Guns N’ Roses a Imola: Garfield miagola ancora

guns n roses imola 2017 in media rex

Been Away too long. Welcome back to the jungle

Un regionale veloce pieno di gente e con un’aria condizionata che è uno scherzo di pessimo gusto al concetto stesso di aria condizionata. Una fiumana di gente (e un dinosauro accaldato) si dirige in linea retta verso l’Autodromo di Imola. Nel frattempo un bar poco prima dei cancelli dà ristoro alle nostre stanche membra e con birretta a portata di zampa ci appollaiamo come pterodattili ad ascoltare un trio davvero figo che, assieme all’ombra delle fronde, ristora i presenti con cover di White Stripes, Queens Of The Stone Age, Eagle Of Death Metal e roba simile. Tutto molto bello, peccato non aver avuto la prontezza e la lucidità mentale di chieder loro come diamine si chiamino.

Ma io divago (cit.). Pigiamo il tasto “fast foward” e andiamo al sodo: arriviamo che Phil Campbell e il suo nuovo progetto Phil Campbell and the Bastard Sons stanno già suonando. Gran bel rock granitico, che ci fa bestemmiare di meno mentre facciamo quaranta minuti di fila per una birra pagata ben 2 token (no, giuriamo di non essere lobotomizzati da Pokemon o Legend of Zelda: paghi davvero con pezzetti che sembrano rupie in salsa emiliano-romagnola). Il tempo per brindare a Lemmy mentre riecheggia il finale di “Ace Of Spades”. Incontriamo amici, vediamo genti, facciamo cose (semi-cit) e arrivano i The Darkness sul palco: bello spettacolo, suono robusto e acuti come se non fossero passati 17 anni da “Permission To Land”.

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Le cose strane (se già strano non fosse la presenza di un dinosauro a Imola) iniziano però verso sera: un concerto con Axl “Ciccio Garfield” Rose che inizia in orario, spaccando per di più il secondo. O abbiamo bevuto troppo, o hanno bluffato alla grande con Axl dicendogli che il concerto sarebbe dovuto iniziare alle sei di pomeriggio. E qui permettete al sottoscritto di levarsi gli zampettoni da T Rex e tutto l’armamentario. Uno dei concerti più divertenti cui abbia mai partecipato. Certo, mi sono un po’ sparato nelle balle quanto è partita “Coma”, ho fatto il cretino non riconoscendo la cover di “Layla” di Eric Clapton e scambiandola per una rivisitazione della sigla di Beverly Hills 90210, ho sudato freddo quando ho capito che Slash aveva intenzione di suonare “Wish You Were Here”, ma sono stato felice quando ho visto che Mister Cilindro e Richard “Non-sono-più-giovane-ma-non-ditemelo” Fortus hanno iniziato a scambiarsi assoli senza che Garfield ci mettesse bocca letteralmente.

Sono rimasto piacevolmente colpito da come, nonostante una voce altalenante, Axl sia ancora un buon animale da palco. Panciuto, imbolsito e con lo stesso estetista/chirurgo di Mickey Rourke e il parrucchiere di Sandro Mayer, tanto che i primi piani sui megaschermi ti inietta una certa inquietudine, ma il telegattone americano se la cava ancora. Tutti se la cavano ancora, tutto funziona, soprattutto perché un po’ tutti lì sul palco fanno quello che devono fare sbattendosene allegramente degli altri. Fa parte dello show e funziona. Perché vedere Axl Rose e Slash abbracciarsi o scambiarsi risatine sarebbe stato grottesco (non lo fa con Myles Kennedy, che adora, non vedo perché dovrebbe farlo con Garfield).

guns n roses imola 2017 in media rex

Menzione personale per “Black Hole Sun”, cover dei Soundgarden oramai entrata stabilmente in scaletta e ottimo omaggio a Chris Cornell (non come questo QUI). Il qui presente scribacchino, la cui anima ha 365 giorni l’anno una camicia di flanella a quadri rossi e neri, ammette di essersi emozionato e di avere apprezzato particolarmente. Mai mi sarei aspettato di divertirmi come un cretino a un concerto dei Guns N’Roses, mai avrei pensato di poter sussurrare un “Grazie, davvero” verso i Guns N’ Roses per motivazioni musical-personali.

Non vi ho parlato di scaletta, ma tranquilli, potrete leggerla in calce. Il concerto è stato un party tra amici, con headbanging e salti sgraziati eseguiti senza fregarsene una beata minchia se potessi sembrare imbranato o che. Due ore e quarantacinque minuti di goduria, divertimento, catarsi, sfogo e bellezza. Non di Axl, che lui sembra… non so cosa sembra. La pancia cala, ma la tirata del chirurgo e l’impianto di Cesare Ragazzi ha dei risvolti inquietanti. Ma bravo lo stesso. Bravi in Guns. Sti cazzi se lo fate solo per guadagnare soldi facili. Con uno spettacolo del genere, quelli sotto il palco sono contenti, voi siete contenti, tutti siamo contenti.

Scaletta:
It’s So Easy
Mr. Brownstone
Chinese Democracy
Welcome to the jungle
Double Talkin’ Jive
Better
Estranged
Live And Let Die
Rocket Queen
You Could Be Mine
Attitude
This I Love
Civil War
Yesterday
Coma
Il Padrino – assolo di Slash
Sweet Child o’ Mine
My Michelle
Wish You Were Here
Layla / November Rain
Knockin’ on Heaven’s Door
Nightrain

Encore:
Don’t cry
Black Hole Sun
The Seeker
Paradise City

 

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi’s 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199… dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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