Porcupine Tree: The Nostalgia Factory

La riapertura degli archivi dei Porcupine Tree ai tempi della quarantena

Dopo primi anni di frizioni e tensioni sull’argomento, l’ormai consolidato ed ufficiale status di “ex band dei Porcupine Tree ha finalmente iniziato a dare i risultati che i fan aspettavano da anni. La band ha infatti aperto ufficialmente gli archivi e, ad un mese dalla mastodontica riedizione di In Absentia (terzo posto tra i dischi rock in UK nonostante il prezzo esorbitante), ha ora inaugurato una pagina BandCamp nella quale ha inserito una serie di rarità e/o live usciti in edizioni limitatissime e ormai fuori commercio da ere geologiche.

Nel messaggio di lancio sui social, i PT si sono scusati con i fan per lo scarso tempismo col quale hanno dato avvio a questa iniziativa: è un periodo difficile e per tutti e non dovete comprare tutto per forza ora.

Poco credibili, visto che solo per la giornata odierna gli introiti raccolti da BandCamp verranno versati interamente agli artisti*.

Pare invero che qualcuno si stia impegnano a confermare la nomea di “Eredi dei Pink Floyd” anche dopo lo scioglimento, nel senso che la capacità di capitalizzare sul back catalogue e le rarità negli anni pare molto simile (per quanto, sia chiaro, parliamo di cifre molto diverse).

In ogni caso, il sottoscritto, appena svegliato, ha aperto questo link e ha fatto click alla voce “Compra intera discografia” mosso più per ovviare la noia della quarantena che per altro (cazzate, l’avrei fatto comunque).

Ne segue quindi un personalissimo giudizio di tutto il materiale, suddiviso in ordine cronologico, anche al fine magari di invogliare il lettore a comprare le uscite singole, che da sole non costano nemmeno troppe.

First Live performance 4th Dec 1993.

In parole povere l’esordio dal vivo della band, nella sala concerti di un pub fuori Londra. Tra il mistico ed il leggendario, ben oltre l’obiettivamente giudicabile. La piccola recensione di uno dei presenti alza il tutto a livelli inesplicabili. Voto 10 e lode.

XM

Live piuttosto noto registrato in una radio di Washington nel 2002. Materiale da In Absentia e Stupid Dream. Esibizione ottima, mix un po’ meh. Da segnalare due immense Gravity Eyelids e Tinto Brass. Voto 6,5 perché nel computo della storia della band non dice molto e della maggior parte dei brani esistono versioni dal vivo migliori.

XMII

Sessione in radio di cui sopra, ma del 2003. Contiene l’unica registrazione ufficiale di Fadeaway cantata da John Wesley, quindi il voto va più su di conseguenza. Per il resto, per lo più materiale da Lightbulb Sun, che a livello puramente personale alza il voto di un altro mezzo punto. Da far ascoltare a Steven quando dice che non si considera un chitarrista. Vai a cagare, va’. Voto 7,5.

ILOSAARIROCK – Live in Finland 2007

Fino ad oggi pensavo che la copertina – un intimo locale di Copenaghen con non più di cinquecento persone – ritraesse la location della data dove si era tenuto il concerto registrato. In realtà per questo live i PT si erano esibiti davanti ad oltre ventimila finlandesi tutt’altro che freddi che facevano un casino della madonna. Tutto Fear of a Blank Planet che male mai non fa, una Lightbulb Sun che spacca tutto, una Trains accolta da un boato. Inconcepibile non sia stato rilasciato come live canonico. Voto 9.

We Lost the Skyline – Live in Orlando 2007

L’arcinoto unplugged che, se non fosse una gemma, sarebbe comunque da ascoltare per il solo monologo di Steven su Robert Fripp prima di Normal. “Bob, come faccio ad imparare un pezzo difficile?” “Devi fare queste cose, poi dopo tre mesi lo suonerai fluentemente” “Ah, ok. Peccato il tour inizi tra una settimana”. Voto 8.

Live a Köln 2007

Altro materiale dal tour di Fear of a Blank Planet, registrato in origine per un broadcast televisivo tedesco presente su YouTube. In questa nuova collezione quattro dei sette brani sono già presenti nel live all’Iosaarirock, e non aggiungono nulla a quella straordinaria performance; allo stesso modo Dark Matter non fa altro che confermarsi dal vivo come il gioiello che tutti conosciamo dall’immortale Anesthetize. Interessantissime sono invece le esecuzioni di Waiting e The Sky Moves Sideways, qui alla prima release ufficiale dopo i cambi di formazione del 2001/2002. La prima ne guadagna, con la chitarra acustica di John Wesley che aggiunge spessore ai ricami elettrici di Wilson, mentre per quanto riguarda la seconda, mi perdonerete, preferisco la versione di Coma Divine con Chris Maitland e non Gavin Harrison alla batteria. Voto 6, 5.

Acoustic Radio Session 2009

Semplicemente Steven e John che suonano Time Flies, Drive the Hearse e Trains solo chitarre e voce. Voto 6 perché sì, ok, bello, ma nulla di ché.

Pure Narcotic – Acoustic Session 2012

Con il primo live, l’altra vera chicca dagli archivi. Sessioni acustiche in studio realizzate per lo più nel 2012, due anni dopo lo scioglimento la “messa in iato” della band (ma quando ancora tutti e quattro credevano sarebbero tornati assieme, un giorno). La scaletta è la stessa del mini set in apertura dell’ultimo concerto della band alla Royal Albert Hall del 2010, che purtroppo a suo tempo era stato registrato male e quindi non incluso nel live Octane Twisted. Voto 10 per la sorpresa e per l’operazione nostalgia.

*Se potete, seriamente, Porcupine Tree o meno, comprate anche solo un disco su BandCamp oggi.

In un periodo in cui i concerti sono annullati in tutto il mondo, ci sono oggi tanti artisti minori, magari emergenti e già di per sé in grosse difficoltà economiche, che non riescono nemmeno a fare la spesa. Siamo tutti nella stessa barca, cerchiamone di uscire assieme, supportati e supportando la musica.

 

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