Run Like Hell – Consigli snob per correre in tempi dispari

Una playlist prog per accompagnare il proprio sfinimento quotidiano

Periodicamente mi capita di fare sei o sette rampe di scale e ritrovarmi a sembrare un bravo imitatore di Roberto Da Crema. O di trascorrere 57 minuti su 60 in una partitella ignorante coi piedi inchiodati sulla linea di porta, a fare impallinare la mia miopia e la mia stanchezza da ritrovati goleador avversari, invece di stare in giro per il campo a provare a fare gli elastici.

Sono quelle circostanze in cui il mio comportamento nei giorni successivi segue un copione già scritto: pantaloncino Legea rosso e bianco, cuffie inadeguate, scarpe della Decathlon. Via i giochini dal cellulare per liberare spazio per Runtastic. E ogni volta, invariabilmente, la delusione per le porcate propinate da Spotify, che identifica ulteriori pene per la mia pigrizia nel propinarmi i Black Eyed Peas nelle sue playlist per la corsa.

Ho fatto un’opera di bene nei confronti di me stesso e ho approntato il metodo prog ™ per la corsa. La prossima volta se siete snob a sufficienza potete andare a correre su queste canzoni.


Pink Floyd – Run Like Hell (o anche On The Run)

Perché la folla urlante all’inizio del pezzo sta urlando per te, per farti mettere una gamba dietro l’altra.

Pro tip: Riflettere se è meglio Gilmour o Waters e arrivare a fine allenamento senza essersi resi conto di aver macinato chilometri.


Liquid Tension Experiment – Acid Rain

Da mettere in ripetizione fino alla fine per mantenere ritmi sovrumani.

Pro tip: Fare air drum su Portnoy per allenare anche le braccia e saltare fasi di allenamento ancora più noiose.


Green Carnation – Light of Day, Day of Darkness

Per sfruttare l’effetto psicologico di correre soltanto per una canzone. Però quella canzone dura un’ora.

Pro tip: Sfruttare le voci femminili sulla metà per capire quando tornare indietro se avete corso soltanto in linea retta.


Richard Benson – I Nani

Specialmente se vi trovate a correre sulle rive del fiume.

Pro tip: Cantare le strofe così che la gente vicino a voi vi faccia trovare le ambulanze già pronte in caso di malesseri.


Riverside – Saturate Me

Specialmente se vi trovate a correre sulle rive del fiume (2).

Pro tip: Contare in 14 piuttosto che in 7 per tutta l’interminabile introduzione per evitare infortuni muscolari. Se invece si ha una gamba più lunga dell’altra contare in 7.


Porcupine Tree: Arriving Somewhere Not Here

Per esplorare nuove destinazioni e non fare sempre lo stesso giro del cazzo dell’isolato.

Pro tip: Approfittare del momento di stanca sull’assolo di Akerfeldt per sbirciare Google Maps e capire se si è in posti dove si rischiano incaprettamenti o stupri.


Dead Letter Circus – The Mile

Per corse brevi o di pompaggio i giorni successivi ai pranzi in famiglia.

Pro tip: Fare il miglio (1.6km) nella durata della canzone (3:26). Fanno 28km/h abbondanti. Spingere.


Long Distance Calling – Getaway

Per chi non riesce a rinunciare alla cafonaggine insita nella musica da corsa e non vuole farsi distrarre da voci inutili o partiture complesse.

Pro tip: Indossare pantaloncini larghi alla Rocky e fascia per capelli anni ’80, e ascoltarla non in cuffia ma col Ghetto Blaster sulla spalla.


Deep Purple – Strange Kind of Woman

Quando sei talmente stanco che cominci ad avere qualche difficoltà nel capire quale genere tu stia ascoltando.

Pro tip: Rintracciare fan inveterati dei DP e urlare che Ritchie Blackmore non è il miglior chitarrista di sempre. Approfittare del tentato linciaggio per correre ancora più veloce.


Mahmood – Soldi

Quando sei talmente stanco che cominci ad avere qualche difficoltà nel capire quale genere tu stia ascoltando. (2)

Pro tip: Muoversi verso il centro città in quanto in periferia fa molto caldo.

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
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About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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