Fast Animals and Slow Kids: da grandi poteri derivano grandi responsabilità

La band perugina si conferma astro nascente del panorama alternative rock italiano: il livereport della data a Villa Ada

Quello che sto scrivendo è un report non a caldo, ma a caldissimo. E questo non è dovuto all’afa che attanaglia la bella Italia già da diversi giorni, bensì dal fatto che il concerto è terminato un’ora fa: la serata di Villa Ada con protagonisti i Fast Animals and Slow Kids è stata a dir poco incredibile. Tra transenne volate via e le comparsate di Giancane e Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, la serata è volata via come il vento che rinfrescava i non pochi presenti. Ma andiamo per ordine, che le cose da dire son tante.

Bella, bellissima Villa Ada, sia santificata Villa Ada. Fossero tutte così le serate musicali a Roma, la Capitale sarebbe un posto migliore. Sì, perchè la serata è stata di quelle decisamente piacevoli. Sono state sufficienti un po’ di chiacchiere ed una birra, anzi un paio visto che i live sono iniziati con una buona mezz’ora di ritardo rispetto al programma, affinché il tempo trascorresse come un niente. A scaldare il pubblico, oltre al caldo, ci hanno pensato Le Capre a Sonagli, autori di un set nel piccolo palco antistante l’area ristoro, ed Edda. Ecco, Edda. Cosa dire? Un inizio fiacco si è trasformato in breve tempo in un’esibizione di tutto rispetto, accompagnata dai tanti, tantissimi fan, che spero non si offendano nell’essere definiti “attempati”. Salito sul palco mi è sembrato di vedere Uno Qualunque, che, finito il suo jogging pomeridiano, ha imbracciato una chitarra ed ha iniziato a suonare. Come potrei pensare diversamente, dopo che mi sono ritrovato davanti un tipo di mezza età in pantaloncini sportivi e la prima maglietta trovata nell’armadio? Ma alla fine chi se ne frega di com’era vestito: tanto di cappello ad Edda.

Sono quasi le 23 quando sul palco arrivano i Fast Animals and Slow Kids da Perugia. Le origini vanno ben sottolineate, visto che il frontman Aimone Romizi lo ribadisce più e più volte durante il set: “Salve a tutti, noi siamo i Fast Animals and Slow Kids e veniamo da Perugia.”

Un set carico ed esplosivo che ha ripercorso tutti i tre album della band, dal primo Cavalli, fino all’ultimo Forse non è la Felicità. E se di felicità non si tratta, poco ci manca, perché i perugini riescono ad accendere le più diverse emozioni. C’è chi si commuove, chi si fa una sana risata e chi, in preda all’adrenalina del pogo, spacca la transenna.

“Ci siamo divertiti, ci siamo riscaldati, ma ora spacchiamo Villa Ada”.

Sono stati di parola.

Perché si, i Fask sono anche questo: una transenna antipanico divelta, che interrompe il live fino alla sua messa in sicurezza. Non è mancato neppure il momento reggaeton, il momento “despacito”, invocato dallo stesso capelluto Aimone: un enorme circle pit innalza un polverone esagerato, che fa sfogare quella voglia di contatto fisico da molti atteso e voluto dallo stesso frontman, che senza remore urla: “Vaffanculo, vengo anche anche io!”.

Tutti insieme appassionatamente insomma.

Ma le sorprese non sono finite qui perché il live di Villa Ada ha visto salire sul palco anche Giancane, esponente del rock folk romano, artista solista e membro del Muro del Canto, per eseguire dal vivo il brano Vecchi di merda.

Al romano ha fatto seguito Davide Toffolo, già frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Si è trattato di due splendidi intermezzi musicali che hanno coinvolto il variegato pubblico presente: dal giovane alle prime esperienze musicali, al più vecchietto con già numerosi concerti alle spalle. Tra la folla erano presenti anche molti volti noti di Roma, come alcuni membri dei The Pills o delle Mura, altra band capitolina di tutto rispetto.

E così, un brano dopo l’altro, così com’era iniziata, si conclude una splendida serata di musica.

“Salve a tutti, noi siamo i Fast Animals and Slow Kids e veniamo da Perugia.”


ABBIAMO PARLATO DI…

Fast Animals and Slow Kids
Villa Ada, Roma
01/08/2017

Francesco Benvenuto

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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