Auguri Kurt Cobain – 50 anni e non percepirli

Kurt Cobain 50 anni

In un modo o nell’altro, in un mondo e nell’altro, buon compleanno Kurdt

 

Auguri Kurt.

Oggi è un giorno importante, perché mezzo secolo è un traguardo da festeggiare con tutti i crismi. Sai, stavo scrivendo qualcosa riguardo te, poco fa. Poi però ho cancellato tutto, d’istinto. Mi sembrava troppo istituzionale, troppo “incasellato”. Non artificioso, perché non è da me realizzare qualcosa di troppo finto, soprattutto per determinati argomenti. Semplicemente, è un’occasione importante. Cinquant’anni per un essere umano è un punto da cui poter guardare la valle passata, i sentieri percorsi, capire anche dove si è arrivati e fare il punto della situazione per vedere dove e come si può ancora procedere avanti.

È un giro di boa essenziale.
E tu l’hai effettuato già parecchio tempo fa.

Kurt Cobain 50 anni

Ti è sempre piaciuto bruciare le tappe, anche perché sei stato costretto sin dalla tenera età a correre più forte degli altri verso l’età adulta. Non ho usato il termine “più veloce” volutamente, perché per affrontare il divorzio dei propri genitori a sette anni, quando il mondo sembra sorriderti e sei talmente felice di questo, quando cercano di convincerti che tutta quella felicità, quell’energia è una malattia, un’anomalia di sistema, quando tutto sembra iniziare a girare male, molto male, per un bambino di sette anni è davvero dura. Devi essere forte anche se sei fragile.

Tu volevi riuscirci. Potevi riuscirci.

Ma non voglio rattristarti con aneddoti sgradevoli. Vorrei festeggiare il tuo traguardo, i tuoi cinquant’anni facendoti capire quanto importante sia stata la tua influenza su di me e su molti altri. Tranquillo, non ti ammorberò con quelle robe insulse come “Per me sei stato un’icona”, “Sei stato il portavoce della mia generazione” e puttanate simili. A quelle stronzate non ho mai creduto, né mi sono mai immedesimato in esse. Dopotutto, anche tu inorridivi dinanzi a certe definizioni (e inorridisci ancora, lo so). La musica, prima ancora di essere un “genere musicale”, prima ancora di divenire una “corrente musicale”, è anzitutto Musica. E la musica è la cura per molti mali dell’animo e dell’anima, è ciò verso cui ci rifugiamo quando siamo più scoperti, più deboli. Un po’ come una coperta di Linus. Un po’ come un abbraccio materno che cerchiamo e hai cercato, a volte anche inconsciamente, a volte disperatamente.

kurt cobain 50

Ti voglio ringraziare perché hai trasmesso la tua fragilità e mi hai fatto capire che la musica può essere catarsi: non servono arzigogolate composizioni chilometriche se non sei incline a ciò, e per questo non devi considerarti uno “sfigato” se ciò che necessiti è sfogare frustrazione, rabbia, delusione. Bastano due accordi? Se bastano, chi se ne frega d’altro. Se bastano per far sussultare il proprio animo e la propria anima, hanno raggiunto allora il loro scopo primario. Se raggiungono l’animo e l’anima altrui, hai creato qualcosa di speciale.

E tu qualcosa di speciale l’hai creato. Non volendolo, ma l’hai creato.

Ed è una creazione infinitamente più bella, più pura, più importante dell’esser “portavoce di un movimento”, perché è il tornare all’essenza stessa della musica, quell’essenza di cui ti ho parlato proprio poche righe addietro. Hai permesso di far trovare un appiglio essenziale in un momento cruciale della vita di un ragazzino, di molti ragazzi, grossomodo della medesima età in cui tu stesso stavi approcciandoti al mondo della musica con fare un po’ più pragmatico, ma sempre con quell’immensa curiosità che sprigionavi dai tuoi occhi. Un gruppo italiano mi ha fatto scoprire, ormai molti anni or sono, la bellezza del rock, tu mi hai fatto scoprire, qualche anno dopo, come quella musica potesse essere liberatoria in un senso decisamente più profondo.  Mi hai fatto capire che “Musica” spesso può coincidere con il concetto di “Catarsi”, che è ancor più articolato e intimo dello “Sfogarsi”.

E per questo ti ringrazio.

Kurt Cobain 50 anni

Cinquant’anni non sono pochi. Lo sapevi all’epoca. Ne sei ancor più cosciente oggi, lontano come sei dai vari accadimenti terreni. Sai Kurt, onestamente ti ho mandato personalmente a quel paese per esserti fatto schiacciare da tutto ciò che hai tentato per una vita di lasciarti alle spalle. Stavi anche riuscendoci, con una figlia e quella gioia che sprigionavi al solo parlare di Frances Bean. Quegli occhi azzurri, quegli stessi occhi azzurri che ogni volta, ogni cazzo di volta sgrani nel momento in cui prendi fiato per l’ultimo verso di “Where Did You Sleep Last Night?” in quella coltellata capolavoro che è l’Unplugged. E ogni volta vorrei abbracciarti per esserti imposto a fare ancora una volta quel che volevi davvero: suonare ciò che sentivi più autentico, cover misconosciute ai più comprese.

La fragilità ti ha disintegrato proprio nel momento in cui volevi costruire qualcosa di solido, di sicuro.
Ma non voglio darti colpe, soprattutto oggi.

Auguri Kurdt. Buon compleanno, che tu possa rimanere luminoso nella tua essenza. Perché se è vero che è meglio bruciare in fretta piuttosto che spegnersi lentamente, se è vero che la tua anima è bruciata più di quanto abbia illuminato il tuo impervio cammino con noi, è anche vero che una fiamma, seppur infinitamente piccola, continuerà a illuminare una parte di noi.

E per questo, grazie Kurdt. Altri 50 di questi anni. E tu che hai conquistato l’eternità, spero sia riuscito a conquistare ben più di 50 anni di serenità, almeno di là, dall’altra parte.

 

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi’s 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199… dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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