Luca Bassanese e la felicità che l’ha colpito

Luca Bassanese - Colpiscimi felicità - in media rex

“Abbiamo tutti un sogno da inseguire, non lasciarlo andare”

Impegno sociale, ma anche una rincorsa verso la felicità per le piccole cose, lo stupirsi per il quotidiano. Luca Bassanese, classe 1975, una discografia lunga quasi quindici anni e un amore per la musica inscindibile da quando era piccolo. Ecco perché si sente a proprio agio tra cantautorato anni ’70 e canzone popolare, ecco perché lo senti a proprio agio tra impegno sociale e voglia di felicità, una felicità che colpisce, che stravolge perché spesso arriva quando meno te l’aspetti, se vuoi.

In occasione dell’uscita del suo ultimo lavoro “Colpiscimi Felicità” già recensito sulle pagine di In Media Rex con buon responso, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Luca. Buona lettura!

Luca Bassanese - Colpiscimi felicità - copertina - in media rex

Luca Bassanese – Colpiscimi Felicità
Cantautorale
Buenaonda Etichetta Discografica/The SAIFAM Group, 2017
Italia


Come è nato “Colpiscimi Felicità”? Quale è stata la scintilla con cui le canzoni hanno cominciato a prendere forma?

Colpiscimi felicità è un album per lo più autobiografico, ci sono molte immagini per me evocative, foto appese alle pareti, un po’ come quei frigo pieni di oggetti magnetici. Dopo dieci anni tra musica e impegno civile con Stefano Florio, mio coautore e produttore, abbiamo cercato di raccontare l’uomo che viene prima del cantautore.

“Colpiscimi Felicità”: sembra quasi che tu voglia a tutti i costi che la felicità entri in te, a costo di farti male… Spiegaci la genesi e la storia dietro il titolo del tuo nuovo album.

Perchè la felicità quando arriva ti può sconvolgere e in tal senso è come un pugno che ti colpisce quando meno te lo aspetti. Questo titolo nasce come una delle mie poesie brevi, anzi brevissime, adoro sintetizzare in piccoli spazi un sentimento e in questo caso vuole essere un sentimento strabordante rinchiuso in due parole, un’immagine astratta.

Il sound richiama ora sonorità balcane (Burocrazy), ora musiche tipiche di una certa musica popolare a cui siamo abituati (Canto Sociale), senza per questo disegnare un tocco a la Iannacci più apparentemente scanzonato (L’Amore Benedetto) o a la Rino Gaetano, tra l’altro apertamente citato in La Parte Migliore Di Te e in Datemi Un Orto. Insomma, un sacco di influenze e anche parecchio diverse se vogliamo: come è stata la tua adolescenza musicale?

È stata un susseguirsi di situazioni artistiche del tutto naturali, dall’ascolto di mio padre e della sua armonica, alle canzoni popolari, dall’amore di mia madre per i cantautori, al mio incessante cantare in casa e fuori con gli amici, tra le braccia una chitarra e nella testa sempre una canzone da scrivere su pezzetti di carta spesso appesi alle pareti.

Tre lustri di carriera e una serie incalcolabile di esperienze: sei stato in contatto con molti artisti internazionali, spesso creando collaborazioni molto particolari (mi viene da pensare alla Original Kocani Orkestar di Macedonia). Quale è stata l’esperienza più curiosa e assurda che hai vissuto tra tutte le tue collaborazioni e i tuoi viaggi? C’è qualche aneddoto particolare di cui hai un ricordo che ti colpisce ancora oggi?

Una delle più assurde fu quando ci ritrovammo a suonare con la Kocani Orkestar di Macedonia ed il pubblico saliva sul palco a ballare, mentre la security impazziva a prendere gli intrusi, io giravo e cantavo con un girasole in mano tipo guida turistica per farmi vedere dai musicisti, sembrava di essere in un film di Kusturica.
Mentre quella che ricordo con più affetto è quando mi ritrovai a cantare sul palco con l’immenso Dario Fo, dopo che dietro le quinte gli chiesi: “Ti andrebbe di cantare assieme ‘Ho visto un re’?” Si trova ancora su YouTube quel momento, una magia per me!

Giochiamo un po’: le prossime saranno domande “strane” a cui devi rispondere dando anche una motivazione: se fossi uno strumento musicale, cosa saresti?

Una tromba perché è lo strumento più vicino al mio modo di essere e di cantare.

Se fossi un episodio di una serie tv?

Ricordo con grande affetto quando mi stendevo sulle gambe di mia madre e guardavamo “Happy Days”, ma ciò che mi ha sempre incuriosito era “Pippi calzelunghe” o le “Simpatiche canaglie”.

Se fossi nato nel 1900, avresti ugualmente immerso la tua vita nella musica?

Nella musica o nella poesia.

Luca Bassanese - Colpiscimi felicità - in media rex

“Abbiamo tutti un sogno da inseguire, non lasciarlo andare”. Quale è il tuo sogno che sei riuscito ad afferrare? E quale quello che stai ancora inseguendo?

Ho sempre tenuto i sogni a portata di mano, cercando di coltivarli come un orto sul balcone della mia esistenza. Sono lì e li annaffio ogni giorno, ogni tanto mi metto in disparte per vederli crescere e quando nasce un fiore il cuore esulta di gioia!

Prendendo spunto proprio da un tuo brano, quale è secondo te la parte migliore di noi di cui il mondo ha bisogno?

La parte che più ci appartiene, perchè ognuno di noi ha delle inclinazioni fin da quando era bambino, c’è chi amava stare in disparte chi gettarsi nella mischia, ognuno di noi è un singolo e prezioso elemento di crescita per tutti se solo viene lasciato libero di realizzarsi secondo le proprie inclinazioni. Per fare questo dobbiamo ascoltare le nuove generazioni e fornire loro i mezzi adeguati per crescere lontano dai condizionamenti.

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
Andrea Mariano

About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi’s 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199… dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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