Hail To The King: 10 canzoni per il Pupone

A pochi giorni dall’addio di Francesco Totti alla Roma, la nostra playlist per ricordarne le gesta.

“Nascere romani e romanisti è un onore”.

Con queste parole Francesco Totti ha salutato gli oltre 65.000 spettatori che ieri hanno reso omaggio ad una delle ultime bandiere del nostre calcio. Profeta di un vero e proprio Credo, il “Tottismo”, forse più radicato dello stesso Cristianesimo a Roma, Totti saluta la squadra della quale ha indossato la maglia per oltre 23 anni. 784 gare in giallorosso, 306 reti delle quali 250 in campionato, una Scarpa d’Oro: non sono sufficienti questi incredibili dati per far capire cosa significhi Totti per un romano; il “Pupone” è stato ed è ancora oggi un vero e proprio semi-dio nella Capitale, non tanto per i suoi strabilianti numeri calcistici, quanto per l’attaccamento dimostrato ai colori ed alla città.

Io, da buon romano fatto e finito, per raccontare il personaggio “Tottigol” ho voluto scegliere dieci brani che descrivono, nel bene e nel male, quello che è e resterà un immortale simbolo di Roma.

Se avete una qualche forma di Spotify installata (perché non dovreste?) lanciate la seguente playlist durante la lettura: ci sono tutti i brani, a eccezione di quello di Elio, introvabile come Battisti o Roger Waters.


1. Un Capitano, c’è solo un capitano

A Roma dici Capitano e dici Totti: per un romanista il Capitano viene prima di tutto, anche della propria madre. Una fascia che è diventata di proprietà di Francesco per usucapione e che finalmente, anche se a carriera già abbondantemente finita, si trasferirà sul braccio del “per sempre capitan futuro” Daniele De Rossi.


2. Romano de Roma

“Totti è la Roma”. Così recitava l’immenso striscione che la Curva Sud ha dedicato al suo Capitano nella partita d’addio: poche parole a testimonianza di un amore che va oltre la semplice passione calcistica. Figlio di sua madre e figlio di Roma, Francesco è stato collante di attacco, difesa e generazioni.


3. Mo je faccio er cucchiaio

Totti vuol dire anche cucchiaio. Era il 29 giugno 2000, partita Olanda-Italia: poco prima di tirare il proprio rigore, Totti confida ai suoi compagni che avrebbe fatto lo scavino al portierone olandese Van Der Sar. “Mo’ je faccio er cucchiaio”: poche semplici parole in romanesco, dette a un incredulo Di Biagio, che però segneranno un’epoca, rendendo leggendario quel rigore.


4. Andiamo a Berlino, Beppe

Come si può non ricordare quell’ormai lontano 9 luglio 2006, data che ci rese per la quarta volta campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo. Così commentava Caressa la Vittoria della Coppa dopo il rigore di Grosso: un mondiale in cui Totti fu protagonista con il gol decisivo nella partita contro l’Australia e nell’azione capolavoro che sfociò nella seconda pappina ai crucchi, firmata Giardino – Del Piero.


5. Non te sputo, altrimenti te disinfetto

La carriera di Totti è stata costellata da momenti di immensa qualità, ma non sono mancate altrettante cadute di stile. La più rovinosa è sicuramente quella dello sputo al danese Poulsen: un gesto che ha fatto scoprire al mondo il suo lato da bad boy. Come non ricordare poi il calcione da dietro rifilato ad un giovanissimo (ed umilissimo) Balotelli in occasione della finale di Coppa Italia 2010 tra Roma ed Inter: una violenza inaudita e gratuita che non si vedeva dai tempi della rissa tra Antonella Elia ed Aida Yespica all’Isola dei Famosi.


6. Scarpa d’Oro

Non sono molti i trofei vinti da Totti nel corso della sua carriera, ma oltre allo storico scudetto del 2001 con la sua Roma ed al mondiale 2006 con la Nazionale, di Totti si ricorderà sicuramente quella Scarpa d’Oro vinta nel 2007, soffiata al fotofinish a una bestia d’area di rigore come Ruud Van Nistelrooj. Ha rinunciato ai soldi del Real Madrid, ha rinunciato a tante possibili vittorie con altre squadre, ma ha ottenuto ciò che ogni atleta sogna: la gloria eterna.


7. Pere Williams

Sette non sono soltanto i vizi capitali, i sette re, i sette colli. Sono anche il numero di pere incassate dalla Roma di Totti contro il Manchester United ed il Bayern Monaco in alcune delle recenti e disastrose partecipazioni alla Uefa Champions League. Prima ancora che arrivassero le espulsioni di Emerson (il terzino, non il defunto tastierista).


8. Otto per otto = Quarantotti

La storia si è ripetuta e dopo il fuoco appiccato da Nerone, è toccato a Totti incendiare le platee delle arene. Da molti definito “L’Ottavo Re di Roma”, più superbo di Tarquinio, Totti si è fatto amare dalla tifoseria in tutti questi anni e ha ripagato il popolo non solo con pane et circensem, ma anche con vere soddisfazioni (calcistiche, si intende).


9. V’ho purgato ancora

Francesco Totti è stato un centravanti vero, uno di quelli che verranno ricordati per sempre: i 250 gol in Seria A infatti lo collocano al secondo posto nella classifica all time dei marcatori dietro soltanto all’inarrivabile Piola. Pallonetti, bordate dalla distanza e colpi di tacco,un sacco di rigori ma anche una rovesciata decisiva nella stracittadina alla soglia dei 40 anni, gli hanno permesso di andare a segno per 23 stagioni consecutive.


10. Il numero 10

Francesco Totti ed il numero 10 sono diventati nel corso nel tempo un’unica entità: “10TTI” era uno degli striscioni che comparivano sugli spalti dello Stadio Olimpico in occasione della ultima partita contro il Genoa. Il 10 a Roma ha assunto significati extramatematici, arrivando ad essere il primo comandamento del Tottismo: “No Totti No Party”.

Francesco Benvenuto

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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