Alone in the city: Una playlist triste per chi è ancora in ufficio

Dodici canzoni con le quali vogliamo rendere ancora più intollerabile la vostra situazione

Giorni caldissimi e tristissimi, quelli che stiamo vivendo, in cui nessuno in realtà riesce veramente a salvarsi: tra tutti i fenomeni che fanno le partenze intelligenti per incolonnarsi sull’A1 alle 2 di notte, chi vuole farsi una mezza giornata di mare e finisce per trovarsi il ministro dell’interno che parla di negri, chi trova oasi spiaggistiche dove sollazzare le proprie fauci con Spritz al prezzo di 15 euro (senza patatine). Nel capolavoro di dissoluzione umana che è ogni mese di agosto, ad essere combinati peggio di tutti gli altri rimangono comunque i poveri bastardi che per qualche motivo in ufficio devono ancora starci, e che con gli avambracci incollati alle scrivanie continueranno a cercare di convincervi/si che l’estate in città non è poi così male. E no, l’estate in città è una merda: per solidarietà nei vostri confronti, e per evitare che capolavori come Playa o Lo stretto necessario vi ricordino la vostra distanza dalle spiagge, abbiamo realizzato una playlist tristissima tutta per voi.

Edoardo Bennato feat. Gianna Nannini – Un’estate italiana
Dedicata a voi, pensando ai 30 gradi a mezzanotte, il computer che ne sprigiona 50 e l’asfalto della strada sotto casa che rilascia tutto il suo calore.

Fabri Fibra – Tranne te
Invertite però il testo nella vostra mente, rendendolo più realistico, dato che d’estate tutti non lavorano tranne voi.

Salmo – Ho paura di uscire
Perché in realtà non potete uscire, voi inchiodati alle vostre scadenze, con il vostro nome già scritto sul muro del pianto.

Orietta Berti – Finché la barca va
Specialmente se lavorate al Ministero dell’Interno e dovete pure vedere il faccione felice di Richard Gere che si fa le vacanze sulla Open Arms.

Massimo Ranieri – Se bruciasse la città
Un acclimatamento ancora vagamente euforico al definitivo clima di depressione e tristezza che meritate. Gli ipotetici incendi peraltro non potrebbero aumentare di parecchio le temperature già presenti.

Simon & Garfunkel – The sound of silence
Interrotto soltanto dagli scatti del motore del condizionatore, che vi sta dando una piacevole quanto illusoria tregua che pagherete con gli interessi in dolori alla cervicale tra vent’anni.

Depeche Mode – Enjoy The Silence
Perché, dopotutto, chiudete gli occhi e siete già a Copacabana, o a 2.600 metri senza che nessuno vi rompa le palle. Tranne Google Calendar che vi ricorda che avete una Partita Iva e che quelle consegne devono essere fatte, altrimenti niente pane. Ah, vi rendete anche conto di non avere un condizionatore, ma solo un ventilatore pagato 6,90 euro dall’Outlet del Kasalingo.

Iron Maiden – Run To The Hills
In qualche modo dovete pur sfogarvi. Immaginando di rincorrere il vostro capo per i colli bolognesi armati di cavallo, daga e spritz da 2,50€, per esempio.

Gianni Togni – Luna
Da soli in città, iniziate a parlare da soli. Bene ma non benissimo.

U2 – In the city of blinding lights
Perché in fondo l’area metropolitana d’estate è affascinante. Al netto del caldo torrido, sul calare della sera, l’incontro tra le luci artificiali appena accese degli edifici ed il rosso del tramonto è uno spettacolo suggestivo. Il bagliore estivo della città desolata ha qualcosa di distopico ed attraente, e almeno la popolazione maledetta che è andata in Liguria ha fatto un po’ di spazio.

REM – Losing My Religion
“That’s me in the corner, that’s me in the spotlight, losing my religion”. E niente, siete voi. E le vostre madonne a denti stretti.

Coldplay – Fix You
Ma in realtà nessuno potrà aiutarvi, nessuno potrà consolarvi. Nemmeno noi, ma almeno vi rigiriamo il coltello nella piaga con un sorriso e una (falsa) solidarietà.

Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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