vero e proprio agli oggetti e alle persone. Ma quella realtà è anche la tua.

Anche tu sei lì, consapevole che è inutile cercare di ignorarli. Così li saluti, un po’ titubante, un po’ barcollante. Vi fissate, pensi a quando credevi di essere morto e invece sei tornato a vivere. O almeno così credevi. Così credi. In quel momento, però, balenano proprio quegl’attimi che ti hanno tolto il respiro tanto tempo fa (non tanto tempo fa). Ti spaventa un po’, questo rivedere così da vicino qualcosa che credevi aver superato.

Prosegui un po’ titubante, un po’ barcollante. Pensi a quello che hai vissuto in un passato non troppo lontano, elabori quello che hai passato non tanto tempo fa, capisci che “aver superato” è un’espressione che spesso ha mascherato un più pericoloso “aver lasciato indietro”, un più inconsistente “aver lasciato perdere”, senza curartene troppo, convincendoti che il non pensarci più, l’averlo ormai alle spalle, avesse risolto tutto.

E invece eccoli qui. Eccovi qui. Tu titubante, lui barcollante. E sei costretto a elaborare, questa volta sul serio. Perché incontrare qualcuno e fare finta di niente è scortese, oltre che scorretto, oltre che inutile, oltre che dannoso. E così devi affrontare i tuoi demoni. Non importa come, ma il processo di catarsi deve pur partire.

Ed è così che finisci accanto a loro, i tuoi demoni, sorridendo a forza, farfugliando qualcosa, ma inizi ad affrontarli. Qualche cazzotto in pieno stomaco, qualche carezza di scuse (false, innocenti, chissà). Fa male, ma, ehi, nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile, soprattutto che non sarebbe stato indolore. L’importante è non cedere nella tentazione di convincersi di poter cambiare. Nessuno cambia davvero. Evolviamo, ma non cambiamo. Continuiamo a evitare e affrontare gli stessi demoni, solo vestiti in maniera diversa di volta in volta. Sono gli stessi perché il nostro essere è sempre lo stesso. Sempre fottutamente il medesimo. Siamo come un vino: potremmo migliorare il nostro sapore nel corso degli anni, oppure trasformarci in un pessimo aceto dal bell’aspetto. Ma la base di partenza è sempre la stessa: ciò che viene trasformato è sempre e solo la stessa, identica base fondante. Trasformare non è cambiare, ma conservare determinate caratteristiche mentre si va avanti. Si evolve, non si cambia. Ed evolvere non significa necessariamente “vertere verso il meglio”.

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E così sei lì, faccia a faccia col te stesso tumefatto dai ricordi e dalle esperienze, dalle aspirazioni mancate e da quelle verso cui continui a correre. Un po’ titubante. Un po’ barcollante. Sei il tuo stesso demone, e cerchi di capire come evolvere cercando di non cacciarti via da te stesso. Come convivere col proprio demone, se il demone sei tu stesso? Incanalandoti in un processo di catarsi tanto dannatamente simile a un circolo vizioso.

Forse.

Ti chiami Matt Berninger, e auguri sogni d’oro al tuo demone più grande mentre si corica nel letto con te. Non è fondamentale il nome, tuttavia. Sei tu. E ogni mattina sarà sempre così. Magari un po’ peggio della precedente, magari un po’ meglio della successiva.


ABBIAMO PARLATO DI…

Sleep Well Beast Cover Art in media rex
The National – Sleep Well Beast
Alternative
4AD, 2017

01. Nobody Else Will Be There
02. Day I Die
03. Walk It Back
04. The System Only Dreams In Total Darkness
05. Born To Beg
06. Turtleneck
07. Empire Line
08. I’ll Still Destroy You
09. Guilty Party
10. Carin At The Liquor Store
11. Dark Side Of The Gym
12. Sleep Well Beast

 

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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